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mercoledì 17 ottobre 2007

In trecento con Enrico Musso e "We the People"

Trecento per Enrico Musso, ieri sera, al varo di “We the people”. Certo, tra gli invitati, c’erano molti curiosi e diversi big di partito (tutti del centrodestra, ma anche Nicolò Scialfa di Unitiasinistra), ma l’applauso al Bicu del Porto Antico per il «progetto» politico dell’ex candidato sindaco Cdl è stato accalorato e sentito.
«Non cerco né momenti bipartisan né inciuci, ma la mia associazione sarà aperta anche a esponenti che votano a sinistra. Vogliamo occuparci di contenuti, tornare alla politica. Nessuno pensa a un partito in più e dico chiaramente che non sono candidabile alla presidenza della Regione».
Musso butta subito sul tavolo le risposte alle domande maligne che si aspetta, per smorzare subito eventuali polemiche. Compresa questa: «So bene che questa sera ci sono iniziative anche di Sandro Biasotti e di Forza Italia. Alla stessa ora. Ma è stata solo sfiga, davvero».
Chiariti questi passaggi e annunciato che la sede del movimento sarà temporaneamente in un appartamento in vico Giannini (a Caricamento), il consigliere comunale guarda allo scenario politico attuale: «Sarà pure non condivisibile, ma il centrosinistra ha provato a rifondarsi. Il centrodestra no; e invece dovremmo fare un passo anche qui». Ma le sembra, Musso, che “We the people”, ossia le prime tre parole della Costituzione degli Stati Uniti, sia lo slogan giusto per cominciare? «Vero, forse sarà elitario, ma incuriosisce e si riferisce a una serie di valori che per me sono imprescindibili». «C’è un legame tra noi e le grandi rivoluzioni liberali. Il preambolo della costituzione Americana è la legittimazione popolare. La Costituzione italiana non lo dice altrettanto efficacemente: noi ci riprendiamo il governo».
«Perché noi ha detto Musso andiamo in una direzione ostinata e contraria rispetto agli altri partiti. Ammodernare il centrodestra è necessario; nessuno pensi che stiamo percorrendo una strada grillista: vogliamo focalizzarci sui contenuti. Vogliamo fare una rifondazione liberale. In questo senso, sono certo che il centrodestra dovrebbe provare a costituirsi in partito unico». Tanto per provarci, l’alfiere del centrodestra sconfitto da Marta Vincenzi ha già costituito la sua “giunta ombra”: «Sono tecnici di mia fiducia, che, caso più unico che raro, vengono in commissione a Tursi, mi aiutano a leggere le pratiche». E su questo tema, i forzisti presenti in sala nascondono per una sera il loro malessere.
Si sono visti, ieri sera al porto antico, il segretario di An Gianfranco Gadolla, il parlamentare forzista e già liberale Alfredo Biondi, l’ex leader di Liguria Nuova Sergio Castellaneta, la capogruppo azzurra a Tursi Raffaella Della Bianca; quindi Davide Viziano insieme a decine di imprenditori. E le simpatie per i radicali del centrosinistra? «Capezzone ha idée che mi piacciono, faremo qualcosa insieme».

GIOVANNI MARI - da il Secolo XIX del 17-10-2007

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