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10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

martedì 19 febbraio 2008

La Coop sei tu?


( il precedente governo Berlusconi aveva provato ad eliminare il singolare privilegio fiscale di cui godono le cooperative anche quando facciano impresa ad esempio con una catena di supermercati, ad impediere tale riforma fu l'UDC per difendere gli interessi delle cooperative bianche situate prevalentemente in Veneto, ma l'UDC questa volta non è con il PDL..... )

Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d'Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell'ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall'inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l'ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L'anno scorso all'Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l'8% in meno della media nazionale. Quest'anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d'Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell'Ipercoop: il risparmio è salito dall'8 al 14%. Dall'eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c'è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l'associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c'è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.

Alla catena più economica abbiamo attribuito indice 100; più l'indice è elevato, maggiore è il livello dei prezzi delle altre insegne.

Fonte: Altroconsumo, ottobre 2007

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venerdì 15 febbraio 2008

Chi comanda veramente l'UDC?

La direzione dell'Udc ha approvato all'unanimità un documento per la presentazione del simbolo del partito alle elezioni del 13 e 14 aprile e con il quale si chiede a Perferdinando Casini la disponibilità a candidarsi come presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche.
Intervenendo subito dopo il voto della direzione, Casini, leader dell'Udc, ha detto: "Ne sono onorato e scioglierò presto le mie riserve".

Ad essere ancora sospesa è la vicenda siciliana che conta enormemente nelle questioni interne dell'Udc: il peso del partito nell'isola, del quale è coordinatore Saverio Romano ma il cui vero leader è Totò Cuffaro, è di circa il 3% su scala nazionale. Il che vuol dire che Cuffaro controlla poco meno del 50% dell'Udc, partito che alle ultime elezioni generali del 2006 toccò il 6,8% su scala nazionale.

Alleato di Cuffaro in Sicilia è il presidente uscente della provincia di Catania Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa. Lombardo ha deciso di candidarsi alla carica di governatore dell'isola, vacante dopo le dimissioni di Cuffaro. Lombardo anche questa mattina ha avuto un incontro con Berlusconi per vedere se tutto il centrodestra lo appoggerà alle elezioni o se il Pdl presenterà Gianfranco Micciché come proprio candidato.

ultimissima:


09:25 15Feb08 -Voto, Udc candiderà Cuffaro a politiche - Casini ROMA, 15 febbraio (Reuters) - L'Udc candiderà Salvatore Cuffaro alle prossime elezioni politiche, nonostante la condanna in primo grado per favoreggiamento. Lo ha annunciato il leader del partito centrista, Pierferdinando Casini a Radio Anch'io. "Si, penso proprio che sarà candidato", ha detto Casini.


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mercoledì 13 febbraio 2008

Pubblicità progresso


( L'ultima monarchia assoluta d'Europa ci spiega cosa è interesse della democrazia italiana a mezzo stampa.... )

UDC: BOFFO (AVVENIRE), PRESERVARLO E' INTERESSE DEMOCRAZIA
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB - "La Chiesa in quanto tale non si schiera, davvero non si schiera rispetto allo scenario politico", ma è "nell'interesse dei cristiani del centro-destra e della democrazia" avere, con l'Udc, una presenza che si riferisce alla dottrina sociale della Chiesa: è quanto riafferma Dino Boffo, il direttore di 'Avvenire', quotidiano di proprietà della Conferenza episcopale italiana, in un lungo editoriale in cui risponde ad una lettera di Gad Lerner.
Rispetto al suo intervento al Tg1, Boffo spiega che la "Chiesa segue - ovvio - con interesse l'attuale semplificazione e ristrutturazione del quadro politico a sinistra e a destra". "Da parte loro - prosegue - i fedeli laici scelgono, al pari di tutti i cittadini, dove collocarsi in base alla propria sensibilità, valutando liberamente dove a loro sembra che i fondamentali valori cristiani siano meglio rispettati e incarnati".
"Quanto all'Udc - prosegue - diciamo così: per gli umori che mi sembra di percepire, ritengo (io, Dino Boffo) che sia da preservare una presenza che fa esplicito riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, nell'interesse dei cristiani del centro-destra e della democrazia tout court".

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