Il pendolo di Berlusconi

(di Gabriele Cazzulini)
Le consultazioni per risolvere la crisi di governo non sono confinate alle stanze del Colle, perché comprendono anche i segnali provenienti dalla piazza. La martellante pressione di Berlusconi per ottenere le elezioni anticipate ha bloccato la politica nelle mani del leader dell’opposizione. La regola di queste consultazioni è che senza il partito di Berlusconi non può formarsi nessun governo. Nonostante la propaganda per le elezioni subito e i sondaggi dalla parte di Berlusconi, anche l’ipotesi del governo di transizione può rivelarsi una vittoria per Forza Italia. Un governo a scadenza con Berlusconi e Veltroni potrebbe fare la riforma elettorale, evitando il referendum e preparandosi ad elezioni con un nuovo sistema elettorale ma soprattutto con nuovi partiti e nuove coalizioni. In questo momento Berlusconi può decidere il futuro della politica, che ancora una volta è polarizzata tra il palazzo e la piazza. Ma Berlusconi è abile a cambiare posizione: dall’opposizione dura e intransigente è passato al dialogo con Veltroni e adesso è di nuovo sulle barricate. La prossima mossa è quella decisiva: se Berlusconi ritorna al palazzo, la strada per il governo di transizione sarà in discesa. Altrimenti le consultazioni si concluderanno con il decreto di scioglimento delle camere.


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