Marco Cappato: "Sindacati, confindustria abbia il coraggio di rompere sul sostituto d'imposta"
Uno dei tanti aspetti messi meritevolmente in luce dall’inchiesta dell’Espresso sulla casta sindacale – inchiesta alla quale finora arrivano risposte ideologiche, che eludono il tema di fondo della “roba” – è la violazione dell’esito del referendum popolare del 1995 promosso da noi radicali, con il quale fu abolito il “sostituto d’imposta” per l’iscrizione al sindacato. Il sistema del sostituto d’imposta infatti garantisce il rinnovo automatico e spesso inconsapevole dell’iscrizioni ai sindacati per un totale di oltre 11 milioni di cittadini italiani, la maggiorparte dei quali pensionati, che per uscire da questa tassa occulta dovrebbero affrontare la burocrazia sindacale armati di carta e penna.
Il referendum fu subito vanificato da Confindustria, che, preoccupata di mantenere la logica concertativa e corporativista della quale hanno da sempre beneficiato anche i grandi gruppi privati e “partecipati” dallo Stato, reintrodusse il sostituto attraverso gli accordi tra le parti.Oggi, Luca Cordero di Montezemolo, invece che lamentarsi dell’esclusione di Confindustria dalla concertazione, dovrebbe avere il coraggio di rompere quell’accordo antipopolare come primo passo per consentire che i prossimi confronti sul welfare e sulla finanziaria avvengano senza che la rappresentatività di una delle parti sociali sia “drogata” da un meccanismo opaco che frutta, secondo Cazzola, almeno un miliardo di euro all’anno.
http://www.marcocappato.it/


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