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domenica 23 marzo 2008

EMMA BONINO: "DONNE IN PENSIONE A 65 ANNI"





Il Sole 24 Ore - 22 marzo 2008


Bonino: non è nel programma del Pd, ma la Ue ha aperto un’infrazione per il divario con gli uomini

di Davide Colombo

Un innalzamento graduale dell`età pensionabile delle donne fino a 65 anni. È la vecchia idea di Emma Bonino, rilanciata ieri a Torino dove il ministro per le Politiche europee ha presentato le proposte dei Radicali in materia previdenziale. «So bene che non fa parte del programma del Partito democratico - ha detto - ma quello è il minimo comune denominatore che non esaurisce tutte le proposte e non azzera il dibattito politico.
Ed è mio dovere lanciare l`allarme per l`infrazione europea aperta nei confronti dell`Italia a causa della diversa età pensionabile di uomini e donne, ritenuta una discriminazione legislativa».


Le sanzioni di Bruxelles potrebbero scattare tra aprile e maggio, ha detto il ministro, «prevedono il pagamento di una somma forfettaria di io milioni di euro, più una somma giornaliera variabile, che può aggirarsi sui 600mila euro al giorno». Lo schema di riordino cui puntano i Radicali non ha mai incontrato il consenso dei sindacati e, ai tempi del confronto sul Protocollo del Welfare, rimase isolatissimo anche all`interno della coalizione di Governo. Eppure questa misura, secondo un`analisi del Sole 24 Ore (26 luglio 2007) effettuata con una simulazione che prevedeva l`innalzamento a 62 anni in due tranche, nel 2008 e nel 2014, dell`età di vecchiaia delle lavoratrici, avrebbe comportato risparmi cumulati, entro il 2oi5, superiori ai 9 miliardi di euro.

Ieri la Bonino non è entrata in dettagli ma ha confermato l`idea di utilizzare queste risorse per realizzare iniziative come asili nido, sgravi fiscali per le assunzioni al femminile, voucher per il pagamento delle cure di bambini e anziani, formazione al rientro dalla maternità. Una politica, ha sottolineato, «già sperimentata con successo in Spagna». Dopo il lungo week-end di Pasqua i candidati leader di Pd e Pdl toglieranno il velo sugli interventi, ampiamente annunciati, per restituire un maggiore potere d`acquisto alle pensioni basse. Walter Veltroni ha già fissato la data: martedì il piano verrà presentato insieme con Giorgio Tonini, responsabile Economia, Enrico Morando, responsabile Programma e Alessia Mosca, responsabile Lavoro. Per entrambi i candidati le ipotesi in campo dovrebbero riguardare il meccanismo di indicizzazione per gli assegni minimi (il Pdl pensa addirittura a un paniere ad hoc ricalcolato dall`Istat e più corrispondente ai consumi giornalieri degli anziani). Ma il Pd dovrebbe presentare anche forme di detassazione graduale abbinata a una rivalutazione straordinaria delle cosiddette pensioni d`annata.

Quali che siano le misure preparate dai due candidati, esse andranno a sommarsi agli aumenti già introdotti lo scorso anno con l`approvazione della legge 247, collegata alla Finanziaria 2008. «Da gennaio l`indicizzazione è passata al 100% delle pensioni che arrivano fino a cinque volte il minimo» ricorda Gianni Geroldi, presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Un ulteriore ritocco della "scala mobile delle pensioni" è possibile, secondo Geroldi, a patto che non si annulli la, soglia che separa le pensioni sociali «appena maggiorate» dalle pensioni contributive.


«Il rischio è un effetto boomerang spiega Geroldi - se la rivalutazione sulla base degli andamenti dei prezzi annullasse la piccola distanza che separa i due tipi di trattamento, oggi collocata attorno ai 70o euro al mese. In quel caso verrebbe disincentivato chi, nei prossimi anni, verserà contributi sapendo di non poter contare su una pensione molto lontana dalle classi d`importo più basse».

http://www.emmabonino.it/news/6493

-- dave -- Il Team di Dec!dereGenova

1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

E' VERO CHE LE DONNE ANDRANNO A 65 IN PENSIONE- CERTAMENTE DOVREBBE ESSERE COSI' PER CHI HA POCHI ANNI DI CONTRIBUZIONE- FACCIAMO PRESTO EMMA BONINO

27 ottobre 2008 7.49  

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