I video di Dec!dereGenova

26/02/2008:Scambio di persona

09/02/2008:Si al Referendum

31/01/2008:La Fregatura

29/01/2008:Buon Compleanno!

18/01/2008: Così lontani, così vicini

08/01/2008: Largo al nuovo!

31/12/2007: Fermi tutti! napolitano e il gattopardo

19/12/2007: L'ordinaria follia di un paese normale

10/12/2007: Censis, il paese delle mucillaggini

05/09/2007:Ron Paul gets his Second Life


 

venerdì 27 luglio 2007

Facco: Movimento Libertario appoggia Decidere.net

Davvero una buona notizia:

Facco: Movimento Libertario appoggia Decidere.net
In seguito al colloquio, tenutosi la scorsa settimana, fra Leonardo Facco e Daniele Capezzone, il Consiglio di amministrazione del Movimento Libertario conferma l'appoggio a Decidere.net, il movimento creato da Daniele Capezzone, che ha tra i suoi 13 punti programmatici molti argomenti di chiara natura libertaria. In particolare, il Movimento Libertario appoggia incondizionatamente la proposta della FLAT TAX e la responsabilità civile per i politici che causano danni alla società. Per queste ragioni, il Movimento Libertario aderirà alle due manifestazioni organizzate da Decidere.net, in programma nel prossimo mese di settembre a Milano e Roma.L'amministratore delegato Leonardo Facco


Visitate http://www.libertari.org/

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lunedì 23 luglio 2007

Incontriamoci a Genova il 26 Luglio

Giovedi 26 Luglio ci troveremo a Genova per un incontro prima della pausa estiva. L'appuntamento è al MENTELOCALE dentro palazzo ducale in p.za De Ferraris alle ore 18.
Sarà l'occasione per incontrarci di persona e avanzare proposte e suggerimenti.Ti invitiamo calorosamente a partecipare e a coinvolgere tutte le persone che possono essere interessate a collaborare.

venerdì 20 luglio 2007

Pensioni: Capezzone, giovani pagheranno conto salato

ROMA (MF-DJ)--"Sono deluso dal fatto che in Consiglio dei ministri i "riformisti" e "moderati", dopo tante parole spese in questi giorni, abbiano detto -in ultima analisi- si' alla proposta di Prodi gia' avallata dal sindacato". Questo il commento del presidente della Commissione attivita' produttive, Daniele Capezzone, alla riforma delle pensioni. "Non bastano certo i "mugugni" o le "perplessita'" o le "riserve"...Mi aspettavo atti forti e di rottura, dopo le parole e i dibattiti di questi giorni", ha aggiunto. Secondo Capezzone "si conferma che questo Governo non ha piu' molto da dire, in particolare alle nuove generazioni, ai non garantiti, che rischiano di pagare un conto salato". com/vs

giovedì 19 luglio 2007

Daniele Capezzone a Dodicesimo Round, su Rai 2, del 17/07/2007

martedì 17 luglio 2007

La lunga marcia

Daniele Capezzone annuncia sul web la marcia sulle pensioni (22 settembre a Roma) e l'appuntamento sulle tasse (29 settembre a Milano). Guarda il video su www.decidere.net

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Le sensazioni del 92....

Ieri alle ore 21.00 presso la sede dell'associazione radicale milanese Enzo Tortora si è svolta una riunione in cui Luigi Furini autore del libro "Volevo solo vendere la pizza - Le disavventure di un piccolo imprenditore" e L'on. Daniele Capezzone hanno raccontato e discusso dell'italia della burocrazia, delle autorizzazioni e dei sindacati.
Il libro prende spunto da una storia vera, ovvero le disavventure e il travaglio dell'autore, novello imprenditore comunista (forse ex-comunista, lui dice di no ma io non gli credo) che apre e cerca di mandare avanti una pizzeria a Padova e....(leggetelo ci sarà pure una ragione se è alla quinta ristampa).

Dopo una divertente anedottica sulle disavventure del comunista Luigi e della sua pizzeria si è passati alla fase dei commenti e delle possibili soluzioni, l'On. Daniele Capezzone presa la parola ha aggiornato la paltea (41 persone, e di più li dentro era propio impossibile) sullo stato di avanzamento della proposta di legge di semplificazione amministrativa "un impresa in sette giorni", ha parlato di tasse di burocrazia e più in generale dell'incertezza sulle tasse e della relativa fuga dei capitali stranieri dall'italia la frase "peggio delle tasse e della burocrazia c'è solo l'incertezza sulle tasse e sulla burocrazia" sintetizza efficacemente i ragionamenti fatti in sala.

Di ieri mi rimane dentro una sensazione, la stessa che ho provato ascoltando Bossi nel 1992 poco prima di votare per la Lega Nord alle politiche, ovvero la voglia di rivolta (democratica per carità) contro questa classe politica. Quando all'inizio del suo intervento l'On Daniele Capezzone ha detto : "C'è una parte di politica,di uomini politici, che cammina sull'orlo del baratro e anche in buona fede non se ne rende conto..." in sala ho percepito il silenzio della vera attenzione e della condivisione, è stato un attimo roba di due-tre secondi ma la mente è ritornata a quei giorni di agonia della prima repubblica.

La Lega Nord riuscì a tradurre con molta efficacia quelle sensazioni in forza politica, non vedo propio la ragione per cui oggi non ci possa riuscire decidere.net.

Paolo Rebuffo

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lunedì 16 luglio 2007

Capezzone: «Sul Federalismo io sto con Bossi»

Da La Padania: Simone Girardin

Punto due del programma: federalismo fiscale. Non è il manifesto della Lega ma quello del nuovo network decidere.net, una sorta di cantiere della politica ad alta velocità come l’ha ribattezzato il suo stesso fondatore: l’ex segretario dei radicali Italiani Daniele Capezzone, oggi presidente della commissione Attività produttive della Camera.
Mi scusi Capezzone, adesso si mette a fare il leghista?
«Non credo. Semmai penso che il federalismo fiscale sia un punto ragionevole e modernizzatore su cui vale la pena riflettere seriamente».
Lei parla di federalismo competitivo. Un po’ fumoso, no le sembra?
«Non direi. Il punto è consentire livelli diversi di pressione fiscale locale. Un modo che può consentire di attrarre sul territorio maggiori risorse e investimenti. Certamente non basta. Per questo al punto uno del programma c’è la riduzione della pressione fiscale. Sono due temi che vanno di pari passo».
E su questi temi che sarebbe disposto a ragionare insieme al partito di Bossi?
«Le dico una cosa: l’altro giorno ho letto i dati su Lombardia e Veneto: è uno scandalo quanto poco riescono a trattenere sul territorio. So che la Lega ha nel proprio dna il federalismo. Come vede anche per noi è un punto qualificante. Quindi non vedo perché non si possa lavorare insieme anche solo su alcune delle questioni concrete messe nero su bianco su decidere.net»
Insomma la pensa come il Senatur…
«Se vuole le dico che la penso come lui. Ma allora anche come gli Stati uniti dove il federalismo fiscale è una realtà. Così come l’abbassamento della pressione fiscale. Sono due delle sfide da vincere. Mi chiedo come mai in tutti i Paesi europei le tasse vanno giù e a casa nostra aumentano. Provi ad aprire un’azienda in Polonia: là si paga il 19 per cento, in Estonia il 24 per cento, in Austria il 25 per cento. Noi invece rischiamo di uscire dal mercato».
Va bene la finanza locale ma sulle funzioni da assegnare alle Regioni?
«Se ne può discutere ma su questo tema le dico subito che mi sento di differenziarmi dall’impostazione della Lega. Nel senso che non mi ha mai convinto l’idea di devolvere molti poteri a livello locale. La logica mi spinge piuttosto a pensare che la vera partita sia da giocare sul trasferimento della forza impositiva dal centro alle periferie».
Il romano che parla di federalismo. Non rischia grosso?
«Guardi, un mucchio di guai all’Italia li hanno provocati governanti del Nord, romani e meridionali. È arrivato il momento di cambiare prospettiva. Di pensare meno alla geografia e più alle cose concrete».
Come la riduzione della pressione fiscale: aliquota unica al 20%. Un bel sogno, non crede?
«Invece la flat tax può essere realtà. Ci si arriva con un passaggio progressivo in cinque anni dove il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica di 5 punti percentuali diluiti nei 5 anni.
Senta Capezzone: lei è pronto a lavorare con la Lega sul federalismo ma intanto si siede nel comitato promotore del referendum sulla legge elettorale: qualcosa non torna, non crede?
«Non vedo perché…»
Se dovesse passare il referendum a essere spazzati via sarebbero i partiti legati maggiormente al territorio come il Carroccio.
«Non la penso così. I partiti radicati non vedrebbero intaccata la loro forza».
Ma il suo modello quale sarebbe?
«Io sono per l’uninominale maggioritario».
E se il Parlamento riuscirà a mettere insieme una legge elettorale prima del referendum?
«Dubito che si trovi un accordo. Basta guardare quanti partiti ci sono…»
Perché magari cade prima il Governo sulle pensioni. Possibile?
«Questo non lo so. Dico soltanto che vedo scelte contrarie alle nuove generazioni e un presidente del Consiglio troppo schiacciato dalla sinistra comunista».
Lei è per rivedere la riforma Maroni?
«Assolutamente no. Giù le mani da quella riforma che va bene. Io sono per un’età età pensionabile a 65 anni sia per gli uomini che per le donne con una salita graduale di un anno ogni due anni, per arrivare appunto ai 65 anni nel 2018».
Chi manderebbe in pensione è Pannella. Dica la verità?
«Non partecipo a polemiche. Vorrei occuparmi di cose più concrete».
Però qualcosa deve aver fatto: l’hanno cacciata da radio radicale, le stanno facendo le pulci sul suo assenteismo alla Camera. Ci dica che ha combinato?
«Veramente mi pare così chiaro. Sono oggetto di attacchi gratuiti. Eppure io non ho fatto la guerra con nessuno».
Dunque?
«Non rimprovero nulla a Marco. In questo ultimo anno abbiamo avuto valutazioni politiche diverse. Ho visto il mio partito troppo subalterno al governo. Ora però non mi va più di perdere tempo in polemiche. So di essere circondato dall’affetto di molti radicali. E la gente è stufa dei battibecchi. Ti chiede invece di occuparti di temi seri e reali come le tasse, il lavoro, l’eccessiva burocrazia che grava sulle nostre imprese».
Come la marcia dei 40 mila appena annunciata?
«Il viaggio è partito. Entro fine settembre vorremmo organizzare un grande appuntamento a difesa dei non garantiti. Degli outsider. Rischiano di non avere voce su temi fondamentali come le loro pensioni».
E su un tema serissimo come l’immigrazione?
«Oggi siamo davanti ad un’apertura eccessiva e indiscriminata dell’immigrazione che rischia di non essere più controllabile. Devo dire invece che la Bossi-Fini ha funzionato bene nel regolarizzazione tante persone riuscendole a togliere dalla clandestinità. Ha funzionato male quando ha pensato di trasformare i consolati come uffici di collocamento. Io sono per un’Italia che possa scegliersi l’immigrazione. Da qui l’idea di un grande patto con i nostri imprenditori e l’Europa che valuti questa possibilità».
Insomma torna a fare il leghista. Anche sulla famiglia fai da te?
«Qui il centrodestra fa male ad avere un atteggiamento di chiusura. Guardate in Spagna prima con Aznar e poi con Zapatero o alla Francia di Sarkozy o ancora all’Inghilterra di Blair. Noi siamo gli unici ad andare dall’altra parte. Su questo tema serve maggior apertura.
Insomma, Capezzone traditore o innovatore?
«Il tema è uscire dagli attuali schemi partitici e non perdere più tempo: c’è da decidere.
E un po’ leghista…
«Come vuole. Sul federalismo certamente».

venerdì 13 luglio 2007

Un aperitivo con Pagliarini

Nella serata (dalle ore 19.00) di ieri a Milano si è svolto un meeting-aperitivo organizzato da http://www.decideremilano.net/ , dopo una reciproca presentazione si è parlato dei primi successi partecipativi del network http://www.decidere.net/ e dei problemi inerenti alle forme di organizzazione territoriale,ma la guest-star della serata è stata senza dubbio Giancarlo Pagliarini che ha letteralmente affascinato gli astanti con la sua (ora anche nostra) idea di federalismo fiscale in sintesi:

1) Semplificazione organizzativa: eliminazione di province e comunità montane le competenze delle stesse vanno a stato-regioni-comuni .
Lo stato centrale assume il ruolo di fornitore di servizi a costo predeterminato, le regioni e i comuni hanno completa autonomia impositiva e di conseguenza di spesa.
2) Semplificazione fiscale:
-1 tassa statale che paghi i servizi erogati dallo stato a costi standard (predeterminati).
-1 tassa statale che compensi le disugualianze fra le regioni il cui pil pro capite stia al di sopra o a l di sotto del pil pro capite medio nazionale. Quelle al di sopra non ricevono nulla dal gettito generato, quelle al di sotto si spartiscono il gettito generato.
-Libertà impositiva per comuni e regioni, in questo modo il rapporto di con il cittadino-elettore è piu chiaro, il giusto mix fra tasse-servizi-efficenza locale è messo alla prova delle urne.

Davvero molto interessante,e un agguerrito manipolo di http://www.decideregenova.net/ c'era!

Saluti

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giovedì 12 luglio 2007

PENSIONI: CAPEZZONE RILANCIA NUOVA MARCIA DEI 40.000

(ASCA) - Torino, 12 lug - Una nuova marcia dei 40.000 per una vera riforma delle pensioni. Daniele Capezzone, presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, rilancia attraverso il suo network 'Decidere.net' la proposta di una grande manifestazione nazionale entro la fine di settembre ''nell'interesse delle nuove generazioni''. Capezzone, a Torino per l'assemblea regionale della Confartigianato, ha criticato duramente la linea del governo sulle pensioni dicendo che Prodi ''e' sotto il ricatto della sinistra comunista e del sindacato conservatore che come la Cgil approfitta del fatto che le nuove generazioni non possono ne' votare ne' scioperare ne' protestare''. ''Entro fine settembre - ha aggiunto - organizzeremo l'equivalente di cio' che fu nel 1980 la marcia dei 40.000 che diede il segno di una fascia sociale non tutelata e non garantita, e ora si pone la stessa questione e cioe' di una generazione che rischia di non vedere la propria pensione. Non so se saranno 40.000 o quanti saranno, vedremo''. Capezzone ha ricordato la sua proposta firmata anche da espoenti del centrodestra per l'innalzamento dell'eta' pensionabile a 65 anni per tutti: ''consentirebbe - ha detto - 7 miliardi di risparmi ogni anno e consentirebbe di costruire una rete di ammortizzatori sociali per tutti anziche' per soli 17 occupati su 100 com'e' oggi. Prodi - ha concluso Capezzone - dovrebbe ricordare che nel '95 firmo' da economista assieme al premio Nobel Modigliani un appello a Berlusconi per la riforma delle pensioni. Adesso e' paradossale che Prodi rischi di non fare la riforma o di farla annacquata e contro le nuove generazioni sotto lo schiaffo della sinistra comunista e del sindacato conservatore''. eg/rf/sr

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