I video di Dec!dereGenova

26/02/2008:Scambio di persona

09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

venerdì 30 novembre 2007

Esselunga: Caprotti trova in Iper un Alleato contro le coop




MILANO (MF-DJ)--"Bernardo Caprotti, nella sua campagna anti-Coop, trova, anzi
ritrova, l'alleato della prima ora. Quel Marco Brunelli che con lui fondo'
Esselunga conservandone la presidenza per tre anni". Brunelli, spiega un
articolo di MF, e' il proprietario della Finiper, un gruppo da 2,2 mld di
fatturato con 25 ipermercati e 167 supermarket ad insegna Unes, e ieri in una
conferenza stampa e' stato molto chiaro: "Le coop non si rendono conto di
essere i veri capitalisti prepotenti del mercato della grande distribuzione in
Italia. Il libro (Falce e Carrello, ndr) di Caprotti necessita di alcune
precisazioni, che faro' in futuro, ma in sostanza e' un documento corretto. Noi
ed Esselunga soffriamo: non possiamo aprire nuove superfici distributive su
terreni di nostra proprieta' perche' il potere, nel settore, e' concentrato
tutto nelle mani delle Coop". Red/mur (END) Dow Jones Newswires November
30, 2007 02:59 ET (07:59 GMT) Copyright (c) 2007 MF-Dow Jones News Srl.

lunedì 26 novembre 2007

Cartella stampa evento "Genova città di pensionati, ma quale pensione per i giovani?"

Cartella stampa: rs24.pdf

Servizio del TG3
video

Buon divertimento

lunedì 19 novembre 2007

sabato 24 novembre: Genova Città di Pensionati: ma quale pensione per i Giovani?

LE ASSOCIAZIONI "DECIDERE.NET" E WTP INVITANO ALL'INCONTRO
Sabato 24 Novembre 2007 - ore 9.45

presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi
al convegno

"Genova città di pensionati. Ma quale pensione per i giovani?"


Daniele Capezzone - Giancarlo Pagliarini - Enrico Musso - Luca Beltrametti - Renata Oliveri -
Ettore Rivabella - Elisabetta Fatuzzo - Paolo Rebuffo

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venerdì 16 novembre 2007

Una giornata densa

Quella di ieri è stata una giornata densa di notizie politice. In ordine decrescente di importanza:

1) Lo stato della Florida sospende un esecuzione capitale in programma per oggi a causa dell'approvazione in commissione della risoluzione Onu L29 ovvero la moratoria sulla pena di morte. In Cina ne hanno fatti fuori trè per non sbagliarsi.

2) La terza commissione Onu approva la risoluzione L29 ovvero la moratoria sulla pena di morte che dovrà passare al vaglio dell'assemblea generale a metà Dicembre.

3) Passa la finanziaria 2007, il governo Prodi è ancora in vita.

4) La maggioranza di governo con la presa di distanze di L.D. non esiste politicamente più.

5) Nella finaziaria viene "finalmente" introdotta la Class Action, siamo tutti più tutelati infatti ecco come funziona nel commento dell'ADUC:

CLASS ACTION: ADUC; E' BUFALA, COLPA PURA DI CONFINDUSTRIA
(ANSA) - ROMA, 16 NOV - "Con questa class action ci vorranno 20 anni prima di aver definitivamente ragione ed ottenere un risarcimento. Una bufala. I cittadini che volessero costituirsi in associazione per la tutela dei loro diritti non potrebbero farlo. Per esempio idanneggiati Parmalat non potrebbero ricorrere in quanto tali, anche con una loro associazione". Lo sostiene il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, sottolineando che "ci si potrà rivolgere alle associazioni di consumatori che devono essere riconosciute dal Governo e ne prendono le sovvenzioni, e quei nuovi soggetti che il Governo riterrà degni di promuovere l'azione. Insomma più che una azione giudiziaria collettiva avremo una azione giudiziaria controllata. Bel risultato!". Pur non ritenendo adeguata la norma approvata in Finanziaria e relativa alla class action, l'Aduc critica l'atteggiamento di Confindustria:
"Grazie all'ottusità della loro posizione di è ottenuto questo risultato. Forse la loro protesta fa parte del gioco, sta di fatto che invece di ragionare su esigenze dei consumatori hanno fatto muro contro qualsiasi normativa in merito. Se solo avessero letto e ponderato la proposta di legge sulla class action, predisposta dall'Aduc e presentata dai deputati Poretti e Capezzone (1), si sarebbero accorti che le garanzie per i cittadini e per gli imprenditori marciano insieme". Con le norme in Finanziaria "si è persa una occasione - conclude Mastrantoni -. L'unico dato positivo è che se ne parla. E' l'Italia di Arlecchino e Pulcinella". (ANSA).

Vi prego di leggere attentamente il neretto e a chi di dovere di andare a cercare i soloni che hanno proposto una tale schifezza.

Paolo Rebuffo

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Il Corsivo di Gabriele Cazzulini: A bocca aperta.

A bocca aperta

In silenzio. A rileggere gli ultimi messaggi c'è da restare a boccaaperta, con gli occhi sbarrati nel vuoto e una vocina in stereofoniadal cervello e dalla coscienza che bisbiglia: siamo ritornatiall'asilo? Risposta tra il dubbioso e l'ironico: forse non ne siamomai usciti. Anzi: togliamo il forse. Come i fanciulli nell'intervallotra la lezione sull'alfabeto e quella sulle bella calligrafia, cimettiamo a giocare con le figurine dei nostri beniamini. Chi è piùforte? Chi è più bello? Capezzone o gli altri? Ci stiamo azzuffandosui nostri stessi politici. Se questa aspira ad esser ela crema dellacoscienza "lib", allora mi pare un po' acidula. Niente di grave. E' lasolita botta di nanismo che tormenta da intere generazioni la politicaitaliana. Più piccoli sono, più diventano Caino e Abele. Meno male cheera la sinistra a dividersi. Quale esempio stiamo offrendo? Lo stessosquallore. Quattro gatti in lite per una lisca di pesce. Abbiamotredici punti che ci sembrano i dieci comandamenti. Ma al posto di unpatriarca abbiamo quello che offre oggi il mercato: una combriccola dipolitici italiani. Purtroppo questa decaduta aristocrazia èaccompagnata da una corte dei miracoli col vizio di criticare in modocaustico proprio i suoi beniamini. Masochismo personale; della seriefacciamoci del male per fare del bene ai nostri avversari. Il bello èche questi litigi non corrono tra proposte alternative, tra progetti,ipotesi, soluzioni. Queste qui sono soltanto beghe. Stiamo impalati aversare inchiostro per dire che il mio beniamino è meglio del tuo.Questa smania di demonizzare e beatificare non porta da nessuna parte.Anzi: è la corsia preferenziale per l'autodistruzione. Ma in giro cisono già troppi finti martiri. Sono gli effetti perversi dellapersonalizzazione della politica. Quando gli occhi sono puntati sulleader, piccolo o grande, i temi cadono sullo sfondo. Il leader èfacile da gestire, attira l'attenzione, è un uomo in carne e ossa.Esaminare i problemi è un'impresa difficile perché richiede costanza ecompetenza. E' molto più gustoso guardare in tivù le esibizioni deileaders e poi chiosare su chi aveva il vestito più elegante o chi l'hasparata più grossa. La politica è spettacolo, quindi diamo spettacolopure noi sfogando rabbia, invidia e servilismo. Un trittico di grandivirtù per questa politica e per chi cerca di emulare questi politici.In queste condizioni vorrei sapere come condurre una qualunquebattaglia politica quando le battaglie le facciamo contro noi stessi.Ci proviamo a lavorare per un obiettivo e non solo pro o contro unapersona? Roba semplice, al confine con la banalità. C'è quasi davergognarsi a metterla per iscritto. Sarebbe anche cosa degna di unacoscienza politica matura quella di saper formulare giudizi di valoresui politici e poi trarre le conseguenze per se stesso. Un leader hatoppato? Cambiatelo pure, ma senza voler far cambiare idea agli altri.Salire in cattedra è facile. Ma i professori non fanno la politica. Silimitano a chiosarla. Fare le pulci ai politici, esibendosi in sterilie petulanti critiche, è come parlare di sesso quando si è ancoravergine. Niente di male; però fare davvero l'amore è tutta un'altra cosa

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lunedì 12 novembre 2007

[PUBBLICITA' PROGRESSO] I 2 LIBRI SCRITTI DA DANIELE CAPEZZONE

Ciao a tutti
per chi non lo sapesse, segnalo che Daniele Capezzone ha all'attivo la pubblicazione di 2 libri su economia e politica. Io li ho comprati ed aletti entrambi, ve ne consiglio una lettura attenta che vi servira', secondo me, per comprendere al meglio il Capezzone-pensiero ed anche per capire forse dove vuole andare a finire il progetto Decidere.net


"Euroghost, un fantasma s'aggira per l'Europa: l'Europa"

Anno: 2004
Prezzo: 10 euro
Casa editrice: Rubbettino
Acquistabile in una qualsiasi libreria (io l'avevo preso alla Fnac)




"Uno shock radicale per il 21° secolo"

Anno: 2003
Prezzo: 10 euro
Casa editrice: Radicali Italiani
Acquistabile scrivendo un'email ad info[AT]radicali.it



A breve consigliero' altri libri da leggere, quindi state all'occhio!!!

saluti

FISCO: SALGONO DEL 9,4% LE TASSE LOCALI, +41,5% IRPEF-COMUNI

Perchè si sappia a spanne il comune di genova a un debito di 1.350.000.000 di euro (unmiliardoetrecentocinquantamilamilionidieuro) , paga una rata annuale di 140milioni di euro ovvero il doppio di quanto incassa dall'ICI prima casa, ora secondo voi sarà il comune di Genova ad invertire la seguente tendenza:

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Le tasse locali mettono a segno una
crescita superiore a quelle dello stato centrale e nei primi 9 mesi dell'anno aumentano del 9,4%. I versamenti tra gennaio e settembre si sono attestati a 29,5 miliardi, 2,5 miliardi in più dello stesso periodo dello scorso anno.

E' quanto emerge dalle rilevazioni delle imposte locali registrate dal bollettino delle entrate fiscali elaborato dal Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell'Economia.

A lievitare in modo esponenziale sono soprattutto gli incassi dell'Irpef comunale, aumentati del 41,5%: sono infatti saliti dai 1.181 milioni del 2006 ai 1.6771 milioni di quest'anno. Mette a segno un incremento del 18,6%, invece, l'Irpef regionale che porta a casa 5,6 miliardi, cioé 873 milioni in più dello scorso anno. In valori assoluti, invece, è l'Irap quella che registra un maggior incasso: l'imposta regionale sulle attività produttive ha fruttato 22,3 miliardi e cresce del 5,6% che, in valori assoluti, significa 1.172 milioni di euro in più.(ANSA).


Paolo Rebuffo

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venerdì 9 novembre 2007

La pompa nel cervello

Sul nostro newsgroup sta circolando questa succosa informazione prelevata, per paradosso, da un sito che si chiama "disinformazione". Per il giornalismo italiano la verità è disinformazione. Però, una volta tanto, è curioso scoprire un'altra notizia all'interno della notizia. Procediamo con ordine.

E’ stato calcolato che il 70 per cento del costo di un litro di benzina verde è costituito da accise ed imposte alcune delle quali risultano davvero sconcertanti e vergognose, come ad esempio:

# 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;

# 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
# 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
# 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
# 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
# 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
# 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
# 205 lire per la missione in Libano del 1983;
# 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
# 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004.

Il tutto per un totale di 486 lire, cioè 0,25 euro.

Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva, cioè una tassa sulla tassa.

Ecco il testo dell'interpellanza non contenuto su "disinformazione":
nella situazione attuale una defiscalizzazione del prezzo della benzina, ossia un congelamento dell'Iva, e una riduzione delle imposte appare quanto mai opportuna e prioritaria per un allineamento dei nostri prezzi al valore medio europeo; una struttura distributiva sostanzialmente oligopolista, con solo 8 marchi presenti sul mercato, di cui uno, a diretto controllo statale, l'AGIP, detiene circa il 40 per cento di una rete distributiva scarsamente automatizzata, rappresentano altri elementi causali dell'elevato costo della benzina; in Italia i distributori «self-service» sono solo il 17 per cento della rete, contro il 93 per cento della Germania e l'83 per cento della Francia. Per non parlare della vendita diretta nei supermercati a prezzi scontati: in Italia sono solo 4 i centri commerciali autorizzati, mentre nel resto d'Europa quasi il 60 per cento delle vendite segue questo modello; altra anomalia, tutta italiana è quella che vede i prezzi dei carburanti salire rapidamente quando aumenta il costo del petrolio e non scendere mai quando questo cala; lo stesso presidente della Faib-Confesercenti, associazione dei gestori di distributori, in una dichiarazione apparsa sul quotidiano la Repubblica del 9 marzo 2004 ha ammesso che: «i prezzi dei carburanti hanno subito un'impennata sospetta che desta preoccupazioni nella categoria. Incrementi di questa portata non sono compatibili con la realtà visto che il prezzo del greggio incide solo per il 14 per cento sul prezzo finale. La responsabilità è di chi specula» -: se il ministro interrogato, alla luce delle considerazioni esposte, non ritenga di dover intervenire urgentemente, al fine di ridurre gli effetti inflattivi determinati dall'aumento vertiginoso del prezzo dei carburanti negli ultimi mesi anche con iniziative normative operanti nel senso indicato dall'interrogante, ovvero: defiscalizzare il prezzo dei carburanti attraverso la sterilizzazione dell'Iva sui nuovi aumenti; prevedere una riduzione complessiva delle imposte vigenti; favorire l'incremento del processo di automazione dei distributori; favorire il processo di liberalizzazione del mercato, sostanzialmente oligopolista con solo 8 marchi presenti; prevedere un osservatorio che in maniera chiara e trasparente analizzi i prezzi dei carburanti; inasprire le sanzioni per i casi di speculazioni.

Bene. Sul sito di "disinformazione" è specificato il link dove è contenuta la fonte da cui è prelevato questo testo. Purtroppo il link non è attivo ed è soltanto parziale. Allora ho iniziato a scavare sul sito della Camera. Si tratta di un'interpellanza parlamentare rivolta da un deputato della Camera al Ministero delle Attività Produttive. La data parla chiaro: 17 marzo 2004. Il deputato era Andrea Annunziata, che non è più presente nella legislatura attuale. Era un deputato della Margherita, cioè centrosinistra. La sua interpellanza era rivolta al Ministro Antonio Marzano, Forza Italia. Ecco la risposta (insieme al testo completo dell'interpellanza) del Sottosegretario Giovanni Dell'Elce, che arriva il 17 gennaio 2005:

In esito a quanto rappresentato nell'interrogazione in esame si fa presente in via preliminare che concorrono alla formazione del prezzo della benzina il costo industriale, l'accisa, l'IVA e, nelle regioni a statuto ordinario, l'imposta regionale, ove istituita. In particolare, informa il Ministero dell'economia e delle finanze che la misura dell'aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo è quella fissata dall'allegato 1 al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come da ultimo modificato dall'articolo 23, comma 3, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47, che ha incrementato la suddetta aliquota di 1,68 centesimi di euro per litro portandola ad euro 558,64 per mille litri, incremento da destinare per far fronte agli oneri derivanti dal rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale. Analogamente non esiste un'autonoma imposta di lire 22 per la missione in Bosnia. Invero, con decreto-legge 2 gennaio 1996, n. 1, più volte reiterato, da ultimo con il decreto-legge 1o luglio 1996, n. 346 convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1996, n. 428, l'aliquota di accisa sulla benzina senza piombo fu incrementata in via temporanea, da lire 1.003.480 per mille litri a lire 1.022.280 per mille litri per far fronte agli oneri derivanti dalla partecipazione alla missione di pace in Bosnia. Il predetto aumento venne poi confermato, in via definitiva, dall'articolo 8, comma 12, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Per quanto concerne le altre imposte che l'interrogante sostiene gravino sulla benzina, si fa presente che esse non sussistono. Si ribadisce, infatti, che dal 1o gennaio 1993, la previgente imposta di fabbricazione sui prodotti petroliferi è stata sostituita dall'accisa armonizzata prevista dalle direttive 92/12/CEE del 25 febbraio 1992, 92/81/CEE e 92/82/CEE entrambe del 19 ottobre 1992, queste ultime due di recente abrogate dalla direttiva 2003/96/CE del 27 ottobre 2003 in corso di recepimento. In ordine ai quesiti dell'on.le interrogante si formulano, altresì, le seguenti osservazioni. Per quanto riguarda la possibilità di applicare alla benzina una riduzione complessiva delle imposte vigenti, in particolare, per quel che concerne l'IVA, l'interrogante prospetta misure dirette a «defiscalizzare il prezzo dei carburanti attraverso la sterilizzazione dell'IVA sui nuovi aumenti». Posto che l'IVA è un'imposta ad valorem, ovvero proporzionale al prezzo di vendita del prodotto, si ritiene che tale proposta non sia conforme al regime IVA dettato dalla disciplina comunitaria. Pag. IV A norma dell'articolo 11, paragrafo 1, lettera a), della Sesta direttiva del Consiglio del 17 maggio 1977, n. 388 «la base imponibile è costituita per le forniture di beni (...) da tutto ciò che costituisce il corrispettivo versato o da versare al fornitore». Inoltre, come specifica il successivo paragrafo 2, lettera a), dello stesso articolo «nella base imponibile si devono comprendere: le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi ad eccezione della stessa imposta sul valore aggiunto». Pertanto, in ordine alla questione evidenziata dall'interrogante, relativamente alla circostanza che per la benzina la base imponibile è comprensiva anche delle accise, si ribadisce, conformemente a quanto già precisato in precedenti documenti di prassi (risoluzione n. 2 del 18 novembre 1994; risoluzione n. 49 del 29 maggio 1998; circolare n. 226 del 3 dicembre 1999 dell'Agenzia delle entrate), che l'adozione di una disposizione che preveda l'esclusione dalla base imponibile IVA dell'ammontare di altre imposte, tasse o accise sarebbe in contrasto con le sopra citate norme comunitarie e provocherebbe l'attivazione di una procedura d'infrazione contro l'Italia presso la Corte di giustizia della Comunità europea. Si assicura che il Ministero delle attività produttive segue con particolare attenzione l'andamento del mercato petrolifero, considerata l'attuale difficile congiuntura e fin dall'incontro tenuto lo scorso 11 marzo, ha espresso le proprie preoccupazioni ai rappresentanti dell'Unione petrolifera e dei gestori. In tale occasione è stata proposta la Costituzione, presso il Ministero delle attività produttive, di una «unità per l'informazione» od «osservatorio» con il compito di individuare gli indicatori che concorrono al sistema di formazione del prezzo, di definire un nuovo metodo di rilevamento del prezzo italiano che tenga conto sia dei cambi valutari che dei diversi canali di vendita e di individuare il differenziale del prezzo italiano rispetto a quello dei partners europei. È stato, inoltre, proposto di implementare l'informazione ai consumatori anche, per esempio, attraverso una maggiore visibilità del prezzo mediante la cartellonistica stradale. Un gruppo di lavoro, costituito presso il Ministero delle attività produttive, al quale partecipano anche i rappresentanti delle categorie interessate, sta provvedendo alla definizione di una strategia che consenta di dare operatività alle proposte, utilizzando anche le risorse e le attività istituzionali già in essere presso i competenti uffici del Ministero. Si evidenzia che il Ministero delle attività produttive svolge una costante azione di monitoraggio sui prezzi dei prodotti petroliferi con il duplice scopo, da un lato, di rendere trasparenti le componenti del prezzo dei prodotti petroliferi e, dall'altro, di fornire una informazione più completa e corretta a beneficio dei cittadini/consumatori. Con detto monitoraggio si provvede, in particolare, alla verifica dell'andamento del prezzo dei carburanti sia in rapporto agli altri paesi europei che in relazione ai cambi valutari ed al costo del greggio, attraverso la raccolta e la diffusione dei dati, a livello nazionale ed internazionale, maggiormente rilevanti per una analisi puntuale del mercato petrolifero. Per quanto, infine, riguarda l'incremento del processo di automazione dei distributori e il processo di liberalizzazione del mercato, si rammenta che la materia della distribuzione dei carburanti è, a seguito della recente riforma costituzionale, attribuita, in via concorrente, alla legislazione regionale. L'Amministrazione centrale è intervenuta da ultimo sulla materia, fornendo indicazioni alla programmazione regionale, con il decreto ministeriale 31 ottobre 2001 di approvazione delle «Linee guida per l'ammodernamento della rete distributiva dei carburanti», redatte ai sensi dell'articolo 19 della legge 5 marzo 2001, n. 57.

Un deputato di centrosinistra incalza un ministro liberale su incomprensibili vessazioni fiscali e il ministro risponde a raffiche di burocratese e a mitragliate di commi e regolamenti. Questa è la politica, se vi pare. Magari la prossima volta che si va a votare, è meglio andarci a piedi.

mercoledì 7 novembre 2007

Daniele Capezzone si dimette dalla Presidenza della Commissione e dal Gruppo della RNP

Alla cortese ed urgente attenzione
del Presidente della Camera dei Deputati

e, per doverosa e opportuna conoscenza,
al Presidente del Gruppo parlamentare della Rosa nel pugno
e al Presidente del Gruppo parlamentare misto

Roma, 7 novembre 2007

Signor Presidente,

vi sono circostanze nelle quali il rispetto delle istituzioni, il
rispetto di se stessi e il rispetto delle proprie idee ed obiettivi
politici impongono scelte difficili e costose.

Questo è a maggior ragione necessario ed opportuno se riteniamo che non
tutto sia “Casta”, e che sia invece ancora possibile -anche in Italia-
vivere l’impegno politico e civile come momento alto, nel quale il
piano delle convinzioni non sia sovrastato da quello delle convenienze,
dei tatticismi, dei piccoli calcoli di parte o personali.

E’ anche un messaggio per le generazioni più giovani, affinché non
perdano la speranza di contribuire a costruire un Paese diverso, più
moderno, più libero, e non rinuncino -magari comprensibilmente
nauseati, distanti, indifferenti- ad un impegno diretto in una politica
che vivono come lontana e, in ultima analisi, infrequentabile.

Nel nostro Paese, l’istituto delle dimissioni vive una curiosa vicenda:
le dimissioni vengono annunciate, ventilate, minacciate, magari
richieste, ma -nella maggior parte dei casi- non si presentano, non si
danno. E prevale, anche nei luoghi teoricamente meno sospettabili, un
tetragono attaccamento al potere, o alle briciole di potere più o meno
fragilmente e provvisoriamente conquistate.

Tutto ciò premesso, Le scrivo per comunicarLe le mie dimissioni dalla
Presidenza della Commissione attività produttive della Camera.

Il motivo di questa mia decisione è molto semplice: considero esauriti,
starei per dire esausti, la fase e l’assetto politici che determinarono
anche quella mia elezione. Qualunque cosa accada infatti al Senato
nelle prossime settimane o mesi, il Governo e la maggioranza -di fatto-
non esistono più, politicamente, o comunque non sono assolutamente in
condizione di svolgere alcuna funzione positiva. Lo ripeto a scanso di
equivoci: non solo l’attuale Governo, ma l’attuale maggioranza
politico-parlamentare.

Come Lei ricorderà, sin dalla legge finanziaria dell’anno scorso
(drammaticamente sbagliata, a mio avviso, perché tutta centrata su un
intollerabile inasprimento della pressione fiscale, e senza alcun
taglio di spesa, senza alcuna riforma strutturale), ho marcato una
distanza sempre più netta dall’Esecutivo (pur cercando di svolgere in
modo scrupoloso e imparziale le mie funzioni istituzionali); da molti
mesi, dalla crisi del febbraio scorso, non voto la fiducia al Governo;
oggi, alla luce del fatto che nulla mi appare modificato rispetto a
questa situazione, compio un atto politico conseguente. Invano ho
atteso che giungessero non parole o “segnali”, ma fatti politici
rilevanti, in particolare dalle componenti cosiddette riformiste di
Governo e maggioranza, che sono state e continuano ad essere travolte e
umiliate punto su punto, sistematicamente.

Mi pare infatti che in tanti, in troppi, siano meramente protesi a una
logica di sopravvivenza, di continuismo, di trascinamento
dell’esistente. Per questo, occorre invece che qualcuno compia atti
chiari di discontinuità e di rottura, sia pure a proprie spese: di qui,
la mia decisione. E aggiungo che la pur ragionevole questione della
riforma elettorale non può tramutarsi in un alibi, in un pretesto, in
un escamotage, per rinviare il momento elettorale alle calende greche
(o a quelle …italiane). Bastano pochi giorni, al limite alcune
settimane, per capire se esiste davvero la volontà politica comune di
cambiare la legge: dopo di che, le forze politiche farebbero bene a non
protrarre un’agonia al solo scopo di cercare di togliere agli elettori
la possibilità di decidere.

E la mia preoccupazione cresce se si considera che questo obiettivo di
trascinamento, che in qualche caso sembra sconfinare nell’accanimento
terapeutico, viene perseguito dal Governo anche attraverso un uso
politicamente assai grave del denaro e della spesa pubblica. Non io o
personalità a me vicine, ma autorevoli economisti non certo ostili
all’attuale maggioranza, hanno parlato di “tax push”: è il ben noto
meccanismo per cui, quando le entrate fiscali aumentano, queste risorse
aggiuntive vengono subito spese, rendendo ancora più vasta la voragine
della spesa pubblica. E questo è il punto drammatico: proprio dopo un
anno di pressione fiscale (a mio avviso, lo ripeto ancora, eccessiva e
sbagliata: e oggi lo riscontriamo in termini di mancata crescita),
quando ci si rende conto di avere denaro in cassa, anziché usarlo per
ridurre fortemente le tasse o il debito pubblico, che si fa? Si spende,
si spende, si spende.

Per tutte queste ragioni, dunque, lascio la Presidenza della X
Commissione della Camera. E’ stato per me un autentico onore
presiederla, in questo anno e mezzo. Desidero ringraziare tutte e tutti
i colleghi, di maggioranza e di opposizione, con i quali abbiamo
lavorato in modo a mio avviso ammirevole, pur in un contesto politico
così poco facile. Mi auguro che i cittadini possano sapere (lo ripeto:
anche in condizioni politicamente negative) quale e quanto sia
l’impegno di tanti parlamentari, e quale sia stata -non di rado- la
capacità dei diversi gruppi di misurarsi in Commissione in una sfida in
positivo nella direzione liberale e riformatrice. Con autentica
gratitudine rivolgo il mio pensiero anche alle funzionarie e ai
funzionari della Commissione e del Servizio studi, esempio di una
eccellenza professionale, oltre che di una straordinaria disponibilità
personale, che onora il Parlamento della Repubblica, e che non potrò
dimenticare. E lo stesso vale per tutte e tutti i dipendenti della
Camera che ho incontrato in questi mesi, ad ogni livello: esempi di
professionalità e correttezza assolute.

Mi permetto di affidare a Lei e al Presidente del Senato un frutto
importante di questo lavoro di Commissione: è la proposta di legge
bipartisan, di cui ho l’onore di essere primo firmatario, per
l’apertura immediata delle imprese, per la sburocratizzazione, e per un
nuovo rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. L’abbiamo
approvata a vastissima maggioranza sia in Commissione che in Aula alla
Camera; al Senato è passata sostanzialmente all’unanimità in
Commissione, con lievi modifiche, ed è ora già calendarizzata in Aula
al Senato. Basterebbe pochissimo al Senato, e davvero poco di nuovo
alla Camera (sarebbe forse, in tempi netti, un lavoro di poche ore!)
per condurre in porto un provvedimento che è atteso dal mondo
produttivo e da tanti cittadini. Lavorerò con tutto me stesso, con
tanti altri colleghi di ogni appartenenza, perché questo obiettivo di
riforma possa essere centrato.

Contestualmente alle mie dimissioni da Presidente di Commissione,
comunico anche la mia decisione di lasciare il Gruppo parlamentare
della Rosa nel pugno, e di chiedere di aderire al Gruppo misto. Il
Gruppo della Rosa nel pugno sopravvive oggi, di fatto, pressoché
esclusivamente come strumento tecnico attraverso il quale diverse
organizzazioni e realtà partitiche perseguono i loro attuali (e fra
loro diversi) scopi e traiettorie, in larga misura da me non condivisi,
ma soprattutto (visto che ciò che sembra unire le diverse componenti è
lo schiacciamento, l’appiattimento sul Governo, in qualche caso
addirittura “a prescindere”…) assai lontani dai toni e anche da molti
contenuti della campagna elettorale. Corrisponde ad un ulteriore
elemento di chiarezza che io prenda atto di questo radicale cambiamento
della situazione e mi comporti di conseguenza.

Grazie, e un cordiale saluto.

Daniele Capezzone

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sabato 3 novembre 2007

"Volevo solo vendere la pizza" mercoledi' 7 novembre a Genova




Vi segnalo che mercoledi' 7 novembre 2007 presso il Teatro della Gioventu' di Via Cesarea ci sara' la presentazione del libro "Volevo solo vendere la pizza" di Luigi Furini.

L'evento e' organizzato dai Giovani Imprenditori della Confederazione dell' Artigianato (Cna).

Tra gli ospiti, ci sara' il leggendario comico spezzino Dario Vergassola (che, per chi non lo sapesse, e' anche iscritto al Partito Radicale ;-)





Quando: mercoledi' 7 novembre 2007
Ore: 17,30
Dove: Teatro della Gioventu', Via Cesarea, Genova Centro.
Link:
http://www.cna.it/comunicazioneint/eventi/ottobre%202007/genova_10_19.pdf

INGRESSO GRATUITO

Accorrete numerosi!!!

--

-- dave