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18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

giovedì 27 marzo 2008

Bufale e Dilettanti allo sbaraglio

Il peggior governo della storia repubblicana continua a stupire: è di pochi minuti fa la notizia che l'Unione Europea ha ingiunto all'Italia di dare informazioni complete e soddisfacenti rigurado la possibile contaminazione da diossina della mozzarelle di Bufala campana.

10:45 27Mar08 RTRS-Mozzarelle, Ue: risposta Italia incompleta, ultimatum ore 18 BRUXELLES, 27 marzo (Reuters) - La Commissione Ue non è soddisfatta delle informazioni ricevute dall'Italia sulla possibile contaminazione da diossina di alcune produzioni di mozzarella di Bufala e chiede ulteriori chiarimenti entro le 18 di oggi. "La risposta ricevuta ieri pomeriggio dalle autorità italiane è incompleta e le informazioni non sono molto accurate", ha detto Nina Papadoulaki, la portavoce della Commissione che si occupa delle questioni sanitarie. "Per questo ieri notte abbiamo inviato una lettera per ottenere informazioni più accurate, entro le 18 di oggi", ha aggiunto. Nella lettera, ha spiegato la portavoce Ue, si chiedono dettagli sui nomi degli stabilimenti interessati dal problema, sulla catena distributiva dei prodotti e informazioni sullo stato di blocco e ritiro dal mercato dei prodotti contaminati.

Un vivo complimento a Prodi e i suoi scagnozzi con l'augurio di cuore che l'incubo finisca il più presto possibile.

Il Team di Dec!dereGenova

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martedì 25 marzo 2008

MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI: ITALIA PAESE DELLE TROPPE LEGGI CHE PARALIZZANO IMPRESE E SVILUPPO


Roma, 25 marzo 2008

* Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, Presidente di Radicali Italiani e Co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Candidata nelle liste del Partito Democratico in Friuli Venezia Giulia:

Uno dei paradossi di questo paese è costituito dalla paralizzante giungla normativa che da decenni frena e paralizza lo sviluppo del paese. Il nostro ordinamento giuridico è oberato da circa 40mila leggi, a fronte delle 7mila di Francia e Germania. Senza un massiccio e rapido processo di riordino e di semplificazione dell'apparato normativo, sarà impossibile avere un paese moderno, capace di competere sulla scena internazionale.

Sarebbe opportuno che i parlamentari, fin da ora, si impegnassero in una drastica attività di sfoltimento delle leggi e dei regolamenti: per ogni nuova legge, se ne abroghino dieci superate e obsolete. E' una questione di giustizia in generale, ma è questione che riguarda direttamente ogni imprenditore: la selva di regole, norme e codicilli, imprigiona la macchina burocratica, rende di fatto impossibile efficienza, favorisce la deresponsabilizzazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.


http://www.radicali.it/view.php?id=119233

-- dave

Il Team di Dec!dereGenova

domenica 23 marzo 2008

EMMA BONINO: "DONNE IN PENSIONE A 65 ANNI"





Il Sole 24 Ore - 22 marzo 2008


Bonino: non è nel programma del Pd, ma la Ue ha aperto un’infrazione per il divario con gli uomini

di Davide Colombo

Un innalzamento graduale dell`età pensionabile delle donne fino a 65 anni. È la vecchia idea di Emma Bonino, rilanciata ieri a Torino dove il ministro per le Politiche europee ha presentato le proposte dei Radicali in materia previdenziale. «So bene che non fa parte del programma del Partito democratico - ha detto - ma quello è il minimo comune denominatore che non esaurisce tutte le proposte e non azzera il dibattito politico.
Ed è mio dovere lanciare l`allarme per l`infrazione europea aperta nei confronti dell`Italia a causa della diversa età pensionabile di uomini e donne, ritenuta una discriminazione legislativa».


Le sanzioni di Bruxelles potrebbero scattare tra aprile e maggio, ha detto il ministro, «prevedono il pagamento di una somma forfettaria di io milioni di euro, più una somma giornaliera variabile, che può aggirarsi sui 600mila euro al giorno». Lo schema di riordino cui puntano i Radicali non ha mai incontrato il consenso dei sindacati e, ai tempi del confronto sul Protocollo del Welfare, rimase isolatissimo anche all`interno della coalizione di Governo. Eppure questa misura, secondo un`analisi del Sole 24 Ore (26 luglio 2007) effettuata con una simulazione che prevedeva l`innalzamento a 62 anni in due tranche, nel 2008 e nel 2014, dell`età di vecchiaia delle lavoratrici, avrebbe comportato risparmi cumulati, entro il 2oi5, superiori ai 9 miliardi di euro.

Ieri la Bonino non è entrata in dettagli ma ha confermato l`idea di utilizzare queste risorse per realizzare iniziative come asili nido, sgravi fiscali per le assunzioni al femminile, voucher per il pagamento delle cure di bambini e anziani, formazione al rientro dalla maternità. Una politica, ha sottolineato, «già sperimentata con successo in Spagna». Dopo il lungo week-end di Pasqua i candidati leader di Pd e Pdl toglieranno il velo sugli interventi, ampiamente annunciati, per restituire un maggiore potere d`acquisto alle pensioni basse. Walter Veltroni ha già fissato la data: martedì il piano verrà presentato insieme con Giorgio Tonini, responsabile Economia, Enrico Morando, responsabile Programma e Alessia Mosca, responsabile Lavoro. Per entrambi i candidati le ipotesi in campo dovrebbero riguardare il meccanismo di indicizzazione per gli assegni minimi (il Pdl pensa addirittura a un paniere ad hoc ricalcolato dall`Istat e più corrispondente ai consumi giornalieri degli anziani). Ma il Pd dovrebbe presentare anche forme di detassazione graduale abbinata a una rivalutazione straordinaria delle cosiddette pensioni d`annata.

Quali che siano le misure preparate dai due candidati, esse andranno a sommarsi agli aumenti già introdotti lo scorso anno con l`approvazione della legge 247, collegata alla Finanziaria 2008. «Da gennaio l`indicizzazione è passata al 100% delle pensioni che arrivano fino a cinque volte il minimo» ricorda Gianni Geroldi, presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Un ulteriore ritocco della "scala mobile delle pensioni" è possibile, secondo Geroldi, a patto che non si annulli la, soglia che separa le pensioni sociali «appena maggiorate» dalle pensioni contributive.


«Il rischio è un effetto boomerang spiega Geroldi - se la rivalutazione sulla base degli andamenti dei prezzi annullasse la piccola distanza che separa i due tipi di trattamento, oggi collocata attorno ai 70o euro al mese. In quel caso verrebbe disincentivato chi, nei prossimi anni, verserà contributi sapendo di non poter contare su una pensione molto lontana dalle classi d`importo più basse».

http://www.emmabonino.it/news/6493

-- dave -- Il Team di Dec!dereGenova

mercoledì 19 marzo 2008

Enrico Musso in difesa del Tibet

Lettera DI Enrico Musso in difesa del Tibet

"Come concreto segno per esprimere la sua protesta nei confronti dell’operato delle autorità cinesi in Tibet, Enrico Musso, capolista del Pdl per il Senato, dichiara che non parteciperà alla conferenza dell’I.A.M.E. (International Association of Maritime Economists) prevista dal 2 al 4 aprile 2008 a Dalian, in Cina. Musso è membro del Comitato Scientifico della Conferenza. L’imperialismo cinese ha di nuovo aperto i suoi artigli per strappare il Tibet ai tibetani. Solo una settimana fa un monastero tibetano nei pressi della capitale Lhasa coagula il crescente dissenso verso l’occupazione cinese e si trasforma nell’epicentro che fa scattare una protesta popolare. Il malcontento si diffonde rapidamente ad altre aree della Cina e raggiunge anche l’estero. La reazione delle autorità cinesi è fulminea e spietata: per reprimere la rivolta vengono mobilitate ingenti forze dell’esercito, provenienti anche da altre province. I soldati di Pechino affrontano con le armi una folla di civili disarmati. Il Tibet ritorna sotto una soffocante occupazione militare che produce soltanto in due giorni un’ottantina di vittime tra i manifestanti. Il Dalai Lama denuncia la nuova aggressione militare della Cina, finalizzata ad un genocidio culturale dell’identità tibetana. Oltre alla forza militare, la Cina sta attuando una dura politica di colonizzazione economica e sociale, incentrata sulla costruzione di ferrovie, fabbriche e trasferimento di comunità cinesi, per stroncare l’identità tibetana e sopprimerne definitivamente le rivendicazioni autonomiste. “Il Tibet ha smascherato il volto crudele del regime comunista cinese” – dichiara Musso – “stracciando quell’immagine tollerante e progressista sbandierata per le imminenti Olimpiadi di Pechino. La furente reazione cinese dimostra la pericolosità del Tibet per le ambizioni internazionali della repubblica popolare. Il Tibet sta facendo sentire la sua voce al mondo intero e ora aspetta una risposta”.Genova 18 marzo 2008



Enrico Musso



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lunedì 10 marzo 2008

PDL. CAPEZZONE: NON SARO' CANDIDATO. SOSTENGO CON CONVINZIONE ED ENTUSIASMO PROGETTO E PROGRAMMA POPOLO DELLE LIBERTA'

Dichiarazione di Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net:
Non sarò candidato alle elezioni politiche del 13-14 aprile. Sosterrò con convinzione ed entusiasmo, come ho più volte preannunciato, il progetto del Popolo delle Libertà, il programma che è stato reso noto nei giorni scorsi, e la campagna elettorale guidata da Silvio Berlusconi. Ritengo opportuno che tanti liberali, tanti riformatori, tanti innovatori, e anche tanti delusi del centrosinistra si impegnino per garantire il successo del Pdl e quindi un Governo effettivamente in grado di capovolgere la politica "tassa e spendi" praticata da Prodi, Padoa Schioppa e Visco, e accettata - tra gli altri - dai 17 ministri e dai 26 sottosegretari del Governo Prodi che oggi guidano le liste veltroniane del Partito democratico.

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venerdì 7 marzo 2008

IBL: un manuale di riforme per liberare l’Italia

In un paese in cui si avverte un drammatico deficit di idee, l’Istituto Bruno Leoni mette a disposizione un programma “chiavi in mano” per liberare l’economia e ridare slancio al paese. Il volume, disponibile online, “Liberare l’Italia. Manuale delle riforme per la XVI legislatura” (PDF) affronta le maggiori sfide di politica economica e offre soluzioni coerentemente liberiste. Partendo dal testo del Manuale (PDF), l’IBL propone 12 riforme per rimettere in sesto l’Italia nel primo anno di governo: un provvedimento al mese. Le riforme più urgenti sono:
1. Abolire la legge FinanziariaLa legge finanziaria – e con essa il Dpef – oggi è un provvedimento omnibus, che manca di chiarezza e trasparenza. Bisogna trasformarla in una vera e semplice legge di bilancio, come negli altri paesi, facendo venir meno il clima da assalto alla diligenza che ne caratterizza la presentazione.
2. Semplificare il fisco Il sistema fiscale è troppo pesante, complesso e progressivo. Per semplificare il rapporto del cittadino con l’erario e ridurre la pressione fiscale bisogna introdurre le seguenti aliquote: no tax area fino a 8 mila euro di reddito; 20 per cento fino a 20 mila, 25 per cento da 20 a 70 mila, 33 per cento oltre 70 mila.
3. Una no tax region al Sud Bisogna sostituire gli aiuti a pioggia con esenzioni fiscali per attrarre investimenti. In primo luogo, si tratta quindi di azzerare le imposte sul reddito delle imprese che investono al Sud. Flat tax del 10 per cento per gli stranieri che decidono di porre la loro residenza in una regione meridionale.
4. Legge Biagi nella PA Estendere la legge Biagi al settore pubblico vuol dire garantire la flessibilità che è premessa indispensabile dell’efficienza. Applicare la Biagi alla PA risponde anche a un principio di equità: non v’è ragione di trattare i dipendenti privati e pubblici in modo differente.
5. Un testo unico sul lavoro Bisogna procedere a una massiccia serie di abrogazioni che portino a un testo unico sul lavoro che disegni una modulazione delle tutele secondo l’ottica dei cerchi concentrici (a partire da un nucleo fondamentale di diritti applicabili a tutti i rapporti di lavoro).
6. Abolizione dell’Inail La sicurezza può essere affrontata solo in un’ottica. Premi assicurativi basati su una classificazione dei rischi sono cruciali per favorire le imprese virtuose e penalizzare quelle che espongono i dipendenti a rischi elevati. Bisogna aprire i servizi Inail e privatizzare l’ente.
7. No al valore legale del titolo di studio L’abolizione del valore legale del titolo di studio è il primo, indispensabile passo verso una vera concorrenza nel sistema universitario. Il valore legale ha favorito la proliferazione delle sedi universitarie e il parallelo abbassamento della qualità.
8. Finanziamento dell’educazione Per costruire una scuola di qualità, è prioritario restituire libertà di scelta alle famiglie: a ogni studente va assegnato un valore medio annuo, che sarà trasferito dallo Stato, alla sede scolastica o universitaria effettivamente frequentata, sia essa pubblica o privata.
9. Concorrenza nella sanità Si propongono meccanismi di compartecipazione e di articolazione dell’impegno dei soggetti pubblici e privati, in forma individuale e associativa, superando le strozzature di una regolamentazione inefficace e mobilitando così risorse finanziarie e organizzative.
10. Privatizzazioni Si propone di procedere alla totale cessione delle abitazioni di proprietà pubblica e al blocco di ogni iniziativa diretta degli enti pubblici nell’ambito dell’edilizia residenziale; utilizzando le risorse ottenuto dalla cessione degli immobili per distribuire aiuti monetari per le famiglie in difficoltà.
11. Liberalizzare i servizi pubblici locali Vietare da subito l’affidamento in house e imporre il principio della gara. Gli enti locali devono privatizzare le imprese di cui detengono quote, spesso maggioritarie. Bisogna ridurre i trasferimenti erariali ai comuni azionisti, destinando il risparmio all’abbattimento del debito.
12. Certezza dell’autorizzazione Introdurre un periodo di negoziazione obbligatoria tra imprese e stakeholder dopo il rilascio dell’autorizzazione. Poi saranno drasticamente limitate le possibilità di emettere sospensive, in modo da disincentivare ricorsi e ridurre il volume della litigation ingiustificata. Il testo integrare di “Liberare l’Italia. Manuale delle riforme per la XVI legislatura” è liberamente scaricabile qui: (PDF)

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martedì 4 marzo 2008

La bufala delle tasse al 43%

Ci prendono in giro come al solito e continuano a farlo impunemente. Ma, come diceva ieri Vittorio Feltri nel suo consueto editoriale su Libero, noi italiani non siamo più quel popolo di imbecilli a cui l'establishment era avvezzo dai tempi del Regno di Sardegna; anzi, stiamo diventando un popolo moderno, accorto, consapevole, forse imbelle ahimé, ma consapevole. E non ci possono più far passare per fessi. Ci dicono ex ministri delle finanze, ministri in pectore, espertucci e furbi economisti che la pressione fiscale è al 43%. Già alta di per sé dunque. Dimenticano però di raccontarci che nella percentuale citata rientrano soltanto le tasse indirette: Irpef, Irap, Iva, Ici etc. Le tasse dirette, quelle che paghiamo su tanti beni di consumo (benzina, pane, acqua, gas, energia elettrica etc.etc.) non vengono considerate. Se comprendiamo anche queste ultime infatti, la pressione si alza notevolmente. Se poi andiamo ad includere anche bolli, multe, permessi, costi burocratici, iscrizioni a registri vari arriviamo ad una percentuale altissima. Vogliamo poi aggiungere (anche se tasse non sono) i contributi salatissimi che si pagano per ogni dipendente? E le demenziali quote INPS che in tanti versiamo senza aver nessuna certezza di rivederle tornare in pensione? Sostanzialmente quai il 90% di quello che guadagnamo va allo stato, in cambio di disservizi enormi e di pochi servizi costosissimi. Cosa aspettiamo a fare la rivoluzione? Cosa deve ancora accadere per mettere mano alla fondina contro questa classe dirigente un pò inetta e un pò corrotta? Quante fesserie ci toccherà ancora ascoltare dalle bocche bavose e costellate d'oro dei nostri politici prima di fracassar loro le dentiere?

Il Team di Dec!dereGenova

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lunedì 3 marzo 2008

PD: Il nuovo che avanza!