Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi (2)
Il punto è che le auspicate virtù "ordinarie" non possono essere rispettate in una situazione straordinaria. E non vi è dubbio che la situazione attuale sia straordinaria, in qualche modo simile a quella dell'epoca così detta di "mani pulite" (occorrerebbe ricodarsi che i politici corrotti c'erano davvero, non si trattò di un'invenzione della Procura di Milano). Oggi come allora si presenta di tutta evidenza la realtà di una classe politica che esercita il proprio potere con modalità di tipo mafioso, anche attraverso l'uso delle istituzioni pubbliche. Non è il Dottor De Magistris che ha dischiuso questa realtà, essa ci è evidenziata da varie pubblicazioni ("La Casta" e solo una tra varie pubblicazioni che svelano un mondo politico delinquenziale), ovvero da reportage giornalistici particolarmente attenti (c'è qualcuno che guarda Reporter su Rai Tre?) ma, soprattutto, dalla quotidianità della vita di tutti noi, spesso testimoni di abusi e violazioni di leggi da parte dei "potenti", ovviamente mai o quasi mai perseguite.
Ostellino dimentica che l'Italia di oggi è, al livello politico e dunque anche a quello istituzionale, una grande associazione per delinquere. Delinquono tutti, di destra e di sinistra, usando il potere legislativo loro conferito per confezionare leggi che li arricchiscono personalmente e come organizzazioni partitiche (per esempio con l'ignobile legislazione sui rimborsi elettorali, o quella sull'editoria di partito) per non parlare delle leggi che li proteggono, di fatto, salvo eccezioni più uniche che rare, da ogni indagine penale. C'è da meravigliarsi se a fronte di tanta strapotenza del potere politico non vi sia una lunga fila di persone, in tutte le branche dello Stato, disposta a spendersi per proteggere i propri protettori?
Io non riesco proprio a stupirmi, anzi mi stupirei del contratio, conoscendo i miei connazionali, usi infiammarci sulle questioni di principio sin tanto che non toccano il nostro personale tornaconto.
De Magistris e Forleo ci dicono che subiscono pressioni istituzionali. Io credo che ciò sia altamente probabile, e credo che in questa situazione non abbiano altra possibilità che appellarsi alla pubblica opinione, attraverso il quarto potere, ovvero l'informazione. C'è un film di qualche anno fa, con Robert Redfort che smaschera una vasta operazione di servizi segreti deviati: il protagonista si trova in un vicolo cieco, i suoi avversari sono potentissimi e lui è solo, cosa fa? Riferisce tutto alla stampa.
In un paese democratico solo l'informazione può garantire il controllo del popolo sul potere. Se il potere viene usato per finalità o con modalità non condivisibili è solo attraverso l'informazione che il popolo può mettere in moto la sua capacità di reazione democratica.
Per contro, se i De Magistris ed i Forleo tacciono la Casta-Cosca avrà facile gioco a tutto sepellire, anche eliminando quei rompicoglioni, così gli altri imparano a vivere.
Andrea Amati
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