I video di Dec!dereGenova

26/02/2008:Scambio di persona

09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

venerdì 29 febbraio 2008

La politica estera di Ron Paul

La politica estera di Ron Paul



grazie a : http://italians4ronpaul.blogspot.com/

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martedì 26 febbraio 2008

Il Punto: Scambio di persona

Il Punto! (di gabriele Cazzulini): Scambio di persona



Buona visione
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lunedì 25 febbraio 2008

La palude e il mare

L’acquitrino e l’acqua. Immagini liquide per esprimere due volti opposti dell’Italia 2008 accomunati da un’incertezza senza via d’uscita. L’esordio della campagna elettorale ha gettato sassi nelle acque reflue dello stagno politico, dove i partiti strisciano alla ricerca dell’alleanza giusta, del compromesso che garantisca il sorriso a tutti o quanto meno non faccia arrabbiare qualcuno. Equilibrismo negoziale per non sentirsi sbattere la porta in faccia e vedere decurtata la dote elettorale. I voti o la vita, come dicono oggi i banditi che derubano i partiti delle loro ricchezze elettorali. Piccole manovre da palude. Tanti schizzi, pochi passi. Fuori, nel mare aperto della vita, scorrono impetuose le paure che praticano un buco più stretto sulla cinghia degli italiani. Mangiare costa, lavorare non paga abbastanza, la pensione è un idolo volato via e anche le apparenti certezze, come la legge sull’aborto, su cui tanti italiani si erano appoggiati come fossero comodi posa braccio ora improvvisamente crollano. Il 14 aprile il mare aperto può riversarsi su questa palude travolgendo i suoi rospi e spazzando via il suo limaccioso fondale. Potrà sopravvivere solo la politica pronta a navigare nel mare aperto della vita, senza i salvagente dei privilegi di casta e senza scialuppe di salvataggio per alzare i tacchi quando arriva la tempesta. I tanti piccoli naviganti che vivono per mare hanno imparato a galleggiare, a nuotare e qualche volta anche a camminare sulle acque. Le prossime elezioni dovranno essere una selezione naturale – altrimenti anche il mare si ridurrà ad una sterminata palude.
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venerdì 22 febbraio 2008

Trombati preventivi


Se George W. Bush ha inventato la guerra preventiva per giustificare una guerra dopo averla scatenata, in Italia ai politici tremano le mani per la paura di venire trombati ancora prima del voto. In Sicilia è scoppiata la lupara elettorale tra Miccichè e Lombardo, poi c’è De Mita che si vede prematuramente stroncata la sua carriera dopo soli 45 anni da parlamentare e i Radicali che, in onore al principio del sesso libero, stanno contrattando con Veltroni l’importo della loro prestazione elettorale nel Pd. Destra, centro e sinistra: la paura di non ritrovarsi candidati è uguale per tutti. Dalla competizione per il voto alla competizione per la lista, ecco il kamasutra della democrazia nuda di valori. Le candidature sono diventate come embrioni da preservare ad ogni costo, come vorrebbe Ferrara: non si butta via nessuno. Il diritto alla vita (politica) è sacrosanto. Quindi la corsa alla poltrona parte con una feroce corsa alla candidatura. Così la competizione ufficiale sui programmi viene oscurata dai conflitti interni ai partiti per decidere chi entrerà nell’olimpo della politica e chi dovrà aspettare il prossimo giro. Lontani da questo turbinio, gli elettori possono dedicarsi a passatempi più salutari e forse potrebbero decidere di non uscire di casa il 14 aprile.

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giovedì 21 febbraio 2008

Un video italiano per Ron Paul

Un video italiano per Ron Paul


grazie a : http://italians4ronpaul.blogspot.com/

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mercoledì 20 febbraio 2008

Laico se lo conosci lo eviti !

Laico: se lo conosci lo eviti
di Paola Cortellesi

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martedì 19 febbraio 2008

Il copiaincolla di Bersani

Imprese: Bersani, al via sistema per nascita "in un giorno"

Parte oggi, 19 febbraio, il sistema di Comunicazione unica per la nascita di "un'impresa in un giorno", previsto dal provvedimento sulle liberalizzazioni. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, spiegando che "Gia' stamattina sei imprese hanno comunicato la loro nascita". Si tratta di un sistema che consente "immediatamente all'impresa di essere impresa" con semplificazioni burocratiche e risparmi di costi.

Comunque una buona notizia, dispiace solo che questo provvedimento non porti il nome di chi lo ha studiato e proposto più di un anno fa ovvero l'onorevole Daniele Capezzone.

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La Coop sei tu?


( il precedente governo Berlusconi aveva provato ad eliminare il singolare privilegio fiscale di cui godono le cooperative anche quando facciano impresa ad esempio con una catena di supermercati, ad impediere tale riforma fu l'UDC per difendere gli interessi delle cooperative bianche situate prevalentemente in Veneto, ma l'UDC questa volta non è con il PDL..... )

Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d'Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell'ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall'inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l'ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L'anno scorso all'Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l'8% in meno della media nazionale. Quest'anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d'Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell'Ipercoop: il risparmio è salito dall'8 al 14%. Dall'eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c'è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l'associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c'è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.

Alla catena più economica abbiamo attribuito indice 100; più l'indice è elevato, maggiore è il livello dei prezzi delle altre insegne.

Fonte: Altroconsumo, ottobre 2007

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lunedì 18 febbraio 2008

Capezzone: Il PdL parli più di fisco (e di Visco), meno di aborto

Mi auguro che, sulla base di quanto hanno finora assai positivamente e saggiamente scelto di fare Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, il centrodestra continui a privilegiare i temi dell'economia, del fisco, della disastrosa eredità lasciata dal Governo Prodi.
Veltroni sta cercando disperatamente di trasformare Visco (e con lui Prodi e Padoa Schioppa) in altrettanti desaparecidos, per tentare di far dimenticare agli elettori perfino la loro esistenza: a maggior ragione, quindi, è opportuno per il Popolo delle Libertà ricordare agli italiani quel che l'Esecutivo uscente ha combinato, in termini di politica fiscale aggressiva e sbagliata, contro le famiglie e le imprese.
Da questo punto di vista, sarebbe un errore - a mio avviso - se improvvisamente diventasse centrale il tema dell'aborto. E' normale (come accade, secondo giusta regola, nel Partito Repubblicano e nel Partito Democratico americano) che in uno stesso partito convivano opinioni diverse su questi temi: ma sarebbe un clamoroso favore a Veltroni se quel tema divenisse il centro della campagna mediatica, facendo sparire dal tavolo le tasse e il complesso delle scelte economiche e fiscali che hanno reso il centrosinistra inviso non solo alla base del centrodestra, ma anche a tanti elettori indipendenti, e a parti consistenti dello stesso elettorato dell'Unione. E' questa, a mio avviso, la priorità delle priorità.


Daniele Capezzone


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venerdì 15 febbraio 2008

Chi comanda veramente l'UDC?

La direzione dell'Udc ha approvato all'unanimità un documento per la presentazione del simbolo del partito alle elezioni del 13 e 14 aprile e con il quale si chiede a Perferdinando Casini la disponibilità a candidarsi come presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche.
Intervenendo subito dopo il voto della direzione, Casini, leader dell'Udc, ha detto: "Ne sono onorato e scioglierò presto le mie riserve".

Ad essere ancora sospesa è la vicenda siciliana che conta enormemente nelle questioni interne dell'Udc: il peso del partito nell'isola, del quale è coordinatore Saverio Romano ma il cui vero leader è Totò Cuffaro, è di circa il 3% su scala nazionale. Il che vuol dire che Cuffaro controlla poco meno del 50% dell'Udc, partito che alle ultime elezioni generali del 2006 toccò il 6,8% su scala nazionale.

Alleato di Cuffaro in Sicilia è il presidente uscente della provincia di Catania Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa. Lombardo ha deciso di candidarsi alla carica di governatore dell'isola, vacante dopo le dimissioni di Cuffaro. Lombardo anche questa mattina ha avuto un incontro con Berlusconi per vedere se tutto il centrodestra lo appoggerà alle elezioni o se il Pdl presenterà Gianfranco Micciché come proprio candidato.

ultimissima:


09:25 15Feb08 -Voto, Udc candiderà Cuffaro a politiche - Casini ROMA, 15 febbraio (Reuters) - L'Udc candiderà Salvatore Cuffaro alle prossime elezioni politiche, nonostante la condanna in primo grado per favoreggiamento. Lo ha annunciato il leader del partito centrista, Pierferdinando Casini a Radio Anch'io. "Si, penso proprio che sarà candidato", ha detto Casini.


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mercoledì 13 febbraio 2008

Pubblicità progresso


( L'ultima monarchia assoluta d'Europa ci spiega cosa è interesse della democrazia italiana a mezzo stampa.... )

UDC: BOFFO (AVVENIRE), PRESERVARLO E' INTERESSE DEMOCRAZIA
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB - "La Chiesa in quanto tale non si schiera, davvero non si schiera rispetto allo scenario politico", ma è "nell'interesse dei cristiani del centro-destra e della democrazia" avere, con l'Udc, una presenza che si riferisce alla dottrina sociale della Chiesa: è quanto riafferma Dino Boffo, il direttore di 'Avvenire', quotidiano di proprietà della Conferenza episcopale italiana, in un lungo editoriale in cui risponde ad una lettera di Gad Lerner.
Rispetto al suo intervento al Tg1, Boffo spiega che la "Chiesa segue - ovvio - con interesse l'attuale semplificazione e ristrutturazione del quadro politico a sinistra e a destra". "Da parte loro - prosegue - i fedeli laici scelgono, al pari di tutti i cittadini, dove collocarsi in base alla propria sensibilità, valutando liberamente dove a loro sembra che i fondamentali valori cristiani siano meglio rispettati e incarnati".
"Quanto all'Udc - prosegue - diciamo così: per gli umori che mi sembra di percepire, ritengo (io, Dino Boffo) che sia da preservare una presenza che fa esplicito riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, nell'interesse dei cristiani del centro-destra e della democrazia tout court".

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L'ideologia del programma


Uno degli argomenti più forti per il nuovo PdL è un programma unico per il governo sottoscritto da Bossi fino a Mastella. E’ uno sforzo di ripianare le fratture che hanno ucciso il precedente governo, il cui programma era la somma di tanti programmi reciprocamente incompatibili. Ma il problema non è il programma unico o il partito unico. Il problema resta la frammentazione della classe politica anche dentro alla stessa coalizione. La maledizione che ha colpito Prodi non erano i dodici partiti della sua maggioranza bensì i dodici leader e le dodici opposte posizioni in merito ad ogni questione. Il partito democratico può ridurre questo conflitto non perché abbia fatto la somma tra Ds e Margherita, ma perché ha fatto la divisione rispetto alla sinistra radicale – altrimenti con un maxi-Pd le divisioni si sarebbero conservate. Il programma è anche uno di quegli elementi che in politica acquistano valore solo durante la campagna elettorale. Dopo il voto diventano una moneta condannata ad una svalutazione inarrestabile. Spesso il programma diventa una rogna per il governo, perché la sua attuazione diventa problematica e scatena conflitti nella maggioranza. Allora, per amore del quieto vivere, il programma inizia ad essere smembrato e insabbiato. E’ sempre successo. Non è colpa della malafede del governo, ma delle oggettive complicazioni che subentrano quando si tratta di passare dalle parole ai fatti. E l’Italia abbonda di parole in cerca di realtà.

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martedì 12 febbraio 2008

Un Film Già Visto



Ricordate i club di Forza Italia del 1994? Per chi avesse dimenticato furono l'ossatura, la base della prima Forza Italia e furono prontamente dissolti nel momento in cui non servivano più (anzi erano di intralcio perchè mettevano in dubbio la sistemazione dei fuoriusciti dal pentapartito nei posti di potere) con tanti saluti ai militanti. Oggi ci sono i Circoli della Libertà a cui di cuore auguriamo di non fare la stessa fine e volentieri pubblichiamo questa lettera a Silvio Berlusconi scritta da Galgano Palaferri presidente del Circolo della Libertà Città di Torino Luigi Einaudi.


LETTERA APERTA/APPELLO
A SILVIO BERLUSCONI e p.c. MICHELA VITTORIA BRAMBILLA


Cara Vittoria, caro Silvio,quello che sta accadendo in queste ore non mi piace, non ci piace, ci preoccupa.Mi riferisco, come facilmente intuibile, al modo in cui si stanno scegliendo i candidati per il prossimo Parlamento.Un po' di storia. I CIRCOLI della LIBERTA' sono nati genuinamente, spontaneamente, con spirito LIBERALE, promossi da "spiriti liberi", desiderosi di cambiare per davvero, dalle fondamenta questo paese. Siamo nati, giova ricordarlo, forse, quindici mesi fa, noi come Circolo della Libertà Città di Torino Luigi Einaudi quattordici mesi fa, 1^ circolo in Torino, 2^ in Piemonte, uno dei primissimi nel resto d'Italia, con DUE SOGNI da realizzare: un solo grande Movimento, il Movimento dei Liberali e dei Moderati per porre fine al potere di ricatto dei piccoli partiti e permettere a chiunque vincesse le elezioni di Governare e realizzare il programma e gli impegni presi con gli elettori, la scelta di candidati dal basso (la famosa "PIRAMIDE ROVESCIATA"), dunque non più imposti dalle segreterie di partito. In un ottica non più bipolalre ma bipartitica, secondo il modello USA che per noi (almeno come Circolo Einaudi) è quello vincente e, paradossalmente, il più moderno.Dicendo basta ai "parrucconi" (l'espressione non è mia, ma l'ho subito sottoscritta, assieme ai tanti amici dei Circoli sparsi in tutta Italia), della politica, dando voce alla gente comune, spazio ai giovani, favorendo un vero rinnovamento in senso liberale e meritocratico del paese e della sua classe dirigente.E sulla base di questi SOGNI abbiamo cominciato a raccogliere consensi, coi banchetti nelle strade, nelle piazze d'Italia, con le lettere nei forum, prendo blog, creando consenso. Ogni giorno di più.Bene, il PRIMO SOGNO si è realizzato o si sta realizzando, e ne siamo felici, con la presentazione di un solo simbolo quello del "POPOLO DELLA LIBERTA' (e che non sia solo una mera alleanza elettorale, come ho già sentito sostenere da qualche esponente di FI e, soprattutto, AN).Il SECONDO SOGNO rischia di restare tale se, come appare dalle notizie in nostro possesso, i candidati saranno scelti ancora una volta dall'alto, in base alle solite alchimie dei vecchi partiti, premiando in soliti "parrucconi" (per esempio quelli che in FI alle ultime elezioni regionali a Torino hanno portato quel partito dal 33 al 14%) , alla faccia del rinnovamento, tagliando fuori i rappresentanti dei Circoli e dei gruppi della Libertà che di tale cambiamento sono stati gli iniziatori e che oggi verrebbero relegati ad un ruolo assolutamente marginale. Così non va, noi non possiamo accettarlo supinamente. Il nostro lavoro merita rispetto, merita riconoscimento. Non per una mera questione di posti, ma xchè riteniamo di essere gli interpreti più genuini di quel progetto, quelli che mai daranno problemi di fedeltà a chi, il nostro leader BERLUSCONI, avrà il compito di fa rialzare questo paese, il nostro paese, l'ITALIA. Saremo i suoi difensori, i suoi pretoriani di Libertà.Ma per farlo chiediamo le PRIMARIE, (forse ormai non facciamo più in tempo, ma così dovrà essere dal prossimo giro), nella scelta dei candidati e pari dignità (traduco: tavolo paritetico in ogni regione per la scelta dei candidati), con gli altri partiti che solo ora hanno aderito al nostro progetto, quello del POPOLO della LIBERTA' e di un cambiamento vero nel modo di far politica e rapportarsi con la gente, con gli elettori.Ribadendo la nostra piena fedeltà al progetto della nostra Presidente Michela Vittoria BRAMBILLA (e di Silvio BERLUSCONI), per la quale rivendichiamo parimenti un ruolo di assoluta visibilità nel nuovo Governo, ci appelliamo proprio a te a SILVIO BERLUSCONI, nostro leader indiscusso, affinchè possa realizzarsi quello che abbiamo definito come il nostro SECONDO SOGNO, nella certezza che sia anche il Tuo.E' l'Italia Libera, l'Italia degli "SPIRITI LIBERI", l'Italia che non si arrende e che non cede ai compromessi, l'Italia anticomunista, l'Italia dei CIRCOLI della LIBERTA', il tuo POPOLO della LIBERTA' che te lo chiede.

Galgano Palaferri (Presidente del Circolo della Libertà Città di Torino Luigi Einaudi)


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La fiera del nuovo


Chi è più nuovo – il Pd o il PdL? C’è una sola lettera di differenza tra Pd e PdL e per giunta è la lettera di una parola vitale come “libertà”. Eppure non è sulla libertà che si sta giocando il dibattito politico. Ancora una volta la politica ha riciclato il vecchio tema del “nuovo”. E’ più nuovo il nuovo partito di Berlusconi o il nuovo partito di Veltroni? Basta inventarsi un nuovo simbolo che il passato, anche quello che arriva fino a ieri, viene dimenticato. Il nuovo ha un fascino enorme nella testa degli italiani – un popolo segnato storicamente dalla povertà e dal conseguente edonismo che fa adorare subito qualunque cosa luccichi di nuovo, anche la plastica. Sia il Pd che il PdL sono una mano di vernice fresca sui soliti apparati di potere. Non cambiano le idee di fondo e gli uomini che fanno finta di portarle avanti solo per portare avanti la propria carriera politica. In questo immobilismo c’è un fondo di verità. In campagna elettorale i programmi politici tendono a convergere sostanzialmente, riducendo quelle che fino a pochissimo tempo prima apparivano fratture abissali. Dopo tutto serve un criterio per distinguere partiti e leader e anche questa volta gli italiani sembrano lasciarsi condizionare dalla novità, anche fasulla, superficiale e a breve durata. Per avere la conferma dell’illusione del nuovo basta aspettare pochi giorni dopo la nascita del “nuovo” governo: tutto torna come prima. Il nuovo si è spento nel giorno delle elezioni.

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lunedì 11 febbraio 2008

Dec!dereGenova Video: Sì al Referendum

Dec!dereGenova Video: Sì al Referendum
Di Paolo Rebuffo
Editing Video: Gabriele Cazzulini



Buona Visione
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Questi si uniscono, quelli si dividono


Un rebus senza chiave. La politica italiana ama cambiare continuamente le sue maschere e farsi ritrarre in pose sempre diverse. Il centrosinistra incarnava il simbolo delle divisioni interne e dopo aver percorso la strada del partito unico si riscopre diviso esattamente come prima. Il centrodestra che conservava le differenze nella sua coalizione adesso ha improvvisamente avviato un processo di fusione tra i suoi due più grandi partiti. Le elezioni mettono sempre in moto grandi processi di cambiamento. E’ come quando si aggiustano i capelli e ritoccano il trucco prima che il fotografo prema il pulsante. E poi? Tutto come prima, o quasi. Per consolidare queste trasformazioni occorre continuità e responsabilità. Altrimenti alla prossima elezione si ricomincia tutto da zero. L’esultanza degli elettori più fedeli non basta a risolvere i problemi del paese. Talvolta la politica eccede nella presunzione di credere che suoi i problemi siano i problemi dell’intero paese, per cui risolvere i guai della politica vorrebbe dire risolvere ogni altro tipo di problema. Ma il principio di realtà dimostra il contrario e dimostra che persino uno scatto d’ira può mandare in frantumi un impegno comune. Unione e divisione – se non è un ritocco è una tattica per vincere le elezioni o comunque non perderle. Con o senza partito unico, da soli o in coalizione, le emergenze dell’Italia non badano a questi dettagli.

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venerdì 8 febbraio 2008

La sberla



Invece di aggiungere altre parole a questa politica rigonfia di paranoie e congetture, occorre un semplice gesto: una sberla, un’affettuosa ma decisa sberla per questa classe politica che continua a ficcare la testa nella sabbia dei giochi di potere. Sono bastate le elezioni anticipate per scatenare le papille gustative di questi cani di Pavlov. Tutti a sbavare per i primi posti delle liste. Tutti, nessuno escluso. Tutti fulminati sulla via di Roma, sia provenendo da destra che da sinistra. Berlusconi già pregusta il ritorno a Palazzo Chigi annunciando che la prima legge del nuovo governo sarà sulle intercettazioni telefoniche. La sinistra non ha più niente da dire e spera solo di cadere in piedi. A parte le seghe mentali sull’esito del voto, silenzio assoluto. Silenzio sul lavoro, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sullo sviluppo, sulla sanità, sulla scuola, sulla politica estera, sulla questione energetica. Silenzio sulla realtà – e quindi sulle persone che sono oppresse da questa realtà. In un paese che precipita nel baratro della crisi il problema numero uno del centrodestra che si prepara a governare è fare la lista unica e trovare una sistemazione per Mastella. Dalla sinistra nessuna autocritica sulle nefandezze commesse dal suo governo. Come se niente fosse. Come se a Napoli fiorisse un giardino profumato e le tasche degli italiani fossero strapiene di soldi. Come se gli operai nella fabbrica Thyssen fossero morti per caso o quella ragazza minorenne stuprata dal branco si fosse inventata tutto. Forse siamo pazzi noi a credere a queste notizie. Forse siamo pazzi a credere ancora a questa classe politica. Di sberle ne abbiamo già prese tante, e siamo ancora qui. Ora tocca ai politici.

CAPEZZONE: PROPOSTA ALLA CDL, 10 DECRETI-LEGGE, SERVE TERAPIA D'URTO

Serve non solo il programma dei primi 100 giorni, ma quello delle prime 100 ore

La reciproca promessa di buone maniere, nella campagna elettorale che è appena iniziata, è senz'altro un fatto positivo: ma questo pur utile passaggio da un bipolarismo belluino ad uno – per così dire – civilizzato non può bastare. Ha quindi ragione chi chiede che ora si apra la fase dei contenuti, delle proposte concrete da presentare agli elettori.

L'impressione è che su questo la Cdl vanti un indubbio vantaggio competitivo. Veltroni, infatti, resta vago (dalle primarie estive ad oggi, alzi la mano chi conosce tre proposte del segretario del Pd), ed anzi è costretto - pro bono pacis - ad indirizzare periodici elogi al Governo Prodi, dal quale dovrebbe (e forse vorrebbe) invece prendere sempre più nettamente le distanze.

Silvio Berlusconi, al contrario, ha lasciato trapelare un'intenzione molto positiva: fissare un certo numero di "punti" essenziali (qualcuno dice 15, altri 20), su cui chiedere il consenso dei cittadini. Sembra un ottimo metodo: davvero la miglior cosa da fare.

Faccio una proposta, in questo contesto. E' vero che alcuni di questi punti saranno affidati a disegni di legge (il cui iter parlamentare è fatalmente più complesso e articolato); così come è vero che altri aspetti fondamentali (si pensi alle questioni elettorali e istituzionali) saranno realisticamente affrontati fianco a fianco con l'opposizione. Ecco, a fronte di questo, occorre invece che alcuni problemi immediati ed essenziali siano subito affrontati dal Governo attraverso lo strumento, anche costituzionalmente appropriato, del decreto-legge.

Insomma, accanto al programma dei "primi 100 giorni", sarebbe importante e davvero plasticamente "autoesplicativo" agli occhi dell'opinione pubblica se la Cdl presentasse anche il programma delle "prime 100 ore". Serve, insomma, una terapia d'urto, qualcosa che dia immediatamente il senso di una pagina assolutamente nuova che la coalizione vincente si candida a scrivere, attraverso provvedimenti (come i decreti legge) di immediata efficacia giuridica, destinati cioè ad entrare in vigore subito (e ad essere poi convertiti in legge dalle Camere entro 60 giorni).

Per oggi, mi limito a indicare questo elemento di metodo. Ma non sarà difficile entrare nel merito, e quindi passare all'individuazione di alcuni temi concreti che potrebbero essere affrontati proprio con la decretazione.

Daniele Capezzone

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giovedì 7 febbraio 2008

Enercon E-126 l'eolico dei record

Il codice 126 corrisponde alla lunghezza delle pale: 126 metri. L’Enercon E-126 ha una potenza di oltre 7 megawatt e può produrre 20 gigawattora l’anno, quanto basta per i consumi di 5000 famiglie. Oltre al design sofisticato delle pale, smontabili per trasporto e manutenzione e reclinabili in caso di vento eccessivo, l’E-126 ha un’elettronica d’avanguardia per assicurare un ottimo rendimento anche in caso di vento debole, grazie al posizionamento diretto del generatore nel cono della turbina, che garantisce il minimo attrito.
Inoltre, ad una velocità di 12 giri al minuto non dovrebbero esserci grandi problemi per gli uccelli in volo: una pala impiega infatti circa 5 secondi per completare un giro ed è ben visibile! La tecnologia si distingue nettamente dall’eolico da pochi kW, che funziona ad alte velocità.
Dai dati ANEV risulta che nel 2007 in Italia sono stati istallalti 634 MW di potenza eolica (il migliore anno di sempre), con una produzione di energia elettrica pari a 4,3 TWh, equivalente al consumo di oltre 4,5 milioni di persone. In termini ambientali, la produzione eolica ha garantito il risparmio di 4 milioni di tonnellate di CO2 e 17 milioni di barili di petrolio. Negli Stati Uniti, il 2007 ha fatto registrare una crescita dell’energia dal vento del 45%.

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GRAVISSIMO ATTACCO HACKER CONTRO SITO DECIDERE.NET

Si è verificato stanotte un gravissimo attacco-hacker nei confronti del server su cui risiede il sito del network Decidere.net. La pesante azione di danneggiamento, potenzialmente volta alla distruzione di tutto il distruggibile, ha anche colpito altri importanti siti ospitati sullo stesso server, cosa per la quale sono particolarmente dispiaciuto e addolorato. Ma ciò che rende opaca la vicenda è la gravità, l'intensità del danno che si voleva procurare, frutto dell'azione di una mano che era chiaramente intenzionata a determinare una ferita mortale al nostro sistema telematico. Purtroppo per l'autore o gli autori dell'azione (che - confido- saranno presto individuati), i contenuti sono stati salvati. E' già attivo il sito www.decidere.tv (che ospita la nostra webradio e la nostra webtv, e si caratterizza soprattutto per consentire agli utenti di pubblicare propri contenuti audiovideo), ed entro pochi giorni tornerà online anche www.decidere.net . Decidere.net (che non è un partito ma un network, di cui i siti sono solo il "braccio" telematico) è nato il 4 luglio scorso, e si caratterizza per la produzione di contenuti, l'elaborazione di documenti e proposte, la realizzazione di appuntamenti pubblici, a partire dai temi dell'economia liberale. A qualcuno, forse, questa attività non piace: una ragione di più per proseguirla, rafforzarla ed estenderla. La cosa appare - diciamo così - curiosa e singolare se si considera che, in sette mesi, anche la nostra sede fisica ha subìto due "visite" di "ladri", che hanno lungamente e ripetutamente "cercato" (e non so cosa pensassero di "trovare"). Finora, non ho voluto rendere noti questi fatti, ma oggi mi pare il caso di farlo.


Daniele Capezzone

( Il team di Dec!dereGenova.net rilancerà su www.decideregenova.net tutte le news che appariranno su www.decidere.tv fino al completo ripristino di www.decidere.net )

mercoledì 6 febbraio 2008

Il Sondaggione

Sembra che il buon Clemente da Ceppaloni possa essere candidato nelle file della casa delle libertà, e allora via col sondaggio, votate numerosi, trovate il form sull'home page di http://www.decideregenova.net/ in alto a destra.


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I produttori difendono le buste di plastica

L’ European Plastic Films (un consorzio che riunisce i produttori di buste di plastica) ha preso la parola per contrastare la campagna “diffamatoria” contro questi oggetti, presi ad emblema del consumismo usa e getta. L’EuPF sostiene che bandire le buste di plastica (come si sta iniziando a fare in diverse parti del mondo) non farebbe guadagnare molto in termini ambientale e costringerebbe 500 ditte e 50.000 persone a cambiare attività. Il presidente Bjørn Hoem spiega come la produzione e il trasporto delle (più pesanti) borse di carta sarebbe più inquinante.
Sotto il mirino dell”EuPF finisce anche l’uso delle bioplastiche in alternativa agli shopper di plastica, perché “non corregge l’attitudine del consumatore nei confronti dell’usa e getta”. Tra gli sponsor del gruppo fa capolino la Total, interessata a vendere petrolio sotto forma di sacchetto di plastica piuttosto che a salvare il mondo facendo fare la spesa alla gente con un canestro di vimini o con una borsa di stoffa. Insomma, la mia impressione e’ che i produttori stiano spostando la responsabilità dell’abuso delle loro borse sulle spalle dei consumatori, che dovrebbero essere educati (non si precisa troppo bene da chi) a riutilizzarle e riciclarle. In aggiunta cercano di scoraggiare l’uso di materiali concorrenti (le bioplastiche) in nome di un condivisibile (ma arduo) obbiettivo superiore: l’educazione al consumo consapevole. Nel frattempo, vorrebbero poter continuare a fare business as usual.

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martedì 5 febbraio 2008

L'incredibile caso del candidato repubblicano Ron Paul


Quello che stà accadendo negli Stati Uniti ma ancora di più nell'intero sistema mondiale dei media (solo quelli "ufficiali" per fortuna) ha davvero dell'incredibile, il senatore Ron Paul candidato alle presidenziali nel partito repubblicano è totalmente oscurato da televisioni radio e agezie stampa. Ebbene quest'uomo risulta essere al secondo posto nel Maine per numero di delegati conquistati.
Non una volta Ron Paul è stato citato in alcuna trasmissione televisiva o radiofonica su tutto il territorio nazionale italiano.
Per capire perchè giova ricordare alcune posizioni non propiamente comode del senatore Paul:

Politiche economiche e sociali
Per comprendere le idee in temi economici e sociali non possiamo certo dimenticare le basi di queste idee paulista, ossia la Scuola austriaca e il libertarismo, che fanno propendere Paul su posizioni liberali estreme, quindi a favore di un totale libero mercato, di una bassa, se non nulla, tassazione, cancellazione di ogni sovvenzione e assistenzialismo.

Ron Paul parla ai suoi sostenitori al Bob Bullock Texas State History Museum, 19 maggio 2007Propone la cancellazione di ogni tassazione sul reddito (ovvero la nostra IRPEF), da coprire attraverso un taglio radicale delle spese militari. Da questa sua posizione nasce il suo soprannome spesso citato da lui stesso, ossia Taxpayer's Best Friend (il miglior amico del contribuente).

Il 15 giugno 2007 ha presentato alla Camera dei Rappresentanti il H.R. n° 2755, la legge "Per abolire il Consiglio dei Governatori del Sistema della Federal Reserve e della Banca della Federal Reserve, per abrogare la Legge sulla Federal Reserve e per altri scopi" perché ristabilirebbe le prerogative della politica monetaria descritte dalla Costituzione degli Stati Uniti, che stabilisce che soltanto il Congresso può coniare soldi (Articolo I, Sezione 8, Comma 5) e che i debiti degli Stati Uniti siano depositati in argento ed oro (Articolo I, Sezione 10, Comma 1).

Dal punto di vista monetario è favorevole al ritorno al sistema aurifero (gold standard).

È inoltre favorevole ad ogni cancellazione di regolamentazioni in tema di mercato, e al ritorno di un governo centrale debole, nel solco dello Stato minimo tipicamente miniarchico.

Nel gennaio 2008 Ron Paul ha realizzato l' economic revitalization plan che propone una serie di riforme radicali in temi economici, dal taglio radicale della tassazione, alla diminuizione della spesa pubblica, passando per una riforma monetaria che ridia la parità aurea al dollaro, tese a rilanciare l'economia statunitense.

Nello stesso mese due importanti analisti economici statunitensi come Peter Schiff e Don Luskin sono entrati nello staff della campagna elettorale di Ron Paul.

Politica estera
La posizione in politica estera di Ron Paul si può sintetizzare in un semplice concetto: non-interventismo.

Nel solco della tradizione libertaria Ron Paul è per un'isolazionismo in politica estera, accompagnato però, a differenza dell'isolazionismo classico, da una libera circolazione di merci, ossia globalizzazione economica.

Si è dichiarato favorevole al ritiro di tutte le truppe statunitensi di occupazione in Medio Oriente, in Europa e in ogni altra parte del mondo.

In merito ai rapporti con Israele ha dichiarato di considerarlo come un semplice partner, al pari degli altri paesi di quella regione, e ha proposto la cancellazione di ogni sovvenzione verso lo stato ebraico, come verso ogni altro paese.

È contrario al NAFTA e all'integrazione statale con il Messico poichè ciò, a suo dire, causerebbe un'inammissibile ondata migratoria e una cessione impropria di sovranità e indipendenza a favore di elites tecnocratiche non controllabili dal popolo.

È inoltre per l'uscita degli Stati Uniti da tutte le organizzazioni sovranazionali, quali ONU, NATO, WTO e FTAA.


Politica interna
Ron Paul ha criticato apertamente negli ultimi anni tutte le decisioni prese dall'amministrazione di George W. Bush lesive delle libertà individuali, in questo senso propone infatti l'abrogazone del Patriot Act, e il ripristino dell'habeas corpus conculcato dalle leggi anti-terrorismo.

Ron Paul al National Right to Life Convention, 15 giugno 2007Sempre in difesa delle libertà individuali propone il ridimensionamento, se non la cancellazione, di apparati come FBI, CIA e Homeland Security.

Si oppone all'immigrazione clandestina ed è favorevole all'impiego del personale militare, da ritirare dai teatri di guerra, nella salvaguardia delle frontiere degli Stati Uniti.

È sempre stato oppositore dell'aborto che paragona all'omicidio e si batte per far sì che il concepimento venga riconosciuto come momento di inizio della vita umana. Ha tuttavia dichiarato che le leggi sul divieto di aborto dovrebbero essere delegate ai singoli stati e non alle istituzioni federali.

È inoltre favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere, in questa ottica si è infatti schierato apertamente contro la War on Drugs degli ultimi anni.


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Prodi: l'incubo è finito

Un ultimo memento prima che Romano Prodi finisca nella discarica della storia



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lunedì 4 febbraio 2008

Tasse ecologia e psicologia: il caso irlandese



L'Irlanda è riuscita a far crollare del 94% l'uso delle buste di plastica da supermercato: praticamente, sono roba del passato. Il sistema è una semplice tassa, si pagano ben 33 cent se alla cassa si desidera lo shopper in plastica.

Come risultato, le persone fanno la spesa con buste in stoffa portate da casa, e circolare con la busta di plastica per la strada è diventato motivo di vergogna come andare in giro con la pelliccia di volpe argentata.

Per produrre questi nefasti e inquinanti shopper, in Italia, si consumano ogni anno 90 milioni di tonnellate di petrolio. Si potrá fare anche da noi, tale blocco? Non si sa: ci sará chi leverá alti lai contro le tasse, ci saranno i produttori di buste che minacceranno licenziamenti, insomma vietare gli shoppers si configurerá come un attentato all'integritá economica della nazione.


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venerdì 1 febbraio 2008

Daniele Capezzone a Omnibus: MARINI SONDA, L'ITALIA AFFONDA?



In studio:
l'on. Daniele Capezzone, Gruppo Misto;
Savino Pezzotta;
l'on. Marco Rizzo, Comunisti italiani;
Franco Bassanini, costituzionalista;
Daniele Bellasio, Il Foglio;
Franco Debenedetti,economista.

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