Risposta Liberale

Il vero problema è che ci sono troppi figli sia della “resistenza”, sia della controriforma culturale seguita al ’68 (che peraltro si autoalimentano). Questa controcultura, largamente diffusa, trova ampio spazio di rappresentanza tra le forze politiche. E’ una controcultura che nega ogni significato laico alla “Vita” dell’uomo. Lo stesso concetto di libertà, non è inteso come diritto e capacità individuale di costruire il proprio futuro (e magari anche distruggerlo), ma proprio come “liberazione” da ogni impegno. Il “Lavoro”, con la “L” maiuscola, l’”opera”, qualunque essa sia non è percepita come l’unica via per la conquista della propria libertà, bene supremo ed anche caposaldo della originaria cultura cristiana. Si è capovolto il concetto. Si è liberi se ci si libera dal lavoro, spingendo quindi l’uomo alla nullità, perché tale è senza la sua libera “opera”. A me pare che anziché combattere questa controcultura la Chiesa abbia cercato di assecondarla, pensando così di poter raccogliere maggior consenso, soprattutto tra i giovani. Ha solo mantenuto alcune chiusure di “bandiera”, soprattutto in ambito sessuale, forse le più odiose e meno seguite (contraccezione, omosessualità, celibato ecc.). La sua parola non è, o forse non è più, centrata sull’uomo come individuo, come unico responsabile persino di fronte a Dio. La “Società Egualitaria” è stata innalzata agli onori degli altari. Forse un giorno arriveremo anche alla “salvezza collettiva”, una sorta di “sei” politico. In questo suo nuovo ruolo, che tanto piace persino ai “sinistri” radicali, la Chiesa ha conquistato grande spazio sulla scena politica italiana, sfruttando al meglio la pochezza e la inettitudine della classe politica stessa (specchio del paese, logicamente e purtroppo), che troppo spesso, per non dire sempre, si aggrappa al suo messaggio, non avendone uno proprio da proporre.
Da tutto quanto sopra, confesso che avrei manifestato molto volentieri contro la “marmaglia” di pseudo-studenti, non in nome della tolleranza, ma del diritto a non essere ostaggio di queste minoranze (che poi tanto minoranza non sono, se ci si estende a coloro che magari non manifestano, perché sono anche vigliacchi e menefreghisti, ma di fondo condividono il concetto). Allo stesso modo però non me la sento di dare solidarietà ad una Chiesa che divenuta forza politica, sfrutta ogni minimo canale, senza moderazione, per imporre politicamente la propria visione di società, senza mai accettare le regole democratiche del confronto (del resto appare sempre molto arduo dialogare con chi ritiene di rappresentare la parola di Dio).
Il tutto facendo finta di dimenticare il peso economico della sedicente “Santa Sede”.
Un discorso a parte poi lo meriterebbe il ruolo, ancora una volta dannoso e fallimentare, della scuola pubblica e del mal inteso diritto allo studio.
Un liberale, forte della sua indispensabile razionale laicità, ha il diritto di non essere tollerante nei confronti degli intolleranti. E qui temo che gli intolleranti stiano da entrambe le parti.
Franco Sensi
Da tutto quanto sopra, confesso che avrei manifestato molto volentieri contro la “marmaglia” di pseudo-studenti, non in nome della tolleranza, ma del diritto a non essere ostaggio di queste minoranze (che poi tanto minoranza non sono, se ci si estende a coloro che magari non manifestano, perché sono anche vigliacchi e menefreghisti, ma di fondo condividono il concetto). Allo stesso modo però non me la sento di dare solidarietà ad una Chiesa che divenuta forza politica, sfrutta ogni minimo canale, senza moderazione, per imporre politicamente la propria visione di società, senza mai accettare le regole democratiche del confronto (del resto appare sempre molto arduo dialogare con chi ritiene di rappresentare la parola di Dio).
Il tutto facendo finta di dimenticare il peso economico della sedicente “Santa Sede”.
Un discorso a parte poi lo meriterebbe il ruolo, ancora una volta dannoso e fallimentare, della scuola pubblica e del mal inteso diritto allo studio.
Un liberale, forte della sua indispensabile razionale laicità, ha il diritto di non essere tollerante nei confronti degli intolleranti. E qui temo che gli intolleranti stiano da entrambe le parti.
Franco Sensi
Etichette: La Sapienza, Papa


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