L'intervista a cui si fa riferimento anche nell'articolo del Corriere.
http://www.confronto.it/Capezzone, il politico della concretezzadi Emiliano Massimini
In pochi anni ha raggiunto obiettivi di primo livello: segretario del Partito Radicale, deputato, presidente di una importante Commissione parlamentare. In nome della libertà ha rivendicato il diritto al dissenso nei confronti della linea politica intrapresa dal suo partito. Perché non è riuscito a condizionarne le scelte?“Io sono convinto che tantissimi appartenenti a quella meravigliosa comunità che è la comunità radicale seguiranno il mio percorso, il mio tentativo con il network decidere.net. Se ho accumulato un piccolo patrimonio di credibilità è perché ho cercato in tutto questo tempo di tenermi fuori dalle risse, dalle polemiche, dai battibecchi della politica e dei partiti, e perfino del mio partito, ed è per questo che ho provato a concentrarmi su cose concrete. Sono convinto che oggi in Italia un pezzo di opinione pubblica voglia avere risposte precise: abbassiamo le tasse sì o no, quando e di quanto; alziamo l’età pensionabile, sì o no, quando e di quanto. Vorrei che i politici rispondessero a queste cose concrete anziché perdersi nel loro teatrino politico che troppo spesso è respingente e in qualche caso anche repellente”.
Una intraprendenza politica, la sua, che ha generato “13 cantieri per una politica ad alta velocità”. Insomma, temi concreti sui quali cercare convergenze possibili. E’ soltanto la concretezza, quindi, il fine al quale può tendere il politico moderno?“C’è un grande patrimonio di ideali, una grande prospettiva culturale che ciascuno dovrebbe provare ad animare. Oggi però credo sia giusto dire ai cittadini come la si pensa su sette, otto punti precisi. Io ritengo non sia credibile promettere la trasformazione del mondo in cinque anni di legislatura, ciò vale sia per l’uno che per l’altro schieramento. Io, ad esempio, sarò molto orgoglioso se alla fine di questa legislatura - che spero arrivi molto presto perché, ahimé, Governo e maggioranza stanno operando in modo assai negativo - potrò dire di aver portato a casa una legge trasversale, sostenuta dal centrodestra e anche da pezzi importanti di centrosinistra, che è quella per l’apertura immediata delle imprese. Si è tentato con questa legge di sburocratizzare, levando tutta la messe di autorizzazioni preventive che oggi ci vogliono. Se io potrò dire in un anno di legislatura di aver ottenuto questo risultato mi riterrò soddisfatto. Quanto ai tredici cantieri corrispondono proprio a questa logica: sono tredici proposte concrete in economia, sostenute da pezzi di mondo imprenditoriale, da tanti cittadini, da economisti, da opinionisti, da persone che si stanno organizzando in giro per l’Italia e su quello faremo un accordo. Io sono un parlamentare che è stato eletto nel centrosinistra ma da molti mesi non rinnovo la fiducia al Governo proprio perché ritengo che, a partire dalle questioni economiche e di politica estera, la linea stia diventando sempre meno accettabile”.
Cos’è il pensiero debole ed il relativismo etico?“Io sono un laico un liberale e da questo punto di vista non farò l’atto d’ipocrisia di dire che la penso diversamente da come invece la penso. Sono convinto che un grande tema oggi, valido per l’economia come per le questioni di coscienza, sia l’allargamento della sfera della decisione individuale e privata rispetto alla sfera della decisione pubblica e collettiva. Noi usciamo da un secolo in cui le decisioni sono sempre state affidate ad un’entità diversa: lo Stato, il partito, il sindacato, la famiglia. Io vorrei invece che più decisioni fossero affidate al singolo, sia per ciò che riguarda il suo portafoglio sia per le sue scelte di coscienza. Da questo punto di vista, molto spesso io quando mi viene presentata una proposta mi chiedo se essa allarghi o restringa la sfera della decisione individuale. Per me è questo uno spartiacque concreto per la politica dei nuovi anni”.
Alexis de Tocqueville scriveva: “Il dispotismo, ma non la libertà, può fare a meno della religione. La religione è molto più necessaria nella Repubblica che in ogni altra forma di governo.”. Cosa ne pensa?
“Tocqueville nel suo fantastico viaggio in America ci ha raccontato di come un paese possa essere straordinariamente pervaso di sentimento religioso ed al tempo stesso straordinariamente laico nelle sue istituzioni. L’America è nata così ed è rimasta tale. Ciascuno, non solo professa le sue convinzioni, ma quelle stesse convinzioni vivono nella realtà sociale, nell’associazionismo, nella politica ma anche nell’impegno senza privilegi. Non è necessario che si assumano forme concordatarie o l’otto per mille. Da questo punto di vista vale per i padri fondatori degli Stati Uniti e vale per i politici di oggi: nessuno proporrebbe commistioni tra Stato e chiese. Anche e in primo luogo nell’interesse della Chiesa e del sentimento religioso. Nel partito repubblicano americano convivono quelli della Bible belt e, finché non è mancato, Milton Friedman, grande economista liberista ma anche libertario. Nel Partito Democratico c’è il reverendo Jessie Jakson e il ‘dissoluto’ Bil Clinton. A me piacerebbe che dentro gli schieramenti ci fossero queste realtà aperte. Oggi il centrodestra che io preferisco nel mondo è fatto dal Partito repubblicano americano con Rudolph Giuliani, l’Inghilterra con Cameron, la Francia con Sarkozy, la Spagna con Aznar. Sono tutti schieramenti che, non solo dal punto di vista economico e di politica estera ma anche su scelte di coscienza, sono largamente preferibili a Rosy Bindi e alla Pollastrini”.
Lei parla di un centrodestra nel mondo. In Italia, il Centrodestra, qualora esprimesse Gianfranco Fini come candidato alla poltrona di Sindaco di Roma, avrebbe il suo appoggio?“Gianfranco Fini è un leader che ha fatto delle cose importantissime in questi anni. In particolare un leader politico va giudicato per il cammino faticoso che ha intrapreso, un cammino costoso, difficile anche all’interno della comunità di appartenenza. Oggi in politica estera Gianfranco Fini e Andrea Ronchi esprimono posizioni avanzatissime sul piano di una linea occidentale, attenta agli Stati Uniti e ad Israele. Una linea attenta alla promozione globale della democrazia. In economia c’è una linea liberale molto forte dentro Alleanza Nazionale. Anche sulle riforme istituzionali mi sento in grande sintonia. Infine, abbiamo lavorato insieme sul fronte referendario per avere un sistema ben centrato su due, tre partiti non sui quaranta partiti attuali. Io immagino, quindi, che su queste cose concrete sarà possibile avere una forte convergenza. Credo anche che oggi Alleanza Nazionale proponga la via giusta quando suggerisce al centrodestra di non rimanere uguale a se stesso. Sono convinto che questo appartenga al sentire di tanti di Forza Italia e di tanti di altri partiti. Se il centrosinistra è in difficoltà, il centrodestra non deve cullarsi su quelle difficoltà e pensare di potersi ripresentare del tutto uguale a se stesso. E’ importante, invece, un cambiamento, come dice bene Alleanza Nazionale ma anche molti in Forza Italia. Occorre non ripresentarsi con le foto ingiallite di cinque o dieci anni fa. Cambiamento anche nei contenuti: dare al Paese alcune proposte concrete e non le 280 pagine dell’ Unione”.
Quindi darebbe il suo appoggio se Fini si candidasse a Sindaco di Roma.“Lo vedremo, ma ad oggi la cosa importante è la convergenza politica su alcuni contenuti. Se vi sarà quella io sarò entusiasta di poter lavorare insieme, ripeto, con chi condividerà quegli obiettivi concreti. Io vedo oggi tanta possibilità di cammino comune con AN. Nel luglio scorso sono stato proprio con Andrea Ronchi ad un importante evento di giovani universitari del suo partito: abbiamo cominciato a ragionare su questioni concrete. Secondo me c’è un cammino importante da fare. Chi vivrà vedrà. Vedremo se e quale sarà il seguito ma io sono fiducioso: fare un buon cammino insieme partendo dalle cose concrete”.
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