Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi
Come molti italiani seguo con attenzione la vicenda dei magistrati Cristina Forleo e Luigi De Magistris all’inizio e per molto, troppo tempo mi sono persuaso della giustezza di una posizione che recita più o meno cosi : “male ha fatto Mastella a mandare gli ispettori ad un magistrato che come noto indaga su di lui e sul presidente del consiglio, malissimo fa De Magistris ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali …..”.Questa affermazione suona politicamente corretta, sembra equilibrata e a dirla tutta è proprio comoda , permette di non approfondire troppo i fatti perché in fondo la ragione non sta da nessuna delle due parti. Amen.
Con il passare delle settimane, dopo la lettura di editoriali, corsivi, cronache e il racconto quotidiano che ne fa Bordin nella rassegna stampa di radio radicale comincio ad avvertire un certo disagio qualcosa proprio non mi quadra, comincio a parteggiare per i due magistrati, l’affermazione di cui sopra non ha più un suono così confortevole poi ho la (s)fortuna di vedere l’intervista in mezz’ora fatta da Lucia Annunziata a Luciano Violante su Rai 3 e di colpo capisco: Luciano Violante ad un certo punto afferma appunto che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali .
Mi stropiccio gli occhi e ricordo le posizioni dell’ex magistrato Violante ai bei tempi del pool di Milano, al “resistere, resistere, resistere” di Borrelli delle giaculatorie a mezzo stampa fatte contro la legge Biondi che accorciava i tempi di prescrizione ma sopra ogni altra cosa ricordo e vi ricordo le fortissime posizioni espresse a quel tempo su tutti gli organi di informazione dell’ Associazione Nazionale dei Magistrati.
Ecco il punto dove è l’ANM? Ho la presunzione di pensare che il silenzio dell’ANM non sia dovuto a una sorta di ravvedimento, a una “nuova stagione” fatta di sobrietà e moderazione, ma più semplicemente che De Magistris (Mastella – Prodi -toghe lucane) e la Forleo (caso Unipol - Bnl ) siano quanto meno imbarazzanti se non nemici poiché non organici al centro-sinstra.
Ho provato a mettermi nei panni di DeMagistris, mi sono immaginato attaccato non solo (comprensibilmente) dal potere politico - economico oggetto delle mie indagini ma anche e soprattutto lasciato solo dai miei colleghi, dalla mia associazione, io probabilmente, lo confesso, avrei mollato voltarsi dall’altra parte è facile e non costa nulla. DeMagistris nò, ha provato a combattere con l’unica arma che gli è rimasta : la pubblica opinione.
Ora non sono più sicuro che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali, e poi chi lo ha detto che fanno malissimo, è pacifico che non si devono compromettere le indagini o il processo con le esternazioni pubbliche, per il resto francamente mi chiedo se l’italia sarebbe stata un posto migliore senza le che il caso DeMagistris-Mastella-Prodi venisse a galla con tutto il suo fetore?
Paolo Rebuffo
Con il passare delle settimane, dopo la lettura di editoriali, corsivi, cronache e il racconto quotidiano che ne fa Bordin nella rassegna stampa di radio radicale comincio ad avvertire un certo disagio qualcosa proprio non mi quadra, comincio a parteggiare per i due magistrati, l’affermazione di cui sopra non ha più un suono così confortevole poi ho la (s)fortuna di vedere l’intervista in mezz’ora fatta da Lucia Annunziata a Luciano Violante su Rai 3 e di colpo capisco: Luciano Violante ad un certo punto afferma appunto che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali .
Mi stropiccio gli occhi e ricordo le posizioni dell’ex magistrato Violante ai bei tempi del pool di Milano, al “resistere, resistere, resistere” di Borrelli delle giaculatorie a mezzo stampa fatte contro la legge Biondi che accorciava i tempi di prescrizione ma sopra ogni altra cosa ricordo e vi ricordo le fortissime posizioni espresse a quel tempo su tutti gli organi di informazione dell’ Associazione Nazionale dei Magistrati.
Ecco il punto dove è l’ANM? Ho la presunzione di pensare che il silenzio dell’ANM non sia dovuto a una sorta di ravvedimento, a una “nuova stagione” fatta di sobrietà e moderazione, ma più semplicemente che De Magistris (Mastella – Prodi -toghe lucane) e la Forleo (caso Unipol - Bnl ) siano quanto meno imbarazzanti se non nemici poiché non organici al centro-sinstra.
Ho provato a mettermi nei panni di DeMagistris, mi sono immaginato attaccato non solo (comprensibilmente) dal potere politico - economico oggetto delle mie indagini ma anche e soprattutto lasciato solo dai miei colleghi, dalla mia associazione, io probabilmente, lo confesso, avrei mollato voltarsi dall’altra parte è facile e non costa nulla. DeMagistris nò, ha provato a combattere con l’unica arma che gli è rimasta : la pubblica opinione.
Ora non sono più sicuro che malissimo fanno i magistrati ad andare in televisione o a rilasciare interviste ai giornali, e poi chi lo ha detto che fanno malissimo, è pacifico che non si devono compromettere le indagini o il processo con le esternazioni pubbliche, per il resto francamente mi chiedo se l’italia sarebbe stata un posto migliore senza le che il caso DeMagistris-Mastella-Prodi venisse a galla con tutto il suo fetore?
Paolo Rebuffo
Etichette: DeMagistris, Mastella, Prodi


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