Sul caso DeMagistris-Mastella-Prodi (3): Il punto di Gabriele Cazzulini

Gabriele Cazzulini, 31 anni, giornalista e corsivista di LibMagzine fa il suo esorordio su www.decideregenova.net . Il team di decideregenova ha il piacere e l'onore di pubblicare questo post. Presto Gabriele avrà una sua rubrica fissa.
Entro in punta di piedi in un dibattito che assomiglia a quellesoporifere logomachie da circolo del libro – però ci entro conl'ascia in mano, pronta all'uso. Perché soporifero il dibattitoMastella-De Magistris? Come al solito in Italia si complica ciò cheè semplice per il puro gusto autolesionista di accendere un grandefumo e poi gridare che non si vede nulla. Torniamo alle origini. C'èun Ministro della Giustizia con evidenti problemi di incontinenzalegale, nel senso che gli scappa sempre di fare la marachella. Non èuna novità. E' in buona compagnia e forse c'è anche di peggio. C'èpoi un magistrato che non ha capito bene che pestare i piedi allapolitica fa male alla salute. E infatti a Catanzaro l'aria per DeMagistris era diventata così nociva che l'hanno trasferito in unaprocura più salubre. Neanche questa è una novità rivoluzionaria.Basta? Stiamo qui a manovellarci gli attributi per capire chi haragione e chi ha torto? La tentazione di infilare la sonda dellaverità nei ventricoli di questioni come queste è un passatemponazionale. Le dietrologie vanno sempre avanti. Ma alla fine ipolitici, pure quelli condannati, stanno sempre al loro posto, afianco di magistrati che un tempo erano i loro persecutori e ora nesono divenuti alleati. E' bene fare un ripasso dell'assiomafondamentale che regge la politica italiana: la confusione deipoteri. Giudici, governo, deputati: è tutta la stessa pasta. E' deltutto naturale che un magistrato, volente o nolente, si ritrovi afare politica, così come un ministro non può fare a meno diintervenire su questioni giudiziarie. Capire se e come ci sia statamalafede o siano stati commessi errori, è come discutere sul sessodegli angeli. Intanto, sia il ministro che il magistratoappartengono entrambi alla stessa èlite del potere. Csm, governo,parlamento, procure: tutto resta dentro alle mura della cittadelladel potere. Uno screzio capita anche nelle migliori famiglie. Ma poitorna il sereno, perché alla fine prevale la difesa dellapropria "famiglia". Trent'anni fa Craxi era all'apoteosi; quindicianni fa era nel fango; oggi è in procinto di beatificazione. Chissàdomani. Ergo: è tutto un casino. Non vorrei essere nei panni di chilodava Craxi e ha assistito alla sua demonizzazione solo per poivedersi ridare ragione. Mi girerebbe la testa dalla confusione,oltre che i testicoli per la rabbia. Labirintite politica di unpaese così trasformista da non conservare la stessa opinione per piùdi una legislatura. Abbasso il sipario con la mia opinione daquattro soldi: lasciamo scorrere l'acqua. La politica è bravissima aritornare sugli stessi equilibri che la reggono da quando è nata inquel giorno di marzo del 1861. Dopo un po' anche questo "conflitto"che sembra dilaniare l'Italia apparirà come una scaramuccia tragalletti - ne verranno altre. The show must go on.
Gabriele Cazzulini


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