In che senso dobbiamo essere conservatori
La destra di governo corre un rischio: essere troppo conservatrice. La destra di governo corre un secondo rischio: essere poco conservatrice. Oh mio Dio, direte Voi, anche il neoaristocratico si è bevuto il cervello! In realtà la contaddizione apparente si risolve nella ricerca di un difficile equilibrio. In quali campi, sotto quale profilo, in che direzione si deve esprimere la conservazione per non fermare gli eventi correnti e le oggettive fiumane della contingenza? Il vero conservatorismo, credo io, si espleta nella difesa dei valori più profondi, quelli che attingono allasfera del rispetto reciproco, del rispetto di sé e del mondo che ci circonda. All'interno di questo triangolo virtuoso troviamo un coacervo di robustissimi capisaldi inoppugnabili: libertà e doveri personali e collettivi, diritti privati e pubblici, religiosità, senso morale etc. Altro non suole. Tutto ciò che eccede il rispetto ferisce il conservatore. Tutto ciò che non lo travalica è lecito. In tal senso diventa un errore non assecondare l'andamento dei tempi. Saper leggere gli eventi attraverso la lente di un sano realismo fa parte necessaria del bagaglio. Chiudersi a riccionegli strascichi ideologici, siano essi religiosi o politici, è dannoso, impedisce gli sviluppi sociali,determina, fra violenti contrasti, l'arretramento della società. Dunque per il conservatore degli anni 2000 il compito è chiaro: governare la nave senza sfuggire alle correnti. Mai però lasciarla in balìa delle correnti, come vuole invece il progressismo più deleterio.
Etichette: Maurizio Gregorini


0 Commenti:
Posta un commento
<< Home page