I video di Dec!dereGenova

26/02/2008:Scambio di persona

09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

mercoledì 31 ottobre 2007

Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi (3): Il punto di Gabriele Cazzulini


Gabriele Cazzulini, 31 anni, giornalista e corsivista di LibMagzine fa il suo esorordio su www.decideregenova.net . Il team di decideregenova ha il piacere e l'onore di pubblicare questo post. Presto Gabriele avrà una sua rubrica fissa.
Entro in punta di piedi in un dibattito che assomiglia a quellesoporifere logomachie da circolo del libro – però ci entro conl'ascia in mano, pronta all'uso. Perché soporifero il dibattitoMastella-De Magistris? Come al solito in Italia si complica ciò cheè semplice per il puro gusto autolesionista di accendere un grandefumo e poi gridare che non si vede nulla. Torniamo alle origini. C'èun Ministro della Giustizia con evidenti problemi di incontinenzalegale, nel senso che gli scappa sempre di fare la marachella. Non èuna novità. E' in buona compagnia e forse c'è anche di peggio. C'èpoi un magistrato che non ha capito bene che pestare i piedi allapolitica fa male alla salute. E infatti a Catanzaro l'aria per DeMagistris era diventata così nociva che l'hanno trasferito in unaprocura più salubre. Neanche questa è una novità rivoluzionaria.Basta? Stiamo qui a manovellarci gli attributi per capire chi haragione e chi ha torto? La tentazione di infilare la sonda dellaverità nei ventricoli di questioni come queste è un passatemponazionale. Le dietrologie vanno sempre avanti. Ma alla fine ipolitici, pure quelli condannati, stanno sempre al loro posto, afianco di magistrati che un tempo erano i loro persecutori e ora nesono divenuti alleati. E' bene fare un ripasso dell'assiomafondamentale che regge la politica italiana: la confusione deipoteri. Giudici, governo, deputati: è tutta la stessa pasta. E' deltutto naturale che un magistrato, volente o nolente, si ritrovi afare politica, così come un ministro non può fare a meno diintervenire su questioni giudiziarie. Capire se e come ci sia statamalafede o siano stati commessi errori, è come discutere sul sessodegli angeli. Intanto, sia il ministro che il magistratoappartengono entrambi alla stessa èlite del potere. Csm, governo,parlamento, procure: tutto resta dentro alle mura della cittadelladel potere. Uno screzio capita anche nelle migliori famiglie. Ma poitorna il sereno, perché alla fine prevale la difesa dellapropria "famiglia". Trent'anni fa Craxi era all'apoteosi; quindicianni fa era nel fango; oggi è in procinto di beatificazione. Chissàdomani. Ergo: è tutto un casino. Non vorrei essere nei panni di chilodava Craxi e ha assistito alla sua demonizzazione solo per poivedersi ridare ragione. Mi girerebbe la testa dalla confusione,oltre che i testicoli per la rabbia. Labirintite politica di unpaese così trasformista da non conservare la stessa opinione per piùdi una legislatura. Abbasso il sipario con la mia opinione daquattro soldi: lasciamo scorrere l'acqua. La politica è bravissima aritornare sugli stessi equilibri che la reggono da quando è nata inquel giorno di marzo del 1861. Dopo un po' anche questo "conflitto"che sembra dilaniare l'Italia apparirà come una scaramuccia tragalletti - ne verranno altre. The show must go on.
Gabriele Cazzulini

Ridiamoci su

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In preparazione al congresso di radicali italiani

Il Team di Decideregenova

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Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi (2)

Ostellino ha torto. Certo, il principio enunciato oggi sul Corriere è condivisibile, tutti noi liberali vorremmo una magistratura imperniata di quella speciale virtù che nel mondo anglosassone è definita "selfrestraint" e che qui in italia è così poco conosciuta che non vi è una parola con la quale tradurla propriamente. Autolimitazione, ovviamente del proprio potere, riserbo, rispetto del proprio ruolo. Chi non si sentirebbe di condividere l'auspicio di una magistratura che si ispiri a tali encomiabili virtù?
Il punto è che le auspicate virtù "ordinarie" non possono essere rispettate in una situazione straordinaria. E non vi è dubbio che la situazione attuale sia straordinaria, in qualche modo simile a quella dell'epoca così detta di "mani pulite" (occorrerebbe ricodarsi che i politici corrotti c'erano davvero, non si trattò di un'invenzione della Procura di Milano). Oggi come allora si presenta di tutta evidenza la realtà di una classe politica che esercita il proprio potere con modalità di tipo mafioso, anche attraverso l'uso delle istituzioni pubbliche. Non è il Dottor De Magistris che ha dischiuso questa realtà, essa ci è evidenziata da varie pubblicazioni ("La Casta" e solo una tra varie pubblicazioni che svelano un mondo politico delinquenziale), ovvero da reportage giornalistici particolarmente attenti (c'è qualcuno che guarda Reporter su Rai Tre?) ma, soprattutto, dalla quotidianità della vita di tutti noi, spesso testimoni di abusi e violazioni di leggi da parte dei "potenti", ovviamente mai o quasi mai perseguite.
Ostellino dimentica che l'Italia di oggi è, al livello politico e dunque anche a quello istituzionale, una grande associazione per delinquere. Delinquono tutti, di destra e di sinistra, usando il potere legislativo loro conferito per confezionare leggi che li arricchiscono personalmente e come organizzazioni partitiche (per esempio con l'ignobile legislazione sui rimborsi elettorali, o quella sull'editoria di partito) per non parlare delle leggi che li proteggono, di fatto, salvo eccezioni più uniche che rare, da ogni indagine penale. C'è da meravigliarsi se a fronte di tanta strapotenza del potere politico non vi sia una lunga fila di persone, in tutte le branche dello Stato, disposta a spendersi per proteggere i propri protettori?
Io non riesco proprio a stupirmi, anzi mi stupirei del contratio, conoscendo i miei connazionali, usi infiammarci sulle questioni di principio sin tanto che non toccano il nostro personale tornaconto.
De Magistris e Forleo ci dicono che subiscono pressioni istituzionali. Io credo che ciò sia altamente probabile, e credo che in questa situazione non abbiano altra possibilità che appellarsi alla pubblica opinione, attraverso il quarto potere, ovvero l'informazione. C'è un film di qualche anno fa, con Robert Redfort che smaschera una vasta operazione di servizi segreti deviati: il protagonista si trova in un vicolo cieco, i suoi avversari sono potentissimi e lui è solo, cosa fa? Riferisce tutto alla stampa.
In un paese democratico solo l'informazione può garantire il controllo del popolo sul potere. Se il potere viene usato per finalità o con modalità non condivisibili è solo attraverso l'informazione che il popolo può mettere in moto la sua capacità di reazione democratica.
Per contro, se i De Magistris ed i Forleo tacciono la Casta-Cosca avrà facile gioco a tutto sepellire, anche eliminando quei rompicoglioni, così gli altri imparano a vivere.

Andrea Amati

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martedì 30 ottobre 2007

Il piu grande furto della storia



Volentieri pubblichiamo questa videoinchiesta di http://www.libertari.org/

Il team di DecidereGenova

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Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi

Come molti italiani seguo con attenzione la vicenda dei magistrati Cristina Forleo e Luigi De Magistris all’inizio e per molto, troppo tempo mi sono persuaso della giustezza di una posizione che recita più o meno cosi : “male ha fatto Mastella a mandare gli ispettori ad un magistrato che come noto indaga su di lui e sul presidente del consiglio, malissimo fa De Magistris ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali …..”.Questa affermazione suona politicamente corretta, sembra equilibrata e a dirla tutta è proprio comoda , permette di non approfondire troppo i fatti perché in fondo la ragione non sta da nessuna delle due parti. Amen.
Con il passare delle settimane, dopo la lettura di editoriali, corsivi, cronache e il racconto quotidiano che ne fa Bordin nella rassegna stampa di radio radicale comincio ad avvertire un certo disagio qualcosa proprio non mi quadra, comincio a parteggiare per i due magistrati, l’affermazione di cui sopra non ha più un suono così confortevole poi ho la (s)fortuna di vedere l’intervista in mezz’ora fatta da Lucia Annunziata a Luciano Violante su Rai 3 e di colpo capisco: Luciano Violante ad un certo punto afferma appunto che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali .
Mi stropiccio gli occhi e ricordo le posizioni dell’ex magistrato Violante ai bei tempi del pool di Milano, al “resistere, resistere, resistere” di Borrelli delle giaculatorie a mezzo stampa fatte contro la legge Biondi che accorciava i tempi di prescrizione ma sopra ogni altra cosa ricordo e vi ricordo le fortissime posizioni espresse a quel tempo su tutti gli organi di informazione dell’ Associazione Nazionale dei Magistrati.
Ecco il punto dove è l’ANM? Ho la presunzione di pensare che il silenzio dell’ANM non sia dovuto a una sorta di ravvedimento, a una “nuova stagione” fatta di sobrietà e moderazione, ma più semplicemente che De Magistris (Mastella – Prodi -toghe lucane) e la Forleo (caso Unipol - Bnl ) siano quanto meno imbarazzanti se non nemici poiché non organici al centro-sinstra.
Ho provato a mettermi nei panni di DeMagistris, mi sono immaginato attaccato non solo (comprensibilmente) dal potere politico - economico oggetto delle mie indagini ma anche e soprattutto lasciato solo dai miei colleghi, dalla mia associazione, io probabilmente, lo confesso, avrei mollato voltarsi dall’altra parte è facile e non costa nulla. DeMagistris nò, ha provato a combattere con l’unica arma che gli è rimasta : la pubblica opinione.
Ora non sono più sicuro che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali, e poi chi lo ha detto che fanno malissimo, è pacifico che non si devono compromettere le indagini o il processo con le esternazioni pubbliche, per il resto francamente mi chiedo se l’italia sarebbe stata un posto migliore senza le che il caso DeMagistris-Mastella-Prodi venisse a galla con tutto il suo fetore?

Paolo Rebuffo

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mercoledì 24 ottobre 2007

Governo: Capezzone, lavorare per elezioni entro marzo 2008

ROMA "A questo punto, mi parrebbe ragionevole lavorare per tenere le elezioni politiche il 24 febbraio o il 2 marzo, o comunque in tempi ravvicinatissimi, entro fine marzo". Lo dichiara Daniele Capezzone, promotore di Decidere.net, e presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera. "Tra l'altro, una scadenza di questo tipo avrebbe un doppio vantaggio: quello di andare presto al voto, evitando forme di accanimento terapeutico del tutto inefficaci; ma anche quello di lasciare a disposizione le pochissime settimane necessarie e sufficienti per modificare la legge elettorale". "L'unica cosa che mi parrebbe irresponsabile - continua - sarebbe, da parte di un pezzo di ceto politico, fare come Bertoldo, che non trovava mai l'albero "giusto": e quindi evocare la necessita' di cambiare la legge elettorale, senza pero' avere ne' le proposte ne' le maggioranze ne' le intese per farlo davvero. Cambiare la legge elettorale e' utile: ma non puo' diventare un alibi per far perdere al paese un anno di tempo, o anche di piu'", conclude.

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martedì 23 ottobre 2007

Decidere.net a Bergamo con Meno Sprechi, Meno Tasse.

Decidere.net e l'associazione Meno Sprechi, Meno tasse organizzano a Bergamo Domenica 28 Ottobre alle ore 17.00 presso lo Starhotel Cristallo Palace via Betty Ambiveri n.35 il convegno "Lamentarsi non basta, bisogna passare dalla protesta alla proposta", verranno discussi i temi del federalismo fiscale competitivo e di come arrivare alla tassa piatta del 20%.

Link Volantino


Il comunicato stampa:
L’On. Vincenzo Visco prima contribuisce in modo determinante e ostinato a rovinare le aziende italiane, a causare il declino economico del paese (con i suoi “studi di settore” e “Irap” costringe tanti imprenditori a pagare sino al 75% di tasse, con punte sino al 227%!) poi piange lacrime di coccodrillo. Nel corso del dibattito su “La cultura economica del partito democratico” insieme a Walter Veltroni e Pierluigi Bersani ha dichiarato: “L’Italia è chiaramente un Paese in declino, da dieci anni cresce meno della media europea. E’ oberato da debiti. Il Paese necessita di un messaggio di verità che sino a oggi le classi dirigenti, spaventate o inconsapevoli, non hanno saputo dare”.
In mezzo ad una marea di politici che sanno solo fare risse indecorose in quanto il loro unico scopo è quello di riuscire a mettere le mani sulla montagna di tasse che noi paghiamo, allo scopo di gestire la spesa pubblica nel modo clientelare che tutti noi sappiamo, dobbiamo riconoscere che almeno Visco non ha usato falsi giri di parole ma ha avuto il coraggio di ammettere che l’Italia è allo sbando. Gli indicatori più accreditati ormai sono concordi nell’attribuire al nostro paese il 41° posto nella gradutoria mondiale dei paesi più competitivi. Ricordiamoci che una volta eravamo nei primi cinque. Ci rendiamo conto che tutti ci passano avanti e presto saremo in compagnia dei paesi del terzo mondo? Come abbiamo fatto a finire così?
Non ditemi che tutte le colpe bisogna farle risalire alla partitocrazia dissennata che si è impadronita di tutto, mezzi di comunicazione, associazioni di categoria, sindacati dei lavoratori, sistema bancario, istruzione, ecc. ecc. E’ vero, tutto è asservito alle segreterie dei partiti politici. Persino le elezioni ormai sono una farsa. Gli elettori cosa decidono? Prodi o Berlusconi. Bella lotta stabilire quale dei due è il peggiore! Tutti e due sono campioni dei partiti della spesa, altro che buon governo!
E noi? Proviamo a fare un po’ di autocritica, o no?
Se i disonesti si sono impadroniti di tutti i poteri noi dove eravamo? A discutere tra Prodi e Berlusconi! A fare solo critiche che non portano da alcuna parte!
Io mi auguro che la parte più sana del paese, quella più laboriosa, quella degli imprenditori che nonostante tutto riescono ancora a portare avanti le loro attività, quella dei lavoratori dipendenti che continuano a fare il loro dovere nonostante le tante fatiche per arrivare alla fine del mese, che questa Italia la smetta di perdersi in critiche sterili e incominci seriamente a pensare in modo più costruttivo.
Noi dobbiamo creare un grande movimento che sia a favore del liberismo e si schieri apertamente contro lo statalismo, contro il partito trasversale della spesa pubblica.
Sappiamo che il movimento decidere.net dice le stesse cose che diciamo noi Solo che loro lo dicono meglio di noi, con termini più appropriati. Per uscire da questa situazione disastrosa hanno avanzato proposte complete e articolate, meglio delle nostre. Continuiamo a discutere sul fatto che Capezzone ha un passato di radicale o vogliamo parlare di cose concrete da fare?
Io mi auguro che i vari movimenti spontanei trovino il coraggio di accantonare tante piccole gelosie e che il buon senso ci faccia convergere tutti in un grande, grandissimo movimento che sappia dare una speranza alla parte onesta del paese e che costringa i parassiti ad andare a lavorare se non vogliono morire di fame.
Se tutti i movimenti non si uniscono, dobbiamo rassegnarci a tenerci Visco, Mastella e tutti gli altri. Un magistrato di Catanzaro scopre che Mastella è implicato nel malaffare? Nessuna paura per la Casta: viene trasferito il magistrato! Andiamo avanti così?
Troviamoci con Pagliarini e Capezzone domenica 28 alle ore 17.00 presso lo Starhotels Cristallo Palace Via Betty Ambiveri n. 35 a 100 metri dall’uscita dell’autostrada a Bergamo e vediamo come bloccare il declino economico e morale del Paese.
Giovanni Morstabilini
Bergamo, 21 ottobre 2007
Comitato “Meno sprechi, Meno Tasse”
Via San Francesco d’Assisi, 1 24121 Bergamo
Tel. 035 271105 Fax 035 4178997
www.bastasprechi.org

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venerdì 19 ottobre 2007

Capezzone a Bologna

da www.deciderebologna.net

Lunedi' 15 ottobre si e' svolto il primo incontro bolognese di Deciderebologna con Daniele Capezzone. Ampio spazio e' stato dedicato in apertura alla proposta della tassa piatta al 20% ed ai meccanismi di sostenibilita' tramite una graduale introduzione dell'aliquota unica in cinque anni. Sono stati citati i positivi risultati ottenuti dagli altri paesi europei che hanno avuto il coraggio di adottare un'imposta unica di tal genere, e si e' sottolineato come dopo il lancio del network ancora non si siano registrate prese di posizione di netto segno contrario da parte delle altre forze politiche, dal che la possibilita' ancora apertissima di un confronto, di un dialogo e, perche' no, di una convergenza su questa importante ipotesi di riforma fiscale.
Non positivo il giudizio sulle primarie, stante la totale assenza di contenuti dal dibattito che le ha accompagnate.
L'On capezzone ha poi confermato il proprio appoggio al referendum, rimarcandone l'opportunita' al fine di migliorare l'attuale sistema elettorale, seppur con un risultato che sarebbe a sua volta ampiamente migliorabile.
Numerosi altri sono stati i temi trattati, che potrete ascoltare direttamente dalla voce di Daniele Capezzone nel video qui postato.





video

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giovedì 18 ottobre 2007

TelePadania intervista Daniele Capezzone

mercoledì 17 ottobre 2007

In trecento con Enrico Musso e "We the People"

Trecento per Enrico Musso, ieri sera, al varo di “We the people”. Certo, tra gli invitati, c’erano molti curiosi e diversi big di partito (tutti del centrodestra, ma anche Nicolò Scialfa di Unitiasinistra), ma l’applauso al Bicu del Porto Antico per il «progetto» politico dell’ex candidato sindaco Cdl è stato accalorato e sentito.
«Non cerco né momenti bipartisan né inciuci, ma la mia associazione sarà aperta anche a esponenti che votano a sinistra. Vogliamo occuparci di contenuti, tornare alla politica. Nessuno pensa a un partito in più e dico chiaramente che non sono candidabile alla presidenza della Regione».
Musso butta subito sul tavolo le risposte alle domande maligne che si aspetta, per smorzare subito eventuali polemiche. Compresa questa: «So bene che questa sera ci sono iniziative anche di Sandro Biasotti e di Forza Italia. Alla stessa ora. Ma è stata solo sfiga, davvero».
Chiariti questi passaggi e annunciato che la sede del movimento sarà temporaneamente in un appartamento in vico Giannini (a Caricamento), il consigliere comunale guarda allo scenario politico attuale: «Sarà pure non condivisibile, ma il centrosinistra ha provato a rifondarsi. Il centrodestra no; e invece dovremmo fare un passo anche qui». Ma le sembra, Musso, che “We the people”, ossia le prime tre parole della Costituzione degli Stati Uniti, sia lo slogan giusto per cominciare? «Vero, forse sarà elitario, ma incuriosisce e si riferisce a una serie di valori che per me sono imprescindibili». «C’è un legame tra noi e le grandi rivoluzioni liberali. Il preambolo della costituzione Americana è la legittimazione popolare. La Costituzione italiana non lo dice altrettanto efficacemente: noi ci riprendiamo il governo».
«Perché noi ha detto Musso andiamo in una direzione ostinata e contraria rispetto agli altri partiti. Ammodernare il centrodestra è necessario; nessuno pensi che stiamo percorrendo una strada grillista: vogliamo focalizzarci sui contenuti. Vogliamo fare una rifondazione liberale. In questo senso, sono certo che il centrodestra dovrebbe provare a costituirsi in partito unico». Tanto per provarci, l’alfiere del centrodestra sconfitto da Marta Vincenzi ha già costituito la sua “giunta ombra”: «Sono tecnici di mia fiducia, che, caso più unico che raro, vengono in commissione a Tursi, mi aiutano a leggere le pratiche». E su questo tema, i forzisti presenti in sala nascondono per una sera il loro malessere.
Si sono visti, ieri sera al porto antico, il segretario di An Gianfranco Gadolla, il parlamentare forzista e già liberale Alfredo Biondi, l’ex leader di Liguria Nuova Sergio Castellaneta, la capogruppo azzurra a Tursi Raffaella Della Bianca; quindi Davide Viziano insieme a decine di imprenditori. E le simpatie per i radicali del centrosinistra? «Capezzone ha idée che mi piacciono, faremo qualcosa insieme».

GIOVANNI MARI - da il Secolo XIX del 17-10-2007

venerdì 12 ottobre 2007

"Obiettivo Nord Ovest" disponibile a dialogare e collaborare con "Decidere.net"

Il Movimento “Obiettivo Nord Ovest” guarda sempre con interesse tutto ciò che si muove in direzione di un cambiamento del Paese in senso federalista. Per questo “Obiettivo Nord Ovest” é disponibile a reciproche collaborazioni con il network “Decidere.net” su un progetto di riforme ed in particolare sul federalismo fiscale competitivo.
Ci permettiamo un suggerimento: includere nel programma il federalismo politico, considerando che, senza di esso, non può esistere il federalismo fiscale.
Carlo Stagnaro, in una sua rubrica, definiva il federalismo come un patto tra entità istituzionali diverse e reciprocamente indipendenti, che mettono in comune alcune competenze.
Tale patto, dunque, lascia ad ogni contraente totale autonomia tanto sotto il profilo politico quanto sotto quello fiscale, fatte salve, appunto, le mansioni delegate al centro. Risulta assai difficile anche soltanto immaginare un patto che coinvolga la sola sfera politica, piuttosto che la sola sfera economica.
L’espressione “federalismo fiscale” assume spesso significati diversi, come la semplice gestione dei tributi a livello locale, che, di fatto, non porterebbe alcun vantaggio sostanziale per il cittadino. Occorre quindi specificare che comuni, province e regioni devono poter decidere quali e quanti tributi imporre e come spenderli, trattenendone la quasi totalità, fatta salva una percentuale, preventivamente stabilita, da destinarsi ad un fondo di perequazione per le regioni più svantaggiate.
Ma il federalismo non è solo questo: federalismo è anche il riconoscimento e la tutela delle identità e specificità locali, federalismo è soprattutto sovranità popolare.
Noi di “Obiettivo Nord Ovest” siamo convinti di poter offrire un prezioso contributo su questa tema e, collaborando con persone altamente qualificate e conoscitrici della materia, presenti tra i firmatari di “Decidere.net”, possiamo convertire un “astratto” punto programmatico in proposte serie, concrete ed efficaci.

giovedì 11 ottobre 2007

Verso la Costituente Liberal-Democratica Europea - Valori liberali: quelli veri e quelli falsi

Milano, Circolo della Stampa, 26-27-28 ottobre 2007

Venerdi 26
Ore 14,30 - Registrazioni
Ore 15,15 - Saluto del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni
Ore 15,30 - Obiettivi di un manifesto Liberale - Riccardo Gallo - Universita' di Roma "La Sapienza"
Ore 16,00 - Dibattito introduttivo - Presiede Franco De Benedetti, Opinionista - intervengono: Daniele Capezzone, Presidente Commissione Attivita' Produttive Camera Deputati - Natale D'Amico, Senatore - Stefano De Luca, Segretario Pli - Benedetto Della Vedova, Deputato - Sergio Dompe', Presidente Farmindustria - Guidalberto Guidi, Presidente Anie - Fiorella Kostoris, Universita' di Roma "La Sapienza" - Piero Ostellino, Editorialista "Corriere della Sera" - Nicola Rossi, Deputato - Massimo Teodori, Universita' di Perugia.


Sabato 27

4 Sessioni parallele - Coordinamento generale delle sessioni: Alessandro De Nicola, Presidente Adam Smith Society - Emanuela Poli, Adam Smith Society - Nicola Maccanico, Adam Smith Society.
1a Sessione
Ore 9,30 - 16,00 - Ordinamento Internazionale ed Europeo - Coordina Lorenzo Infantino, Universita' Luiss "Guido Carli" - Intervengono: Daniele Bellasio, Vicedirettore "Il Foglio" - Raimondo Cubeddu, Universita' di Pisa - Luigi Vittorio Ferraris, Ambasciatore - Jas Gawronski, Parlamentare europeo - Carlo Lottieri, Universita' di Siena - Gerardo Mombelli, Presidente Aicp - Claudio Morpurgo, Partner Studio Brian & Cave - Giuseppe Sacco, Universita' Luiss "Guido Carli" - Italico Santoro, "La Voce Repubblicana" - Stefano Silvestri, Presidente Istituto Affari Internazionali.
2a Sessione
Ore 9,30 - 16,00 - Globalizzazione, Stato e Mercato - Coordina Enrico Colombatto, Universita' di Torino - Intervengono: Michele Bagella, Universita' di Roma "Tor Vergata" - Claudio De Albertis, Presidente Assimpredil - Alberto Pera, Partner Studio Gianni, Origoni, Grippo & Partners - Angelo Maria Petroni, Universita' di Bologna - Gianfranco Polillo, Esperto di Finanza Pubblica - Beniamino Quintieri, Universita' di Roma "Tor Vergata" - Massimo Torchiana, Direttore Generale Polaris Italia Sgr - Bruno Trezza, Universita' di Roma "La Sapienza" - Gustavo Visentini, Universita' Luiss "Guido Carli".
3a Sessione
Ore 9,30 - 16,00 - Bioetica e Ricerca, Ambiente ed Energia - Coordina Cinzia Caporale, Universita' di Siena - Intervengono: Lilia Alberghina, Universita' di Milano "Bicocca" - Franco Battaglia, Universita' di Modena - Luciano Caglioti, Universita' di Roma "La Sapienza" - Gianluca Gianaroli, Elect President Eshre - Roberto Gradnik, Presidente Assobiotech - Michele La Placa, Universita' di Bologna - Giovanni Pizzo, Esperto di Politiche Ambientali - Renato Ricci, Presidente Associazione Galileo 2001 - Carlo Ventura, Universita' di Bologna.
4a Sessione
Ore 15,00 - 18,00 - Revisione Costituzionale e Riforma della Giustizia - Coordina Tommaso Frosini, Universita' di Sassari - Intervengono: Tommaso Alibrandi, Gia' Consigliere di Stato - Giuseppe Calderisi, Riformatori Liberali - Fabio Cintoli, Universita' "San Pio V" - Luigi Compagna, Universita' Luiss "Guido Carli" - Antonio Del Pennino, Senatore - Oreste Dominioni, Presidente Unione Camere Penali - Fabio Roia, Magistrato Componente Csm - Giorgio Rebuffa, Universita' di Genova - Ettore Rotelli, Universita' di Bologna - Silvio Traversa, Consigliere di Stato.
Nelle 4 sessioni parallele interverranno anche i seguenti giornalisti gia' firme della Voce Repubblicana: Maurizio Ambrogi, Rai - Roberto Arditi, RaiUno Porta a Porta - Aldo Carboni, Vicedirettore Il Sole 24 Ore - Massimo Colaiacomo, Ansa - Stefano Folli, Editorialista Il Sole 24 Ore - Oscar Giannino, Direttore Libero Mercato - Edgardo Gulotta, La 7 - Ugo Magri, La Stampa - Maurizio Marchesi, Direttore Il Velino - Marcella Rossi, Gr RadioRai - Stefano Tomassini, RaiTre Ballaro' - Giuliano Torlontano, Tg5 - Andrea Valentini, Rai.
Ore 18,00 - 20,00 - Riunione di Coordinamento - Elaborazione del Manifesto.
Ore 19,00 - Conclusione della seconda giornata.

Domenica 28
Ore 9,30 - Sessione Generale - Introduce Carlo Visco Gilardi, Presidente E-Focus - Presiede Franco De Angelis, Consigliere Comunale di Milano - Sintesi dei Coordinatori del Sabato.
Ore 11,00 - Presentazione del Manifesto Liberale - Riccardo Gallo, Universita' di Roma "La Sapienza".
Ore 11,30 - Stefano Folli intervista Marco Follini, Presidente dell'Italia di Mezzo.
Ore 12,00 - Interviene Silvio Berlusconi, Presidente di Forza Italia.
Ore 12,30 - Interviene Francesco Nucara, Direttore de La Voce Repubblicana.
Ore 13,00 - Conclude Annemie Neyts-Uyttebroeck, Presidente dell'Eldr.

Segreteria Organizzativa: Roma, Tel. 06-6833757, Fax 06-6893002 - Milano, 02-744689, Fax 02-71040109 - email costituenteliberald emocratica@ yahoo.it
tratto da La Voce Repubblicana n. 185 del 9 ottobre 2007

Nasce DecidereImperia!!!

Grazie a Andrea Giribaldi ( Giribaldi@Sanremocactus.com ) la Liguria è la prima regione italiana ad avere 3 nodi attivi del network http://www.decidere.net/.E’ nato decidereimperia.net, http://decidereimperia.blogspot.com/.

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mercoledì 10 ottobre 2007

Punto 11 (su 13)

Della serie meglio tardi che mai (Punto 11)

FISCO: PDL LEGA, ABOLIRE IL SOSTITUTO D'IMPOSTA
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - La Lega chiede l'abolizione del
sostituto d'imposta, ossia il sistema che obbliga il datore di
lavoro a trattenere alla fonte le tasse dovute dai lavoratori
dipendenti, versandole direttamente allo Stato.
Stamane una delegazione leghista, guidata dal vicepresidente
del Senato Roberto Calderoli e dal capogruppo della Lega Nord a
Palazzo Madama, Roberto Castelli, ha depositato in Cassazione
una proposta di legge di iniziativa popolare che rientra nei
punti della protesta fiscale annunciata tempo fa da Umberto
Bossi a Venezia.
"Non vogliamo dare ai lavoratori dipendenti - spiega
Castelli in una conferenza stampa al Senato - uno strumento per
evadere le tasse ma vogliamo impedire che paghino più del
dovuto".
L'iniziativa del pdl è del Sindacato padano (Sinpa) e il suo
segretario Mauro Rosi, alla conferenza stampa, spiega che
"l'approvazione di tale proposta permetterebbe ai lavoratori
dipendenti di ricevere l'intero stipendio e di versare essi
stessi allo Stato, in un secondo momento, le tasse dovute.
Sarebbero così in grado di verificare concretamente l'esatto
importo del prelievo fiscale e potrebbero più consapevolmente
pretendere dallo Stato un corretto rendiconto e una maggiore
trasparenza nella gestione del denaro riscosso".
"Abbiamo messo in atto - osserva Calderoli - un'iniziativa
popolare perché crediamo che la risposta si debba dare da
destra e da sinistra a una categoria che è il punto centrale
della contribuzione. Con l'abolizione di questo meccanismo
ciascun cittadino avrà chiara conoscenza di quanto
effettivamente l'imposizione fiscale incida sul proprio guadagno
e sul proprio reddito".
Il pdl consta di un solo articolo che prevede l'abrogazione
degli articoli 23, 24 e 25 del decreto del presidente della
Repubblica 29 settembre 1973 recante "disposizioni comuni in
materia di accertamento delle imposte sui redditi". Con
l'abrogazione di questo articolo si intendono cassate tutte le
successive disposizioni di integrazione o modificazione della
normativa sul sostituto di imposta.(ANSA).

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Senza Parole....

Posto sconcertato l'ultimo intervento dell'ineffabile Ministro Visco...

FISCO: VISCO, FATTA SHOCK-THERAPY NECESSARIA DOPO CONDONI
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Il rapporto fisco-contribuente "é
stato fortemente scosso dai provvedimenti attuati all'avvio
della legislatura". Lo riconosce il viceministro dell'Economia
Vincenzo Visco, secondo cui però si è trattato di "una
necessaria shock-therapy, date le condizioni in cui versava il
sistema fiscale dopo cinque anni di condoni e
'pianificazioni'".
Il viceministro, che risponde sul Sole24Ore alla lettera di
un commercialista, sottolinea che "alla fine della legislatura
del centro-destra, il pagamento delle imposte era diventato un
esercizio lasciato alla discrezionalità del singolo, al quale
si davano tutti gli incentivi per nascondere alla collettività
il suo reddito. Altro che civiltà fiscale".(ANSA).


Su chi ha bisogno di un elettroshock la discussione è ufficialmente aperta.

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venerdì 5 ottobre 2007

We The People, con Enrico Musso per cambiare la politica Genovese


DecidereGenova.net appoggia e partecipa con forza a "We The People" il progetto di Enrico Musso per il cambiamento della politica Genovese, invitiamo tutti gli aderenti a partecipare all'incontro con Enrico Musso Martedi' 16 Ottobre al Bicu (porto antico).

Per prentazioni scrivere a : conenrico@enricomusso.org

Il team di DecidereGenova

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giovedì 4 ottobre 2007

Incontro dei laico-liberali

L’appuntamento è per oggi, venerdì 5 ottobre nella sede de L’Opinione

Venerdi il nostro quotidiano ospiterà un Vertice delle organizzazioni laico-liberali. Questo progetto mette finalmente da parte i dibattiti ideologici, rifiuta il tatticismo partitico e cerca soluzioni concrete, a partire da un patto di solidarietà tra politica, cultura e impresa. C’è da rifondare la politica e la rappresentanza civile dei cittadini, un compito che non può essere ricoperto dai grandi partiti. Servono nuovi percorsi e nuovi soggetti, non contro Berlusconi (a sinistra c’è ancora qualcuno che parla di “liberalismo”?) ma per realizzare ciò che non si è ancora fatto. Il Paese è tragicamente fermo al 1922. Da quasi un secolo trionfa ancora la delega feudale (contro le comunità locali) e questo spiega la crescente inesistenza della vita pubblica. C’è un “noi” e un “loro” mediato dalla stampa. Siamo diventati mezzadri delle lobbies. Abbiamo imparato a osteggiare il mercato. Solo pochi e troppo brevi lampi di verità e libertà: la piccola e media impresa del Nord; i primi governi del Secondo dopoguerra; la rinascita della cultura neoliberale a partire dagli anni ’90. Il volto della crisi attuale è un misto di qualunquismo e voglia di uomini “duri e puri”. Ma è anche presente l’istanza opposta: riprendere in mano di persona la politica. Come? I liberali non “fanno massa”, cosa che invece riesce a Vati e capopopolo, con sempre maggior degrado: da D’Annunzio si è passati a Grillo. Occorre coordinarsi e unire le forze. Occorre prendere le armi dell’intelligenza. Fuor di metafora, di cosa stiamo parlando? L’unica cultura politica in grado di leggere la società contemporanea e migliorare le condizioni di vita è il liberalismo. La socialdemocrazia è un territorio di passaggio, oggi escluso da Scandinavia e Regno Unito. Il neocomunismo sostituisce le religioni nelle fasi di passaggio da un’economia agraria a una più evoluta. La socialburocrazia, presentata da Veltroni -e anche da qualche industriale- come nuova società dell’Armonia, non è altro che una Chinese way in versione europea, con i diritti civili e le cooperative al posto del Partito. Decidere, Riformatori liberali, Pri e Pli, Progetto di Nordest, un gruppo di politici e parlamentari con la fedina culturale pulita, un gruppo di imprenditori del nord sganciati da Confindustria, l’insieme della stampa, delle fondazioni, dell’editoria liberale. Ecco i soggetti che possono decidere scelte piccole ma importanti. C’è la volontà e la disponibilità : non è poco. Occorrono iniziative che arrivino all’insieme dei cittadini, cosa impossibile alle singole organizzazioni. Bisogna uscire da cortili e recinti troppo piccoli per avere chances. Bisogna integrare media e new media. Gli imprenditori: occorre fare rete col loro universo. “Ognuno per sé, Dio contro tutti”, recita un antico detto. Confindustria non è più un’alternativa: è figlia di un modello di società inadeguato. Serve una struttura che colleghi le imprese, che crei legislazione liberale, ma per favore non chiamiamola Confindustria2. E’ necessario prendere in mano le relazioni col mondo: aprire l’Italia al mondo, alle culture, al commercio. Il modello equo-solidale cattocomunista è disastroso, perché chiude l’orizzonte e lo limita al mondo degli emigrati. In questo modo condanna gli emigrati a emigrare, non risolve i loro problemi, che necessitano invece che di libera immigrazione di una libera e moderna industrializzazione dell’Africa e dei paesi arabi. Servono strutture che dimostrino che i liberali sono in grado di fare impresa e avere successo, incrementando gli interscambi economici e culturali con l’Estero (senza rifare l’Ice). A partire da un quotidiano italiano in lingua inglese: ce l’hanno quasi tutti i Paesi del mondo, ma non l’Italia, che pure ha decine di milioni di emigrati nei soli USA. Occorre dare prospettive nuove ai lavoratori dipendenti: la Triplice è il vero Mainframe del potere che sta replicando il duopolio DC-PCI sotto il falso nome di PD. Aprire i cantieri delle idee non basta. Servono quelli reali. Senza voli pindarici, con pazienza da formiche. Come è possibile continuare ad essere assenti dal mondo della scuola? Si crei un portale per studenti e professori, si diffondano idee, ma soprattutto si creino reti di persone. Numeri e fatti: questo vogliamo, questo occorre fare.

di Paolo Della Sala

Tratto da http://www.opinione%20.it/

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martedì 2 ottobre 2007

Nasce DecidereSavona!!!!

Grazie a Danilo Formica ( daniformica@libero.it ),la Liguria è la prima regione italiana ad avere 2 nodi attivi del network www.decidere.net.

E’ nato decideresavona.net, http://decideresavona.blogspot.com/, per ora il sito è ospitato su blogger, presto (appena sarà registrato e attivato) sarà spostato sul dominio www.decideresavona.net .

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Oscar Giannino contro le tasse al convegno di Decidere.net

Di seguito lo splendido intervento di Oscar Giannino che ha tenuto sabato 29 settembre all'interno della manifestazione di Decidere.net incentrato sulle tasse.




Altrimenti scarica il file.

Audio originale fornito da Radio Radicale ed elaborato da DecidereMilano.net.

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lunedì 1 ottobre 2007

Fisco. Tassa piatta al 20%. La rivoluzione fiscale è possibile

Questo l'intervento finale di Daniele Capezzone che spiega come si intende passare all'aliquota unica del 20% registrato all'Angelicum il 29 settembre 2007.







Noi chiediamo di passare in 5 anni ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo sarebbe coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).

Spieghiamo bene i dettagli.

Attualmente, in Italia, la normativa vigente in materia di imposte sui redditi prevede 3 aliquote (più una quarta per i "super-ricchi"), con aliquota minima al 23%. L'aliquota media, ossia il livello al quale un'eventuale flat tax lascerebbe invariato il gettito complessivo dell'imposta sui redditi, risulta invece pari al 27,1%. In altri termini, un'aliquota di flat tax ad un livello inferiore al 27,1% richiederebbe la copertura degli oneri (e andrebbe a beneficio dei contribuenti considerati nel loro complesso). E solo un'aliquota inferiore al 23% andrebbe a beneficio, invece, di ciascuno dei contribuenti: di qui la nostra opzione per il 20%.

Si dirà: ma una cosa del genere costa troppo…Come può permettersela l'Italia?

Premesso che tutte le stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile che sarebbe procurata dalla flat tax (è la celebre questione della curva di Laffer) ; e premesso che all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori; premesso tutto questo, dicevo, il costo annuo ipotizzabile sarebbe di 36 miliardi di euro.

Ecco, questo costo -come si diceva all'inizio- potrebbe essere compensato con una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) del 5%, pari a una riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, del 2%.

“Annualizzando" il discorso, e ipotizzando -appunto- di spalmare la riforma su un periodo di 5 anni, si può dire -pertanto- che il passaggio in cinque anni alla tassa piatta del 20% potrebbe avvenire a fronte di una riduzione della spesa pubblica totale del 2% in cinque anni, cioè dello 0,4% annuo (ossia dal 51% al 49%). E non si dica che, con una spesa pubblica al 51% del Pil (in Inghilterra sono circa al 35%, 16 punti sotto!!), non sarebbe possibile tagliarla di meno di mezzo punto all'anno…

Ultima cosa: il problema della progressività. Abbiamo pensato anche a questo. Va infatti realizzata una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (in pratica: riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse).

Ecco, questo (insieme ad una ipotesi di federalismo fiscale competitivo, con un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico, e con la possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, proprio per favorire la competizione) è il nucleo della proposta fiscale di Decidere.net.

Forme di copertura possibili:

IMPRESE
a) Abolizione dei trasferimenti ad imprese
(spese correnti + investimenti) 14,5 mld annui dal 2008

PROVINCE E COMUNITA’ MONTANE
b) Abolizione Province
(escluse le spese di personale) 5,3 mld annui dal 2008
c) Abolizione comunità montane
(escluse le spese di personale) 0,66 mld annui dal 2008

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
d) Blocco turn-over PA 8,5 mld nel 2008
12,75 mld annui dal 2009
e) Moratoria contrattazione pubblico impiego 6.0 mld nel 2008
9,0 mld nel 2009
12,0 mld annui dal 2010
f) Risoluzione 70% consulenze PA 2,0 mld nel 2008
3,0 mld annui dal 2009
g) Risoluzione rapporto d’impiego precari PA 4,0 mld nel 2008
6,0 mld annui dal 2009

PENSIONI
h) innalzamento età pensionabile a 65 anni 1,0 mld nel 2011
1,5 mld nel 2012
2,7 mld nel 2013
3,5 mld nel 2014
4,0 mld nel 2015
7,0 mld annui dal 2018

IPOTESI DI COPERTURA FLAT TAX
Per la copertura dei 36 mld di euro annui a regime (ossia dopo 5 anni dalla sua introduzione…)
della flat tax, questi sono alcuni dei mix possibili:

d + e + f + g = totale 33,75 mld annui (dal 2010) (mix politicamente interessante, centrato sulla razionalizzazione della PA)
a + b + c + d + f = totale 36,21 mld annui (dal 2009) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)
a + b + c + e + f = 35,46 mld annui (dal 2010) (non prevede il licenziamento dei precari della PA)


Inoltre, se si fa subito la riforma delle pensioni (innalzamento a 65 anni per tutti) e si spalma la riforma della flat tax su un periodo più lungo, sono utilizzabili anche i risparmi crescenti di cui al punto h).

Biecamente copiaincollato da www.decideremilano.net

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