I video di Dec!dereGenova

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09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

lunedì 10 marzo 2008

PDL. CAPEZZONE: NON SARO' CANDIDATO. SOSTENGO CON CONVINZIONE ED ENTUSIASMO PROGETTO E PROGRAMMA POPOLO DELLE LIBERTA'

Dichiarazione di Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net:
Non sarò candidato alle elezioni politiche del 13-14 aprile. Sosterrò con convinzione ed entusiasmo, come ho più volte preannunciato, il progetto del Popolo delle Libertà, il programma che è stato reso noto nei giorni scorsi, e la campagna elettorale guidata da Silvio Berlusconi. Ritengo opportuno che tanti liberali, tanti riformatori, tanti innovatori, e anche tanti delusi del centrosinistra si impegnino per garantire il successo del Pdl e quindi un Governo effettivamente in grado di capovolgere la politica "tassa e spendi" praticata da Prodi, Padoa Schioppa e Visco, e accettata - tra gli altri - dai 17 ministri e dai 26 sottosegretari del Governo Prodi che oggi guidano le liste veltroniane del Partito democratico.

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martedì 12 febbraio 2008

La fiera del nuovo


Chi è più nuovo – il Pd o il PdL? C’è una sola lettera di differenza tra Pd e PdL e per giunta è la lettera di una parola vitale come “libertà”. Eppure non è sulla libertà che si sta giocando il dibattito politico. Ancora una volta la politica ha riciclato il vecchio tema del “nuovo”. E’ più nuovo il nuovo partito di Berlusconi o il nuovo partito di Veltroni? Basta inventarsi un nuovo simbolo che il passato, anche quello che arriva fino a ieri, viene dimenticato. Il nuovo ha un fascino enorme nella testa degli italiani – un popolo segnato storicamente dalla povertà e dal conseguente edonismo che fa adorare subito qualunque cosa luccichi di nuovo, anche la plastica. Sia il Pd che il PdL sono una mano di vernice fresca sui soliti apparati di potere. Non cambiano le idee di fondo e gli uomini che fanno finta di portarle avanti solo per portare avanti la propria carriera politica. In questo immobilismo c’è un fondo di verità. In campagna elettorale i programmi politici tendono a convergere sostanzialmente, riducendo quelle che fino a pochissimo tempo prima apparivano fratture abissali. Dopo tutto serve un criterio per distinguere partiti e leader e anche questa volta gli italiani sembrano lasciarsi condizionare dalla novità, anche fasulla, superficiale e a breve durata. Per avere la conferma dell’illusione del nuovo basta aspettare pochi giorni dopo la nascita del “nuovo” governo: tutto torna come prima. Il nuovo si è spento nel giorno delle elezioni.

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