I video di Dec!dereGenova

26/02/2008:Scambio di persona

09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

lunedì 12 maggio 2008

Capezzone portavoce di Forza Italia

FI: CAPEZZONE NUOVO PORTAVOCE
(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Daniele Capezzone sarà il nuovo
portavoce di Forza Italia. Lo comunica la segreteria del
Coordinatore nazionale Denis Verdini a seguito delle decisioni
assunte dal vertice di Forza Italia e dal presidente Silvio
Berlusconi.(ANSA).

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lunedì 10 marzo 2008

PDL. CAPEZZONE: NON SARO' CANDIDATO. SOSTENGO CON CONVINZIONE ED ENTUSIASMO PROGETTO E PROGRAMMA POPOLO DELLE LIBERTA'

Dichiarazione di Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net:
Non sarò candidato alle elezioni politiche del 13-14 aprile. Sosterrò con convinzione ed entusiasmo, come ho più volte preannunciato, il progetto del Popolo delle Libertà, il programma che è stato reso noto nei giorni scorsi, e la campagna elettorale guidata da Silvio Berlusconi. Ritengo opportuno che tanti liberali, tanti riformatori, tanti innovatori, e anche tanti delusi del centrosinistra si impegnino per garantire il successo del Pdl e quindi un Governo effettivamente in grado di capovolgere la politica "tassa e spendi" praticata da Prodi, Padoa Schioppa e Visco, e accettata - tra gli altri - dai 17 ministri e dai 26 sottosegretari del Governo Prodi che oggi guidano le liste veltroniane del Partito democratico.

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martedì 19 febbraio 2008

Il copiaincolla di Bersani

Imprese: Bersani, al via sistema per nascita "in un giorno"

Parte oggi, 19 febbraio, il sistema di Comunicazione unica per la nascita di "un'impresa in un giorno", previsto dal provvedimento sulle liberalizzazioni. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, spiegando che "Gia' stamattina sei imprese hanno comunicato la loro nascita". Si tratta di un sistema che consente "immediatamente all'impresa di essere impresa" con semplificazioni burocratiche e risparmi di costi.

Comunque una buona notizia, dispiace solo che questo provvedimento non porti il nome di chi lo ha studiato e proposto più di un anno fa ovvero l'onorevole Daniele Capezzone.

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lunedì 18 febbraio 2008

Capezzone: Il PdL parli più di fisco (e di Visco), meno di aborto

Mi auguro che, sulla base di quanto hanno finora assai positivamente e saggiamente scelto di fare Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, il centrodestra continui a privilegiare i temi dell'economia, del fisco, della disastrosa eredità lasciata dal Governo Prodi.
Veltroni sta cercando disperatamente di trasformare Visco (e con lui Prodi e Padoa Schioppa) in altrettanti desaparecidos, per tentare di far dimenticare agli elettori perfino la loro esistenza: a maggior ragione, quindi, è opportuno per il Popolo delle Libertà ricordare agli italiani quel che l'Esecutivo uscente ha combinato, in termini di politica fiscale aggressiva e sbagliata, contro le famiglie e le imprese.
Da questo punto di vista, sarebbe un errore - a mio avviso - se improvvisamente diventasse centrale il tema dell'aborto. E' normale (come accade, secondo giusta regola, nel Partito Repubblicano e nel Partito Democratico americano) che in uno stesso partito convivano opinioni diverse su questi temi: ma sarebbe un clamoroso favore a Veltroni se quel tema divenisse il centro della campagna mediatica, facendo sparire dal tavolo le tasse e il complesso delle scelte economiche e fiscali che hanno reso il centrosinistra inviso non solo alla base del centrodestra, ma anche a tanti elettori indipendenti, e a parti consistenti dello stesso elettorato dell'Unione. E' questa, a mio avviso, la priorità delle priorità.


Daniele Capezzone


Il Team di Dec!dereGenova

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mercoledì 7 novembre 2007

Daniele Capezzone si dimette dalla Presidenza della Commissione e dal Gruppo della RNP

Alla cortese ed urgente attenzione
del Presidente della Camera dei Deputati

e, per doverosa e opportuna conoscenza,
al Presidente del Gruppo parlamentare della Rosa nel pugno
e al Presidente del Gruppo parlamentare misto

Roma, 7 novembre 2007

Signor Presidente,

vi sono circostanze nelle quali il rispetto delle istituzioni, il
rispetto di se stessi e il rispetto delle proprie idee ed obiettivi
politici impongono scelte difficili e costose.

Questo è a maggior ragione necessario ed opportuno se riteniamo che non
tutto sia “Casta”, e che sia invece ancora possibile -anche in Italia-
vivere l’impegno politico e civile come momento alto, nel quale il
piano delle convinzioni non sia sovrastato da quello delle convenienze,
dei tatticismi, dei piccoli calcoli di parte o personali.

E’ anche un messaggio per le generazioni più giovani, affinché non
perdano la speranza di contribuire a costruire un Paese diverso, più
moderno, più libero, e non rinuncino -magari comprensibilmente
nauseati, distanti, indifferenti- ad un impegno diretto in una politica
che vivono come lontana e, in ultima analisi, infrequentabile.

Nel nostro Paese, l’istituto delle dimissioni vive una curiosa vicenda:
le dimissioni vengono annunciate, ventilate, minacciate, magari
richieste, ma -nella maggior parte dei casi- non si presentano, non si
danno. E prevale, anche nei luoghi teoricamente meno sospettabili, un
tetragono attaccamento al potere, o alle briciole di potere più o meno
fragilmente e provvisoriamente conquistate.

Tutto ciò premesso, Le scrivo per comunicarLe le mie dimissioni dalla
Presidenza della Commissione attività produttive della Camera.

Il motivo di questa mia decisione è molto semplice: considero esauriti,
starei per dire esausti, la fase e l’assetto politici che determinarono
anche quella mia elezione. Qualunque cosa accada infatti al Senato
nelle prossime settimane o mesi, il Governo e la maggioranza -di fatto-
non esistono più, politicamente, o comunque non sono assolutamente in
condizione di svolgere alcuna funzione positiva. Lo ripeto a scanso di
equivoci: non solo l’attuale Governo, ma l’attuale maggioranza
politico-parlamentare.

Come Lei ricorderà, sin dalla legge finanziaria dell’anno scorso
(drammaticamente sbagliata, a mio avviso, perché tutta centrata su un
intollerabile inasprimento della pressione fiscale, e senza alcun
taglio di spesa, senza alcuna riforma strutturale), ho marcato una
distanza sempre più netta dall’Esecutivo (pur cercando di svolgere in
modo scrupoloso e imparziale le mie funzioni istituzionali); da molti
mesi, dalla crisi del febbraio scorso, non voto la fiducia al Governo;
oggi, alla luce del fatto che nulla mi appare modificato rispetto a
questa situazione, compio un atto politico conseguente. Invano ho
atteso che giungessero non parole o “segnali”, ma fatti politici
rilevanti, in particolare dalle componenti cosiddette riformiste di
Governo e maggioranza, che sono state e continuano ad essere travolte e
umiliate punto su punto, sistematicamente.

Mi pare infatti che in tanti, in troppi, siano meramente protesi a una
logica di sopravvivenza, di continuismo, di trascinamento
dell’esistente. Per questo, occorre invece che qualcuno compia atti
chiari di discontinuità e di rottura, sia pure a proprie spese: di qui,
la mia decisione. E aggiungo che la pur ragionevole questione della
riforma elettorale non può tramutarsi in un alibi, in un pretesto, in
un escamotage, per rinviare il momento elettorale alle calende greche
(o a quelle …italiane). Bastano pochi giorni, al limite alcune
settimane, per capire se esiste davvero la volontà politica comune di
cambiare la legge: dopo di che, le forze politiche farebbero bene a non
protrarre un’agonia al solo scopo di cercare di togliere agli elettori
la possibilità di decidere.

E la mia preoccupazione cresce se si considera che questo obiettivo di
trascinamento, che in qualche caso sembra sconfinare nell’accanimento
terapeutico, viene perseguito dal Governo anche attraverso un uso
politicamente assai grave del denaro e della spesa pubblica. Non io o
personalità a me vicine, ma autorevoli economisti non certo ostili
all’attuale maggioranza, hanno parlato di “tax push”: è il ben noto
meccanismo per cui, quando le entrate fiscali aumentano, queste risorse
aggiuntive vengono subito spese, rendendo ancora più vasta la voragine
della spesa pubblica. E questo è il punto drammatico: proprio dopo un
anno di pressione fiscale (a mio avviso, lo ripeto ancora, eccessiva e
sbagliata: e oggi lo riscontriamo in termini di mancata crescita),
quando ci si rende conto di avere denaro in cassa, anziché usarlo per
ridurre fortemente le tasse o il debito pubblico, che si fa? Si spende,
si spende, si spende.

Per tutte queste ragioni, dunque, lascio la Presidenza della X
Commissione della Camera. E’ stato per me un autentico onore
presiederla, in questo anno e mezzo. Desidero ringraziare tutte e tutti
i colleghi, di maggioranza e di opposizione, con i quali abbiamo
lavorato in modo a mio avviso ammirevole, pur in un contesto politico
così poco facile. Mi auguro che i cittadini possano sapere (lo ripeto:
anche in condizioni politicamente negative) quale e quanto sia
l’impegno di tanti parlamentari, e quale sia stata -non di rado- la
capacità dei diversi gruppi di misurarsi in Commissione in una sfida in
positivo nella direzione liberale e riformatrice. Con autentica
gratitudine rivolgo il mio pensiero anche alle funzionarie e ai
funzionari della Commissione e del Servizio studi, esempio di una
eccellenza professionale, oltre che di una straordinaria disponibilità
personale, che onora il Parlamento della Repubblica, e che non potrò
dimenticare. E lo stesso vale per tutte e tutti i dipendenti della
Camera che ho incontrato in questi mesi, ad ogni livello: esempi di
professionalità e correttezza assolute.

Mi permetto di affidare a Lei e al Presidente del Senato un frutto
importante di questo lavoro di Commissione: è la proposta di legge
bipartisan, di cui ho l’onore di essere primo firmatario, per
l’apertura immediata delle imprese, per la sburocratizzazione, e per un
nuovo rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. L’abbiamo
approvata a vastissima maggioranza sia in Commissione che in Aula alla
Camera; al Senato è passata sostanzialmente all’unanimità in
Commissione, con lievi modifiche, ed è ora già calendarizzata in Aula
al Senato. Basterebbe pochissimo al Senato, e davvero poco di nuovo
alla Camera (sarebbe forse, in tempi netti, un lavoro di poche ore!)
per condurre in porto un provvedimento che è atteso dal mondo
produttivo e da tanti cittadini. Lavorerò con tutto me stesso, con
tanti altri colleghi di ogni appartenenza, perché questo obiettivo di
riforma possa essere centrato.

Contestualmente alle mie dimissioni da Presidente di Commissione,
comunico anche la mia decisione di lasciare il Gruppo parlamentare
della Rosa nel pugno, e di chiedere di aderire al Gruppo misto. Il
Gruppo della Rosa nel pugno sopravvive oggi, di fatto, pressoché
esclusivamente come strumento tecnico attraverso il quale diverse
organizzazioni e realtà partitiche perseguono i loro attuali (e fra
loro diversi) scopi e traiettorie, in larga misura da me non condivisi,
ma soprattutto (visto che ciò che sembra unire le diverse componenti è
lo schiacciamento, l’appiattimento sul Governo, in qualche caso
addirittura “a prescindere”…) assai lontani dai toni e anche da molti
contenuti della campagna elettorale. Corrisponde ad un ulteriore
elemento di chiarezza che io prenda atto di questo radicale cambiamento
della situazione e mi comporti di conseguenza.

Grazie, e un cordiale saluto.

Daniele Capezzone

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mercoledì 31 ottobre 2007

Ridiamoci su

Ridiamoci su....



In preparazione al congresso di radicali italiani

Il Team di Decideregenova

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mercoledì 24 ottobre 2007

Governo: Capezzone, lavorare per elezioni entro marzo 2008

ROMA "A questo punto, mi parrebbe ragionevole lavorare per tenere le elezioni politiche il 24 febbraio o il 2 marzo, o comunque in tempi ravvicinatissimi, entro fine marzo". Lo dichiara Daniele Capezzone, promotore di Decidere.net, e presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera. "Tra l'altro, una scadenza di questo tipo avrebbe un doppio vantaggio: quello di andare presto al voto, evitando forme di accanimento terapeutico del tutto inefficaci; ma anche quello di lasciare a disposizione le pochissime settimane necessarie e sufficienti per modificare la legge elettorale". "L'unica cosa che mi parrebbe irresponsabile - continua - sarebbe, da parte di un pezzo di ceto politico, fare come Bertoldo, che non trovava mai l'albero "giusto": e quindi evocare la necessita' di cambiare la legge elettorale, senza pero' avere ne' le proposte ne' le maggioranze ne' le intese per farlo davvero. Cambiare la legge elettorale e' utile: ma non puo' diventare un alibi per far perdere al paese un anno di tempo, o anche di piu'", conclude.

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venerdì 19 ottobre 2007

Capezzone a Bologna

da www.deciderebologna.net

Lunedi' 15 ottobre si e' svolto il primo incontro bolognese di Deciderebologna con Daniele Capezzone. Ampio spazio e' stato dedicato in apertura alla proposta della tassa piatta al 20% ed ai meccanismi di sostenibilita' tramite una graduale introduzione dell'aliquota unica in cinque anni. Sono stati citati i positivi risultati ottenuti dagli altri paesi europei che hanno avuto il coraggio di adottare un'imposta unica di tal genere, e si e' sottolineato come dopo il lancio del network ancora non si siano registrate prese di posizione di netto segno contrario da parte delle altre forze politiche, dal che la possibilita' ancora apertissima di un confronto, di un dialogo e, perche' no, di una convergenza su questa importante ipotesi di riforma fiscale.
Non positivo il giudizio sulle primarie, stante la totale assenza di contenuti dal dibattito che le ha accompagnate.
L'On capezzone ha poi confermato il proprio appoggio al referendum, rimarcandone l'opportunita' al fine di migliorare l'attuale sistema elettorale, seppur con un risultato che sarebbe a sua volta ampiamente migliorabile.
Numerosi altri sono stati i temi trattati, che potrete ascoltare direttamente dalla voce di Daniele Capezzone nel video qui postato.





video

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giovedì 18 ottobre 2007

TelePadania intervista Daniele Capezzone

lunedì 1 ottobre 2007

Fisco. Tassa piatta al 20%. La rivoluzione fiscale è possibile

Questo l'intervento finale di Daniele Capezzone che spiega come si intende passare all'aliquota unica del 20% registrato all'Angelicum il 29 settembre 2007.







Noi chiediamo di passare in 5 anni ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo sarebbe coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).

Spieghiamo bene i dettagli.

Attualmente, in Italia, la normativa vigente in materia di imposte sui redditi prevede 3 aliquote (più una quarta per i "super-ricchi"), con aliquota minima al 23%. L'aliquota media, ossia il livello al quale un'eventuale flat tax lascerebbe invariato il gettito complessivo dell'imposta sui redditi, risulta invece pari al 27,1%. In altri termini, un'aliquota di flat tax ad un livello inferiore al 27,1% richiederebbe la copertura degli oneri (e andrebbe a beneficio dei contribuenti considerati nel loro complesso). E solo un'aliquota inferiore al 23% andrebbe a beneficio, invece, di ciascuno dei contribuenti: di qui la nostra opzione per il 20%.

Si dirà: ma una cosa del genere costa troppo…Come può permettersela l'Italia?

Premesso che tutte le stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile che sarebbe procurata dalla flat tax (è la celebre questione della curva di Laffer) ; e premesso che all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori; premesso tutto questo, dicevo, il costo annuo ipotizzabile sarebbe di 36 miliardi di euro.

Ecco, questo costo -come si diceva all'inizio- potrebbe essere compensato con una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) del 5%, pari a una riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, del 2%.

“Annualizzando" il discorso, e ipotizzando -appunto- di spalmare la riforma su un periodo di 5 anni, si può dire -pertanto- che il passaggio in cinque anni alla tassa piatta del 20% potrebbe avvenire a fronte di una riduzione della spesa pubblica totale del 2% in cinque anni, cioè dello 0,4% annuo (ossia dal 51% al 49%). E non si dica che, con una spesa pubblica al 51% del Pil (in Inghilterra sono circa al 35%, 16 punti sotto!!), non sarebbe possibile tagliarla di meno di mezzo punto all'anno…

Ultima cosa: il problema della progressività. Abbiamo pensato anche a questo. Va infatti realizzata una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (in pratica: riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse).

Ecco, questo (insieme ad una ipotesi di federalismo fiscale competitivo, con un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico, e con la possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, proprio per favorire la competizione) è il nucleo della proposta fiscale di Decidere.net.

Forme di copertura possibili:

IMPRESE
a) Abolizione dei trasferimenti ad imprese
(spese correnti + investimenti) 14,5 mld annui dal 2008

PROVINCE E COMUNITA’ MONTANE
b) Abolizione Province
(escluse le spese di personale) 5,3 mld annui dal 2008
c) Abolizione comunità montane
(escluse le spese di personale) 0,66 mld annui dal 2008

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
d) Blocco turn-over PA 8,5 mld nel 2008
12,75 mld annui dal 2009
e) Moratoria contrattazione pubblico impiego 6.0 mld nel 2008
9,0 mld nel 2009
12,0 mld annui dal 2010
f) Risoluzione 70% consulenze PA 2,0 mld nel 2008
3,0 mld annui dal 2009
g) Risoluzione rapporto d’impiego precari PA 4,0 mld nel 2008
6,0 mld annui dal 2009

PENSIONI
h) innalzamento età pensionabile a 65 anni 1,0 mld nel 2011
1,5 mld nel 2012
2,7 mld nel 2013
3,5 mld nel 2014
4,0 mld nel 2015
7,0 mld annui dal 2018

IPOTESI DI COPERTURA FLAT TAX
Per la copertura dei 36 mld di euro annui a regime (ossia dopo 5 anni dalla sua introduzione…)
della flat tax, questi sono alcuni dei mix possibili:

d + e + f + g = totale 33,75 mld annui (dal 2010) (mix politicamente interessante, centrato sulla razionalizzazione della PA)
a + b + c + d + f = totale 36,21 mld annui (dal 2009) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)
a + b + c + e + f = 35,46 mld annui (dal 2010) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)


Inoltre, se si fa subito la riforma delle pensioni (innalzamento a 65 anni per tutti) e si spalma la riforma della flat tax su un periodo più lungo, sono utilizzabili anche i risparmi crescenti di cui al punto h).

Biecamente copiaincollato da www.decideremilano.net

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mercoledì 12 settembre 2007

Capezzone bipartisan arruola Musso e Pittalugadi

Tanti i curiosi di sapere cosa ha in mente Daniele Capezzone, ex segretario nazionale dei Radicali italiani e deputato della Rosa nel Pugno. Un parlamentare di sinistra, che però ha già dichiarato in un'intervista al Giornale di incominciare a guardare anche a destra. E ieri, all'Hotel Bristol, erano molte persone con il Giornale sottobraccio per sapere dove porterà la network Decidere.net. Un'iniziativa del giovane radicale, che ha così accentuato le divergenze con il leader maximum Marco Pannella. Alla presentazione di decideregenova. net, Paolo Rebuffo, portavoce del network cittadino, non lo nasconde: «È più che probabile che si arrivi a un partito». Ma Capezzone precisa: «Noi guardiamo a proporre soluzioni concrete per il Paese, proprio come ha fatto Enrico Musso qui a Genova. Ho apprezzato il suo modo di fare politica, più vicino alle idee e alle persone che non ai partiti». Ed Enrico Musso era lì, con i venti euro in mano necessari per diventare membro a tutti gli effetti e pronto ad aggiungere «che anche se Daniele fa ancora parte del centrosinistra spero presto di poter lavorare a un progetto comune». Chiaramente di centrodestra.Ma Musso non era il solo politico nostrano. C'erano diversi esponenti dei Riformatori Liberali, tanti giovani e un po' a sorpresa l'assessore all'economia G.B. Pittaluga, storico liberale che dopo essere stato assessore con Biasotti lo è diventato pure con Burlando. Lui non si iscrive, ma dice apertamente di condividere molti dei 13 punti indicati come priorità da Capezzone. «Sono qui perché è giusto dare solidarietà a chi ha il coraggio di battersi per il rinnovamento politico e morale di questo paese» dice. A novembre la prima assemblea nazionale dei membri, ma prima altri impegni: il 22 settembre a Roma per la manifestazione sul welfare, partendo davanti alla sede della Cgil «perché la sinistra massimalista e i sindacati non permettono di decidere». Poi, il 29 a Milano per la manifestazione sulle tasse. Più di mille le persone che al giorno entrano nel network perché «sempre più persone di destra e sinistra sono stanchi della cattiva politica e della cattiva antipolitica, ma vogliono proposte concrete» spiega Capezzone. Poi bastona Prodi, Padoa Schioppa, Veltroni, e anche Beppe Grillo, perché noi non stiamo né «con lui né con quelli che l'hanno generato». Risparmia i suoi compagni di partito: «Non devo dire nulla a loro, quello che ha subito degli attacchi indegni sono io». E infine attacca Andrea Lavarello, perché da buon liberale non esita a dire che quello che è successo alla Tv delle Libertà a Sestri Levante «è una roba da pazzi».
Riccardo Re da Il Giornale del 12/09/2007

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martedì 11 settembre 2007

Le Foto della conferenza stampa

mercoledì 22 agosto 2007

FISCO: CAPEZZONE, CONTRO AUMENTO TASSE SU RENDITE PRONTO A OPPOSIZIONE

(ASCA) - Roma, 22 ago - ''Contro l'assurda ipotesi di aumento
della tassazione su Bot e rendite finanziarie sono pronto a
qualunque forma di opposizione, in Parlamento e nel paese,
incluse le forme piu' gravi''. Lo afferma Daniele Capezzone,
presidente della commissione Attivita' produttive della
Camera.
''Se questo progetto si concretizzasse - dice Capezzone -,
ci troveremmo dinanzi ad una ingiustificabile aggressione
contro le famiglie e i piccoli risparmiatori: una dissennata
jihad fiscale, che comporterebbe il suicidio politico di
Governo e maggioranza''.
red-val/sam/bra

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domenica 19 agosto 2007

Capezzone annuncia la manifestazione del 22 settembre

Daniele Capezzone preannuncia la manifestazione del 22 settembre a Roma per le pensioni delle future generazioni e contro le politiche dei sindacati e della sinistra comunista.

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giovedì 2 agosto 2007

Intervista a Daniele Capezzone su Confronto.it

L'intervista a cui si fa riferimento anche nell'articolo del Corriere.

http://www.confronto.it/

Capezzone, il politico della concretezza
di Emiliano Massimini

In pochi anni ha raggiunto obiettivi di primo livello: segretario del Partito Radicale, deputato, presidente di una importante Commissione parlamentare. In nome della libertà ha rivendicato il diritto al dissenso nei confronti della linea politica intrapresa dal suo partito. Perché non è riuscito a condizionarne le scelte?

“Io sono convinto che tantissimi appartenenti a quella meravigliosa comunità che è la comunità radicale seguiranno il mio percorso, il mio tentativo con il network decidere.net. Se ho accumulato un piccolo patrimonio di credibilità è perché ho cercato in tutto questo tempo di tenermi fuori dalle risse, dalle polemiche, dai battibecchi della politica e dei partiti, e perfino del mio partito, ed è per questo che ho provato a concentrarmi su cose concrete. Sono convinto che oggi in Italia un pezzo di opinione pubblica voglia avere risposte precise: abbassiamo le tasse sì o no, quando e di quanto; alziamo l’età pensionabile, sì o no, quando e di quanto. Vorrei che i politici rispondessero a queste cose concrete anziché perdersi nel loro teatrino politico che troppo spesso è respingente e in qualche caso anche repellente”.

Una intraprendenza politica, la sua, che ha generato “13 cantieri per una politica ad alta velocità”. Insomma, temi concreti sui quali cercare convergenze possibili. E’ soltanto la concretezza, quindi, il fine al quale può tendere il politico moderno?

“C’è un grande patrimonio di ideali, una grande prospettiva culturale che ciascuno dovrebbe provare ad animare. Oggi però credo sia giusto dire ai cittadini come la si pensa su sette, otto punti precisi. Io ritengo non sia credibile promettere la trasformazione del mondo in cinque anni di legislatura, ciò vale sia per l’uno che per l’altro schieramento. Io, ad esempio, sarò molto orgoglioso se alla fine di questa legislatura - che spero arrivi molto presto perché, ahimé, Governo e maggioranza stanno operando in modo assai negativo - potrò dire di aver portato a casa una legge trasversale, sostenuta dal centrodestra e anche da pezzi importanti di centrosinistra, che è quella per l’apertura immediata delle imprese. Si è tentato con questa legge di sburocratizzare, levando tutta la messe di autorizzazioni preventive che oggi ci vogliono. Se io potrò dire in un anno di legislatura di aver ottenuto questo risultato mi riterrò soddisfatto. Quanto ai tredici cantieri corrispondono proprio a questa logica: sono tredici proposte concrete in economia, sostenute da pezzi di mondo imprenditoriale, da tanti cittadini, da economisti, da opinionisti, da persone che si stanno organizzando in giro per l’Italia e su quello faremo un accordo. Io sono un parlamentare che è stato eletto nel centrosinistra ma da molti mesi non rinnovo la fiducia al Governo proprio perché ritengo che, a partire dalle questioni economiche e di politica estera, la linea stia diventando sempre meno accettabile”.

Cos’è il pensiero debole ed il relativismo etico?

“Io sono un laico un liberale e da questo punto di vista non farò l’atto d’ipocrisia di dire che la penso diversamente da come invece la penso. Sono convinto che un grande tema oggi, valido per l’economia come per le questioni di coscienza, sia l’allargamento della sfera della decisione individuale e privata rispetto alla sfera della decisione pubblica e collettiva. Noi usciamo da un secolo in cui le decisioni sono sempre state affidate ad un’entità diversa: lo Stato, il partito, il sindacato, la famiglia. Io vorrei invece che più decisioni fossero affidate al singolo, sia per ciò che riguarda il suo portafoglio sia per le sue scelte di coscienza. Da questo punto di vista, molto spesso io quando mi viene presentata una proposta mi chiedo se essa allarghi o restringa la sfera della decisione individuale. Per me è questo uno spartiacque concreto per la politica dei nuovi anni”.

Alexis de Tocqueville scriveva: “Il dispotismo, ma non la libertà, può fare a meno della religione. La religione è molto più necessaria nella Repubblica che in ogni altra forma di governo.”. Cosa ne pensa?

“Tocqueville nel suo fantastico viaggio in America ci ha raccontato di come un paese possa essere straordinariamente pervaso di sentimento religioso ed al tempo stesso straordinariamente laico nelle sue istituzioni. L’America è nata così ed è rimasta tale. Ciascuno, non solo professa le sue convinzioni, ma quelle stesse convinzioni vivono nella realtà sociale, nell’associazionismo, nella politica ma anche nell’impegno senza privilegi. Non è necessario che si assumano forme concordatarie o l’otto per mille. Da questo punto di vista vale per i padri fondatori degli Stati Uniti e vale per i politici di oggi: nessuno proporrebbe commistioni tra Stato e chiese. Anche e in primo luogo nell’interesse della Chiesa e del sentimento religioso. Nel partito repubblicano americano convivono quelli della Bible belt e, finché non è mancato, Milton Friedman, grande economista liberista ma anche libertario. Nel Partito Democratico c’è il reverendo Jessie Jakson e il ‘dissoluto’ Bil Clinton. A me piacerebbe che dentro gli schieramenti ci fossero queste realtà aperte. Oggi il centrodestra che io preferisco nel mondo è fatto dal Partito repubblicano americano con Rudolph Giuliani, l’Inghilterra con Cameron, la Francia con Sarkozy, la Spagna con Aznar. Sono tutti schieramenti che, non solo dal punto di vista economico e di politica estera ma anche su scelte di coscienza, sono largamente preferibili a Rosy Bindi e alla Pollastrini”.

Lei parla di un centrodestra nel mondo. In Italia, il Centrodestra, qualora esprimesse Gianfranco Fini come candidato alla poltrona di Sindaco di Roma, avrebbe il suo appoggio?

“Gianfranco Fini è un leader che ha fatto delle cose importantissime in questi anni. In particolare un leader politico va giudicato per il cammino faticoso che ha intrapreso, un cammino costoso, difficile anche all’interno della comunità di appartenenza. Oggi in politica estera Gianfranco Fini e Andrea Ronchi esprimono posizioni avanzatissime sul piano di una linea occidentale, attenta agli Stati Uniti e ad Israele. Una linea attenta alla promozione globale della democrazia. In economia c’è una linea liberale molto forte dentro Alleanza Nazionale. Anche sulle riforme istituzionali mi sento in grande sintonia. Infine, abbiamo lavorato insieme sul fronte referendario per avere un sistema ben centrato su due, tre partiti non sui quaranta partiti attuali. Io immagino, quindi, che su queste cose concrete sarà possibile avere una forte convergenza. Credo anche che oggi Alleanza Nazionale proponga la via giusta quando suggerisce al centrodestra di non rimanere uguale a se stesso. Sono convinto che questo appartenga al sentire di tanti di Forza Italia e di tanti di altri partiti. Se il centrosinistra è in difficoltà, il centrodestra non deve cullarsi su quelle difficoltà e pensare di potersi ripresentare del tutto uguale a se stesso. E’ importante, invece, un cambiamento, come dice bene Alleanza Nazionale ma anche molti in Forza Italia. Occorre non ripresentarsi con le foto ingiallite di cinque o dieci anni fa. Cambiamento anche nei contenuti: dare al Paese alcune proposte concrete e non le 280 pagine dell’ Unione”.

Quindi darebbe il suo appoggio se Fini si candidasse a Sindaco di Roma.

“Lo vedremo, ma ad oggi la cosa importante è la convergenza politica su alcuni contenuti. Se vi sarà quella io sarò entusiasta di poter lavorare insieme, ripeto, con chi condividerà quegli obiettivi concreti. Io vedo oggi tanta possibilità di cammino comune con AN. Nel luglio scorso sono stato proprio con Andrea Ronchi ad un importante evento di giovani universitari del suo partito: abbiamo cominciato a ragionare su questioni concrete. Secondo me c’è un cammino importante da fare. Chi vivrà vedrà. Vedremo se e quale sarà il seguito ma io sono fiducioso: fare un buon cammino insieme partendo dalle cose concrete”.

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mercoledì 1 agosto 2007

FISCO: CAPEZZONE, LE OMELIE? ALLIBITO DA PAROLE PRODI

(ANSA) - ROMA, 1 AGO - "Sono francamente allibito per le
dichiarazioni di Romano Prodi sulla necessità di omelie-anti
evasione. Il Premier pensi piuttosto a ridurre le tasse": lo
afferma Daniele Capezzone, promotore di Decidere.net, presidente
della commissione Attività produttive della Camera.
"In Italia siamo all'emergenza fiscale anche a causa del
ticket Prodi-Visco. L'aspetto più paradossale dell'ultimo Dpef
é proprio il carattere minuscolo (e quindi ridicolo) della
riduzione fiscale prevista per la prossima finanziaria: appena
lo 0,2%!! Occorre, invece, una scossa: ed è per questo che
Decidere.net propone, in cinque anni, il passaggio ad una tassa
piatta del 20%, pagabile con una riduzione della spesa pubblica
dello 0,4% l'anno. Insomma, la rivoluzione fiscale sarebbe
possibile. E invece - conclude - stiamo qui ad attardarci su
dibattiti lunari...".
(ANSA).

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martedì 17 luglio 2007

La lunga marcia

Daniele Capezzone annuncia sul web la marcia sulle pensioni (22 settembre a Roma) e l'appuntamento sulle tasse (29 settembre a Milano). Guarda il video su www.decidere.net

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Le sensazioni del 92....

Ieri alle ore 21.00 presso la sede dell'associazione radicale milanese Enzo Tortora si è svolta una riunione in cui Luigi Furini autore del libro "Volevo solo vendere la pizza - Le disavventure di un piccolo imprenditore" e L'on. Daniele Capezzone hanno raccontato e discusso dell'italia della burocrazia, delle autorizzazioni e dei sindacati.
Il libro prende spunto da una storia vera, ovvero le disavventure e il travaglio dell'autore, novello imprenditore comunista (forse ex-comunista, lui dice di no ma io non gli credo) che apre e cerca di mandare avanti una pizzeria a Padova e....(leggetelo ci sarà pure una ragione se è alla quinta ristampa).

Dopo una divertente anedottica sulle disavventure del comunista Luigi e della sua pizzeria si è passati alla fase dei commenti e delle possibili soluzioni, l'On. Daniele Capezzone presa la parola ha aggiornato la paltea (41 persone, e di più li dentro era propio impossibile) sullo stato di avanzamento della proposta di legge di semplificazione amministrativa "un impresa in sette giorni", ha parlato di tasse di burocrazia e più in generale dell'incertezza sulle tasse e della relativa fuga dei capitali stranieri dall'italia la frase "peggio delle tasse e della burocrazia c'è solo l'incertezza sulle tasse e sulla burocrazia" sintetizza efficacemente i ragionamenti fatti in sala.

Di ieri mi rimane dentro una sensazione, la stessa che ho provato ascoltando Bossi nel 1992 poco prima di votare per la Lega Nord alle politiche, ovvero la voglia di rivolta (democratica per carità) contro questa classe politica. Quando all'inizio del suo intervento l'On Daniele Capezzone ha detto : "C'è una parte di politica,di uomini politici, che cammina sull'orlo del baratro e anche in buona fede non se ne rende conto..." in sala ho percepito il silenzio della vera attenzione e della condivisione, è stato un attimo roba di due-tre secondi ma la mente è ritornata a quei giorni di agonia della prima repubblica.

La Lega Nord riuscì a tradurre con molta efficacia quelle sensazioni in forza politica, non vedo propio la ragione per cui oggi non ci possa riuscire decidere.net.

Paolo Rebuffo

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giovedì 12 luglio 2007

PENSIONI: CAPEZZONE RILANCIA NUOVA MARCIA DEI 40.000

(ASCA) - Torino, 12 lug - Una nuova marcia dei 40.000 per una vera riforma delle pensioni. Daniele Capezzone, presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, rilancia attraverso il suo network 'Decidere.net' la proposta di una grande manifestazione nazionale entro la fine di settembre ''nell'interesse delle nuove generazioni''. Capezzone, a Torino per l'assemblea regionale della Confartigianato, ha criticato duramente la linea del governo sulle pensioni dicendo che Prodi ''e' sotto il ricatto della sinistra comunista e del sindacato conservatore che come la Cgil approfitta del fatto che le nuove generazioni non possono ne' votare ne' scioperare ne' protestare''. ''Entro fine settembre - ha aggiunto - organizzeremo l'equivalente di cio' che fu nel 1980 la marcia dei 40.000 che diede il segno di una fascia sociale non tutelata e non garantita, e ora si pone la stessa questione e cioe' di una generazione che rischia di non vedere la propria pensione. Non so se saranno 40.000 o quanti saranno, vedremo''. Capezzone ha ricordato la sua proposta firmata anche da espoenti del centrodestra per l'innalzamento dell'eta' pensionabile a 65 anni per tutti: ''consentirebbe - ha detto - 7 miliardi di risparmi ogni anno e consentirebbe di costruire una rete di ammortizzatori sociali per tutti anziche' per soli 17 occupati su 100 com'e' oggi. Prodi - ha concluso Capezzone - dovrebbe ricordare che nel '95 firmo' da economista assieme al premio Nobel Modigliani un appello a Berlusconi per la riforma delle pensioni. Adesso e' paradossale che Prodi rischi di non fare la riforma o di farla annacquata e contro le nuove generazioni sotto lo schiaffo della sinistra comunista e del sindacato conservatore''. eg/rf/sr

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Decidere a Genova!

Nasce il nodo Genovese del network decidere.net

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