La bufala delle tasse al 43%
( di Maurizio Gregorini ) Ci prendono in giro come al solito e continuano a farlo impunemente. Ma, come diceva ieri Vittorio Feltri nel suo consueto editoriale su Libero, noi italiani non siamo più quel popolo di imbecilli a cui l'establishment era avvezzo dai tempi del Regno di Sardegna; anzi, stiamo diventando un popolo moderno, accorto, consapevole, forse imbelle ahimé, ma consapevole. E non ci possono più far passare per fessi. Ci dicono ex ministri delle finanze, ministri in pectore, espertucci e furbi economisti che la pressione fiscale è al 43%. Già alta di per sé dunque. Dimenticano però di raccontarci che nella percentuale citata rientrano soltanto le tasse indirette: Irpef, Irap, Iva, Ici etc. Le tasse dirette, quelle che paghiamo su tanti beni di consumo (benzina, pane, acqua, gas, energia elettrica etc.etc.) non vengono considerate. Se comprendiamo anche queste ultime infatti, la pressione si alza notevolmente. Se poi andiamo ad includere anche bolli, multe, permessi, costi burocratici, iscrizioni a registri vari arriviamo ad una percentuale altissima. Vogliamo poi aggiungere (anche se tasse non sono) i contributi salatissimi che si pagano per ogni dipendente? E le demenziali quote INPS che in tanti versiamo senza aver nessuna certezza di rivederle tornare in pensione? Sostanzialmente quai il 90% di quello che guadagnamo va allo stato, in cambio di disservizi enormi e di pochi servizi costosissimi. Cosa aspettiamo a fare la rivoluzione? Cosa deve ancora accadere per mettere mano alla fondina contro questa classe dirigente un pò inetta e un pò corrotta? Quante fesserie ci toccherà ancora ascoltare dalle bocche bavose e costellate d'oro dei nostri politici prima di fracassar loro le dentiere?
Il Team di Dec!dereGenova
Il Team di Dec!dereGenova
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